Musica

Ambrogio Sparagna con la Chiarastella, all’Auditorium

segnalato da Sandro Russo

Sono andate in scena, l’altro ieri 5 gennaio e ieri 6, l’Epifania, due rappresentazioni de la Chiarastella, di e con Ambrogio Sparagna.
Ne ha scritto la Repubblica, nella pagina romana degli spettacoli [(05.01.2023): cliccare per ingrandire oppure, sotto, il testo in chiaro]

Parco della Musica
La Chiarastella con Sparagna eterno ritorno delle note per la pace
di Patrizio Ruviglioni

Cos’è il Natale senza le tradizioni? E quindi, cos’è il Natale senza i canti pastorali, il suono della zampogna, i personaggi, le storie e in generale l’iconografia del presepe? Anche per ribadire tutto questo stasera e domani all’auditorium Parco della musica va in scena la sedicesima edizione di La ChiaraStella, il progetto originale del musicista e studioso di canzoni popolari Ambrogio Sparagna, a sua volta diventato ormai un appuntamento classico delle Feste.
Sul palco ci saranno l’Orchestra Popolare Italiana e il Coro Popolare, sotto il titolo di Musica di pace.
Dopo aver esplorato il grande repertorio dei canti natalizi tipici dell’Italia recuperando opere e strumenti originali – tra cui la zampogna, la ciaramella, l’organetto, la ghironda, la torototela e la tofa – per quest’anno Sparagna si è concentrato sul repertorio dei canti sacri popolari internazionali, scegliendo di ospitare durante il concerto dei musicisti provenienti dalle zone del mondo colpite da guerre, tensioni sociali e crisi umanitarie. Oltre a Elisa Marongiu, una giovane cantante sarda che proporrà alcuni brani della tradizione natalizia dell’isola in cui è nata, tra gli ospiti stranieri per esempio è prevista la Famiglia Mohesenipour, uno trio di fratelli iraniani che eseguirà, con i tipici strumenti del posto, alcune canzoni di pace persiane.

Auditorium Parco della Musica, sala Sinopoli, via Pietro de Coubertin, 10.
Info tel.: 06 802411; mail: info@musica-perroma.it. Biglietti su Ticket one a partire da 15 euro.

La veduta del palcoscenico, il 5 gennaio (Ambrogio è all’estrema destra della foto)

Annotazione personale
La sera del 5 gennaio, c’ero anch’io tra  il pubblico dell’Auditorium, a sentire Ambrogio, in memoria di un vecchio sodalizio nella gloriosa banda di organetti Bosio Big Band. Per anni abbiamo suonato insieme – lui maestro e io allievo – in scantinati umidi e in giro per l’Italia (specie al Nord, in pullman), inseguendo sagre e feste di paese. Del vecchio gruppo, dal pubblico, ho riconosciuto – oltre ad Ambrogio, naturalmente – solo  Erasmo Treglia e Annarita Colaianni, che dirigeva l’affollatissima orchestra vocale che riempiva tutto il palcoscenico.

Potrei scrivere a lungo dell’idea di musica che mi sono fatto con Ambrogio, e stimolato da quest’ultima serata, presto lo farò, facendomi aiutare dallo strano personaggio di un libro di Alessandro Baricco, Castelli di rabbia (1991): il musicista Pekisch (quasi tutti i personaggi di Baricco sono strani… strani e geniali).

Al centro della scena Elisa Marongiu (un po’ incinta) e alla sua destra, nella foto, Annarita Colaianni

 

 

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