Giovani

Uno sguardo sul disagio giovanile a Ponza

di Francesco De Luca

Ho frequentato le scuole superiori a Roma. Passò nell’Istituto Margherita di Savoia un test psicologico. Le risposte vennero esaminate e l’esperto manifestò alla classe le conclusioni. Ricordo a mente: “De Luca  – disse  –  risulta un tipo poco integrato… solitario”. Chiarii che provenivo da Ponza e non ne fu stupito anzi, vide confermata la sua analisi.

Riferisco quest’episodio per dar forza all’idea che l’isolano è per natura solitario. E per questo coltiva un gran bisogno di socializzazione. Si reprime, ma non può farlo all’infinito. Tanto è vero che, quando si presenta l’occasione, si accorpa, solidarizza, coopera. Le feste popolari e quelle comandate sull’isola vedono sempre grande partecipazione. L’estate poi e il turismo coinvolgente hanno insegnato che la cordialità, l’accoglienza e l’empatia accompagnano in modo fruttuoso i comportamenti.

Un altro fattore da osservare è che dagli anni ’50 ai ’70 tanti giovani andavano a compiere gli studi in continente. Ritornavano con una socialità aperta e accorta. Dagli anni ’70 l’istituzione della Scuola Superiore ha eliminato gli interventi migliorativi e ha lasciato che l’azione di socializzazione, di marca adolescenziale, si coniugasse interamente all’interno dell’isola. In modo problematico perché compressa nell’abitudinario, nel quotidiano, nel consueto.

La Scuola Superiore, ancora oggi, non aiuta la coesione sociale fra gli adolescenti. E non l’aiuta perché non prevede eventi parascolastici o extrascolastici in cui gli alunni si ritrovino, cooperino, maturino insieme e crescano.

A tal proposito ritengo che l’organizzazione del Corso Serale per adulti giocherà un ruolo importante (leggi qui e qui). Perché getterà ponti comunicativi fra mondo della scuola e quello extrascolastico.

C’è infine da considerare che è la realtà a imporre i suoi modi. Per cui l’inverno a Ponza è desolante sul versante sociale. Per tutta la comunità. Quella giovanile patisce di più. Perché essa ha bisogno di occasioni per manifestarsi. Le occasioni non ci sono perché non ci sono strutture sociali di coinvolgimento. Che dire della mancanza di strutture per lo sport?

Una volta la Chiesa rappresentava un polo attrattivo potente. Oggi non più perché i titolari delle parrocchie non ne vedono l’utilità. Si plaude giustamente alle iniziative di padre Francesco, parroco di Le Forna.  Ma è da soli due anni al suo ufficio pastorale e sta combattendo una guerra con le autorità diocesane per non essere trasferito.

I giovani non hanno dove incontrarsi. Anche perché i bar sono strutturati ormai non per trascorrervi all’interno il tempo libero. Parlo di quelli di Ponza.

In questo deserto di scambi i social (facebook, instagram, twitter, tiktok) hanno buon gioco perché sono il mezzo comunicativo più facile, immediato, colorito ed espanso.

Da quello che deduco dalle mie frequentazioni mi pare che i social tengano viva la socialità codina come quella malevola, in tanta parte dei ponzesi.
Presumo che siano più in uso presso la comunità giovanile. La quale li utilizza nei modi più vari. Escluderei però l’uso che genera il disagio.
I social, che possano essere utilizzati in modo massivo è possibile, ma che siano causa di disagio sociale non mi appare.
Per i giovani i social sono strumenti di comunicazione espressiva, necessari a Ponza, a causa di quella privazione di strutture proprie per l’adolescenza, come ho lamentato prima.
La mancanza di locali dove poter trascorrere in serenità e piacere il tempo libero è questa la causa, a mio avviso, più colposa, e non i social. I quali, se usati sconciamente e ossessivamente, generano alienazione ed estraneità dalla realtà.

Ma quale realtà hanno da gustare i giovani a Ponza? La domanda stessa provoca già un sorriso ironico, se non un cruccio.
C’è uno spopolamento massiccio, una ristrettezza nelle relazioni con conseguente allontanamento. La socialità ciascuno la coltiva nell’ambito del proprio orticello familiare.

Così come c’è la masturbazione come fenomeno sessuale succedaneo, c’è anche la socialità repressa.
Questi, mi paiono, i termini reali della discussione e non il  ‘disagio’. Che c’è … ma derivante non dai social.

Mi sono tenuto  lontano, volontariamente, dall’attribuire responsabilità. Non serve. Non che non ci siano, ma non serve alla risoluzione del problema. Serve prendere coscienza dello stato delle cose e provvedervi. Chi può, chi sa, chi vuole.

5 Comments

5 Comments

  1. silverio lamonica1

    20 Gennaio 2023 at 13:04

    Caro Franco, in merito alla tua affermazione: – “La Scuola Superiore, ancora oggi, non aiuta la coesione sociale fra gli adolescenti. E non l’aiuta perché non prevede eventi parascolastici o extrascolastici in cui gli alunni si ritrovino, cooperino, maturino insieme e crescano” – debbo dissentire, alla luce della ricca programmazione predisposta dai docenti dell’Istituto Tecnico Turistico di Ponza e dalla loro Dirigente e che di seguito specifico:
    Attività degli studenti ITT Ponza
    Nel corrente anno scolastico gli alunni del triennio ITT (Istituto Tecnico Turistico ) sono coinvolti, da ottobre a maggio, nelle attività pomeridiane di PCTO ( Percorsi Competenze Trasversali Orientamento, già Alternanza Scuola Lavoro) presso l’agenzia Ponzatour, dove mettono in pratica i contenuti disciplinari legati alle materie di indirizzo.
    Con il Centro Studi e Documentazione Isole Ponziane svolgono attività di studio e approfondimento sulla storia dell’isola e sulla sua geomorfologia in preparazione ad uscite didattiche sul territorio.
    È stata stipulata anche una convenzione con il Comune di Ponza che gli alunni affiancheranno nelle attività di promozione turistica dell’isola e di allestimento della biblioteca comunale del centro Il Veliero.
    Partecipano al progetto Artmedia Cinema e Scuola – Percorsi di cinema per studenti che prevede partecipazioni a proiezioni di film a Roma e Napoli con dibattito con attori, registi e critici cinematografici e attività laboratoriali.

    Inoltre sono previsti:
    Un viaggio di istruzione con destinazione Barcellona, in nave Grimaldi, nel corso del quale gli alunni avranno l’occasione di svolgere stage formativi e confrontarsi, nel tragitto da Civitavecchia a Barcellona e viceversa, in sfide “culturali” con altre scolaresche. Il titolo dell’itinerario è proprio “Travel game”;
    Un’uscita didattica su Roma alla scoperta dei “palazzi del potere”, visiteranno Montecitorio, palazzo Madama e la sede della commissione europea.
    Gli alunni della secondaria di primo grado (già Scuola Media Inferiore) sono impegnati, nelle ore pomeridiane, in un corso di preparazione al DELF (certificazione di lingua francese) e in due progetti, uno di teatro e l’altro di avvio allo studio del latino.

    I nostri studenti dell’ITT hanno quindi la possibilità di poter conseguire un titolo di studio valido per la loro futura professione.
    Essendo ancora aperte le iscrizioni, i genitori degli studenti della Scuola Secondaria di Primo Grado (già Scuola Media) di Ponza, possono iscrivere con fiducia i loro figli all’ITT, specie se nel futuro lavoreranno nel settore turistico.

  2. Francesco De Luca

    20 Gennaio 2023 at 17:31

    Faccio ammenda, caro Silverio, non conoscevo le iniziative che hai elencato e questa mia deficienza ha dato forza alla sensazione che ho avuto e… che continuo ad avere.
    La Scuola si adopera per unire lo studio alla vita dell’isola. Tu ne parli con conoscenza ed è certamente vero e meritevole.
    Ma allora com’è che continuo a vedere che la Scuola e il suo operato non hanno ricadute nella vita comunitaria ?
    Puoi imputare questo ad una mia inossidabile deficienza. Spero vivamente che sia così.
    Non voglio screditare la Scuola. Non potrei, lo sanno tutti e tu in particolare. Vorrei spronarla a partecipare in prima linea alla catastrofe che sovrasta la comunità ponzese: lo scollamento comunitario. Come? Con una interrelazione più presente con la comunità e le sue vicende.

  3. vincenzo

    24 Gennaio 2023 at 10:57

    Mi chiedo: ma gli adulti che hanno un minimo di coscienza civile, sociale non sono a disagio in questa realtà?

    Accendete la televisione e vedete per esempio la Meloni dire cose completamente opposte a quelle che diceva prima quando stava all’opposizione. Non ci chiediamo: può rappresentarmi un capo di governo bugiardo?
    Poi dovete assistere alla storia del super latitante che viene arrestato ma una decina di giorni fa un certo Salvatore Baiardo ci annuncia appunto questo arresto. Non ci domandiamo ma allora è vera la storia della interminabile trattativa tra Stato e Mafia?
    Poi assistete ai viaggi di quel tal Zelensky che chiede sempre più armi e noi facciamo a gara a inviargliele e poi vediamo il popolo Ucraino al buio, al freddo e sempre più gente che muore. Ma non ci domandiamo: dove vogliamo arrivare?
    La Von der Leyen Ursula – dicono che rappresenti anche me che sono un europeo – continua a decidere per me nuove sanzioni alla Russia; poi mi arrivano le bollette della luce e del gas aumentate del 40% ma anche la benzina aumenta in continuazione ed io dovrei dare la colpa a Nunzio il benzinaio? Non ci domandiamo: ma queste sanzioni le stiamo facendo alla Russia oppure ce le stiamo facendo a noi stessi?
    Poi penso che forse fra un anno perderò il lavoro, perché le concessioni demaniali andranno all’asta. E poi mi aspetto che mi diranno che la mia casa non è eco-compatibile per cui non vale più niente, se non ho i soldini per rimetterla in regola. E mi chiedo: ma questa Europa a chi sta servendo?
    Poi vedo ancora la bella Von der Leyen, che ha rapporti molto stretti con Bill Gates – vi ricordate che per i vaccini scambiava messaggini privati con il grande filantropo? – oggi va da lui per dire che gli europei mangiano troppo per cui bisognerà imporre a questi ciccioni europei una dieta a base di farina di insetti e di carne artificiale. Ma non mi chiedo a che serve il parlamento Europeo se a comandare e Bill Gates?

    Potrei continuare ma credo di aver fatto capire il mio disagio per cui parlo a voi adulti, non certo agli adolescenti che almeno sono giustificati ad essere a disagio.
    In Francia due anni fa i gilet gialli misero a ferro e fuoco Parigi per un aumento di benzina a noi la benzina aumenta senza sosta. Noi in Italia manifestiamo solo se vince lo scudetto il Milan, l’Inter o speriamo il Napoli. In Francia stanno oggi scioperando perché Macron (altro leader costruito in provetta) vuole fare la riforma delle pensioni e le vuole portare a 64 anni. Noi in Italia, grazie a Monti, a Napolitano, alla Fornero e alla commissione Europea abbiamo portato l’età pensionabile a 67 anni già da 10 anni e tutti zitti.

    Continuiamo a parlare del disagio degli adolescenti per non pensare che siamo degli idioti che stiamo costruendo ai nostri adolescenti un mondo alla rovescia, dove diventa vero quello che dice la televisione e crediamo di vivere in una democrazia dove ancora ci sono diritti e doveri.

    Ci danno un tema e noi lo sviluppiamo. Parlate dei rigassificatori e noi parliamo, poi ci dicono del cibo artificiale e noi parliamo, poi ci dicono di scavare di nuovo i fondali marini per prendere il gas e noi parliamo, poi ci dicono della svolta ecologia e noi parliamo, ci dicono che gli imprenditori non trovano operai per colpa del reddito di cittadinanza e noi ne parliamo. Ci dicono che dobbiamo essere tolleranti ed inclusivi e noi ne parliamo. Ci dicono di parlare del disagio giovanile e noi ne parliamo.

  4. Sandro Russo

    25 Gennaio 2023 at 21:13

    Le analisi di Vincenzo Ambrosino – a volte condivisibili, a volte no – sono caratterizzate tutte – tutte! – dall’assoluta assenza del momento propositivo.
    Ci indica le (tante) cose che non vanno, ma mai – mai! – uno straccio di soluzione, un’idea, un progetto per cambiare o almeno affrontare un singolo problema.
    La strada diretta per condurci alla depressione!

  5. vincenzo

    26 Gennaio 2023 at 17:05

    Caro Sandro mi piacerebbe sapere che cosa condividi di quello che vado dicendo almeno da 5 anni è da quello che condividiamo possiamo cominciare a diventare costruttivi. Infatti si può essere costruttivi con chi condivide un tratto di strada, una posizione politica, una difficoltà economica.
    Su facebook tanti cittadini anche ponzesi stanno pubblicando le loro bollette della luce: sono decollate e come bombe sono cadute sulla qualità della vita delle loro famiglie.
    Prova a dire a quel cittadino di essere costruttivo. Lui ti risponderà: “Caro Sandro ogni giorno che mi alzo al mattino sono costruttivo. Dico vicino ai miei figli di spegnere la luce, di farsi la doccia in due minuti, di usare poco il phon, di non usare il condizionatore e soprattutto di non accendere la TV”

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