Editoriale

Epicrisi 387. La manutenzione degli affetti

di Sandro Russo

 .

Diversi anni fa, alla Scuola di Scrittura Omero ho conosciuto Antonio Pascale, uno scrittore di origine napoletana (nato a Napoli nel 1966, poi trasferitosi a Caserta e infine a Roma, dove scrive e opera). Formazione e studi da Perito Agrario, poi passato alla scrittura; credo lavori ancora al Ministero delle Politiche agricole.
L’ho rivisto qualche tempo dopo, ad una presentazione (reciproca) di libri con Domenico Starnone, di cui è buon amico. Nel 2005 (alla Libreria Mondadori di via Piave) l’uno ha presentato Passa la bellezza, di Pascale, e l’altro Labilità di  Starnone.
Ho cominciato con Pascale per dire del bellissimo titolo di un suo libro – gliel’ho anche detto – che prendo in prestito per questa epicrisi settimanale. Non entro nel merito del libro. Mi fermo al titolo.

La manutenzione degli affetti, raccolta di racconti  (Einaudi, 2003; nuova edizione 2007 con l’aggiunta di tre racconti)

Il motivo è che la settimana appena trascorsa l’ho vissuta in compagnia di questo sentimento – del titolo di questo libro –  che affiorava qua e là tra gli scritti del sito.
Intanto è stata una settimana dominata dalla presentazione di eventi, spettacoli e libri, a Ponza e dintorni.
In ordine temporale (di comparsa sul sito), dai più lontani ai recenti (Cordella ieri sera, Iodice a Le Forna, stasera):

Tyrrhenus Mare Nostrum. Evento a Le Forna, stasera 23 agosto

23-24 agosto. Cinema, musica e spettacolo al Formia Film Festival

Formia, Libri sulla cresta dell’onda. Venerdì 26 appuntamento con Susanna Tamaro e Folco Terzani

Stasera alle 21,30 presentazione di due libri di Silverio Corvisieri

Marco Lo Russo a Ponza Estate 2022 Incontro con l’Autore

Caro Silverio…

Incontro con l’autore. Stasera alle 21,30 a la Caletta del Porto presentazione di “Mediterraneo nero” di Gian Luca Campagna

Incontri d’estate’, il nuovo libro di Adriano Madonna Incontro con l’Autore

Domenica 28 la presentazione a Le Forna del libro “Liberazione” di Emilio lodice

a.te., divagazioni di Giuliano Massari

Presentazione di “Liberazione” a Le Forna

Med Blue Economy, a Formia va in scena il mare

A Formia due serate di cinema, musica e spettacolo sotto le stelle [articolo di ritorno (o report) dell’evento]

Ritorna a la Caletta Francesco Maria Cordella con “L’uomo che catturò due Re”

Di tutti questi eventi, solo di due abbiamo ricevuto “un ritorno” ovvero la proposizione sul sito di come è andata, delle emozioni che lo spettacolo ha suscitato.
Segnatamente Franco De Luca ha ritrovato Silverio (Corvisieri) dopo circa vent’anni che mancava  da Ponza e il Comitato organizzatore del Formia Film Festival ci ha inviato il resoconto delle due serate, delle interazioni tra il pubblico e gli artisti durante la manifestazione.
Ed è questo il rischio immanente del “presenziare”, assistere a spettacoli, visitare musei, vedere film; perfino leggere libri o giornali: che tutto ci scivoli addosso. La memoria è labile; quello che non si fissa si disperde. Occorre perseveranza e metodo; in definitiva per averne vantaggi bisogna spendere fatica, e a volte pigrizia, o stanchezza, hanno la meglio.
Così per le notizie riprese dalla stampa, cartacea e on-line. Ci diamo tanto da fare, noi redattori del sito, per raccogliere da ogni parte notizie che riguardano le nostre isole… Ma le utilizziamo al meglio? Si dice: – inutile come un giornale del giorno prima, serva a incartare il pesce – almeno si diceva così, prima dell’avvento della plastica.

Notizie da Latina Oggi: Ilaria Coppa e giardino botanico

Da Latina Oggi: a Ventotene, festa per la capitale dell’Europa e a Ponza, il museo di Gerardo

Ma il sito si muove in controtendenza (anche rispetto a Facebook): aborre l’usa e getta; cura con ogni attenzione la rintracciabilità / la ricerca degli articoli passati.
Da sempre, ma ancora di più ora che gli argomenti e gli articoli sono tantissimi, poniamo una cura costante nell’impostazione dei pezzi, facendo molta attenzione a riportare, per ogni argomento, quel che è già stato scritto sul sito.

Questo si può dire anche per l’articolo Archiviato il procedimento a carico di Piero Vigorelli (et Alii) per Chiaia di Luna. Siamo ovviamente contenti a livello personale che l’incubo di una procedura burocratica di quel tipo si sia dissolto, ma non smetteremo di sostenere che Chiaia di Luna debba e possa essere riaperta. Certo non del tutto, ma limitatamente alla parte di differente natura geologica, quella più vicina al tunnel e al di qua della parete di arenaria compattata. Con le tecniche attuali di ispezione e monitoraggio è possibile, secondo “scienza e coscienza”. Discorso analogo per il tunnel. Come abbiamo sempre fatto – come sito – procederemo ad analizzare uno per uno gli impedimenti e a mettere ordine nei vari disposti di legge che regolano queste situazioni, consapevoli di non essere un caso isolato e che altrove in Italia (appena fuori del Lazio) situazioni analoghe sono stati affrontate in modi diversi dalla chiusura senza possibilità d’appello. La ricca bibliografia riportata in calce all’articolo va in questa direzione.
È un’amara realtà che i due luoghi simbolo di Ponza (o tre, se includiamo Zannone), Chiaia di Luna e il Faro della Guardia, i più impressi nella memoria e nell’affettività dei ponzesi siano nel limbo dell’incertezza circa il proprio destino.
D’altra parte “conservazione della memoria” e “manutenzione degli affetti” sono legate a filo doppio.

E veniamo al nucleo centrale, il più emotivamente coinvolgente, degli articoli di questa settimana.
Biagio Vitiello aveva scritto – un paio di settimane fa – un pezzo di attualità (diciamo politico) su Zannone (leggi qui): sugli errori, le inadempienza, le omissioni che hanno portato alla quasi inagibilità dell’isola e del Casino di Caccia (anche conosciuto come la Casa del guardiano) a fianco dei ruderi del vecchio Monastero.

Abbiamo insistito con lui perché scrivesse dei suoi ricordi di bambino a Zannone. Perché poi sono essi che colorano di emozione le azioni, e l’impegno, per il presente/futuro di queste strutture. Sulla stessa lunghezza d’onda, chi può dimenticare i pezzi di Enzo Di Fazio per il “suo” Faro della Guardia?


Puntuale l’impatto dello scritto sui nostri lettori. Per tutti il commento della nostra amica Maria Conte:
“Caro dott. Biagio, grazie per il lungo bellissimo articolo. Per me una ventata di aria fresca nell’atmosfera magica della nostra isola. Leggo di tutto, tutto mi interessa […] – ma, sarà per la vetusta età o per il carattere, trovo confortanti e appaganti le immagini e gli scritti che trattano del mio paese […].
[…] Tiemp’ bell’ ’i ’ na vota… Indimenticabili, semplici, felici…
Grazie. Questa è per me Ponzaracconta!

Cara Maria, certo è così… ma poi c’è la Ponzaracconta di ogni singolo redattore e contributore del sito… non ultima, c’è anche la Ponzaracconta di chi scrive.
Tanti vissuti diversi, una rappresentazione del mondo che è prima di tutto emotiva, poi razionale e pratica.
Vogliamo fare un nome a caso? Pasquale Scarpati, con i suoi vividi ricordi ‘sensoriali’ della Ponza che fu, questa settimana alle prese con un tema inconsueto (più attuale): il problema della raccolta differenziata.
E la Ponzaracconta, il mondo di Franco De Luca: questa settimana in: Indignazione, e Prète ’i mare.
La Ponza scomparsa di Paolo Iannuccelli che ogni giovedì ci riporta alla mente fatterelli e personaggi che alcuni di noi hanno conosciuto.
E a proposito di “piccolo mondo antico” c’è qualche notizia da ‘u ciardine: poco importa che sia lontano da Ponza: l’imprinting è quello d’u ciardine di mio nonno Ciccillo Zecca ‘ncopp’ ‘a Draunàra; a parte le tante piante di Ponza che ci ho messo!

Su un altro versante – sempre isolano – c’è il vibrante e finora inane tentativo di Giuseppe Mazzella di Rurillo, della “manutenzione” di Ischia (in particolare di Casamicciola), vergognosamente dimenticata tra i tanti rattoppi di questa nostra fragile Italia. Il 17 agosto scorso è stato il quinto anniversario del terremoto, e da allora nulla si è mosso più!


Fuori da Ponza, lontano lontano… il Cammino verso Santiago de Compostela (1), di Annalisa Gaudenzi. Se c’è una cosa che si fa per passione e con viva partecipazione, è un viaggio a piedi, “da pellegrino”. Attendiamo la seconda puntata (…io l’ho già letta: è come la prima: una bella storia e un bell’occhio ‘fotografico’ sul mondo).

Ho anche apprezzato la proposta di Enzo Di Fazio della canzone per la domenica dedicata a Le métèque di Georges Moustakilegata affettivamente ad un periodo particolare della sua vita.


Mi ha affascinato la scrittura ricca di rimandi di Gabriele Romagnoli, da Repubblica, sull’impresa delle sonde Voyager. L’abbiamo assecondato riportando il famoso monologo di Roy, il mutante di Blade runner: “Io ne ho visto di cose che voi umani…”.

Un ricordo del mio passato da subacqueo (e uno degli interessi del sito) si trova in Due storie dal profondo blu


Ma l’articolo struggente più di ogni altro questa settimana, ho trovato essere Il dolore per la perdita degli animali estinti, di Serenella Iovino – per quanto pochissimo letto sul sito…


Mi è sembrato di sentirci l’eco di un libro molto amato, dove la bis-bis bisnonna del protagonista dice di conoscere seicentotredici (!) tipi di vaga tristezza (che è una varietà ben più leggera e delicata del dolore)), tra le quali ‘la Tristezza dello Specchio’, ‘la Tristezza degli Uccelli Addomesticati’, ‘la Tristezza di esser Tristi davanti a un Genitore’, ‘la Tristezza dell’Umorismo’, ‘la Tristezza dell’Amore senza Scioglimento’ (leggi qui).

Un’altra perla del tutto casuale è stata l’attrazione – e successivo trasferimento sul sito – per un breve video dalla bicicletta, ricevuto tra decine di altri negli scambi tra amici via whatsapp, che qualche giorno dopo si rivelato una poesia di Erri De Luca.
Profetica? Fantascientifica?
C’è che l’uomo non è psicologicamente attrezzato per immaginare il mondo senza la sua presenza. In questo supplisce la letteratura, i film di (cosiddetta) fantascienza.

E avendo nominato i film chiuderei questa Rassegna dei pezzi della settimana con i tre articoli sul bacio cinematografico.
…Si potrebbe pensare che ciò contraddica il mio titolo e in effetti il lavoro di Gianni Sarro vorrebbe essere tecnico e analitico. Ci mette tutta la buona volontà però è pure vero che ha tra le mani un aspetto della nostra affettività che più incandescente non si può. Le pinze e i guanti d’amianto sono più che giustificati!
Li cito, caso mai qualcuno se ne fosse persa una puntata:
Ma poi, che cos’è un bacio – disse Cyrano (1)
“Un apostrofo rosa tra le parole t’amo” (2)
Dai bigliettini dei Baci Perugina al grande Cinema (3)

…E comme dicette chille: Bacioni!
Buona domenica

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