Editoriale

Epicrisi 382. Le due anime del sito

di Enzo Di Fazio

Settimana dopo settimana il sito va esprimendo in maniera sempre più chiara le due anime che ha sempre avuto: una legata al territorio isolano, ai fatti e alle vicende della sua quotidianità e della sua storia, l’altra ai temi politici/economici, a quelli introspettivi e alla analisi dei comportamenti umani con qualche incursione di leggerezza.

Un contributo importante alla realizzazione delle pagine di questa sorta di magazine, immagine cui ho sempre associato il sito, lo danno – soprattutto da quando il pozzo dei ricordi si è più o meno prosciugato –  gli articoli tratti dalla stampa locale e nazionale.

Vi facciamo tutti ricorso soprattutto quando gli impegni familiari o lavorativi propri della stagione estiva accorciano il tempo delle giornate rendendo tutto più complicato
L’importante è la continuità e dare notizie che contribuiscano ad informare e, ove possibile, a stimolare riflessioni.

Da quanto appreso e pubblicato nel corso della settimana notiamo innanzitutto che l’Amministrazione Ambrosino, subentrata a quella di Ferraiuolo, si è messa subito al lavoro. E bene ha fatto, visto che le cose da fare non sono poche.
In questa fase iniziale l’attenzione è indirizzata, come è giusto che fosse, all’immagine e alla vivibilità dell’isola.
Dopo l’ordinanza sulle deiezioni dei cani di qualche settimana fa è arrivata quella che cerca di mettere ordine nell’uso dei monopattini, sulla cui sostenibilità, però, cominciano ad emergere delle riserve come apprendiamo dal commento di una lettrice.

Sono stato a Ponza la settimana scorsa per un po’ di giorni a cavallo del week-end e, ad onor del vero, a cominciare dalla giornata di venerdì e fino alle partenze stracolme della domenica pomeriggio, ho visto un’isola invivibile.
C’è tanta confusione, tanto rumore, tanto disordine. Ben vengano quindi le ordinanze e le idee rivolte a rendere quel microcosmo che è Ponza più accogliente e meno mortificato.

C’è anche un’ordinanza sul traffico ma lì, a parer mio, il problema è un altro. A Ponza arrivano tantissime auto, al di là di quelle “legittime” dei residenti. Ci vorrebbe una prova di forza atta a limitarne il numero. Il traffico – e non siamo ancora ad agosto – è troppo per le dimensioni e la natura dell’isola. Un esempio: nell’andare a piedi dal porto a Santa Maria si è affiancati continuamente da auto, motorini, moto anche di grossa cilindrata e camioncini che vanno e vengono. Il disagio è palpabile  e si amplifica nel tratto in cui si attraversa il tunnel allorquando il livello dei decibel va ben oltre quello che i nostri timpani possono sopportare.


Penso che su questo argomento qualche riflessione la nuova Amministrazione la debba fare.

Sempre nella direzione di mettere ordine sul territorio è la decisione dell’Amministrazione di individuare quelle aree e quegli immobili che, non strumentali all’esercizio delle funzioni pubbliche, possono essere dismessi per l’utilizzo e la valorizzazione da parte di terzi. Ben vengano questi provvedimenti se vanno in direzione del miglioramento del territorio e nell’interesse della comunità. Da quanto riportato dalla stampa ne dovremmo sapere qualcosa di più a breve.

Abbandono fa rima con degrado e quanto facciano male l’uno e l’altro all’immagine e alla storia della nostra isola lo dicono, per fare qualche esempio, le condizioni del faro della Guardia e della casa di caccia di Zannone, tra i siti iconici più in rovina dell’isola.

C’è poi l’abusivismo sempre presente. Ancora più grave e intollerabile se commesso su un’isola come Palmarola protetta da vincoli paesaggistici. Anche qui l’Amministrazione è chiamata a non fare sconti a nessuno.
L’episodio di Palmarola innesca un discorso più ampio che mi fa pensare alla protezione dell’intero arcipelago e all’eventuale istituzione di aree marine protette. A Ponza c’è stato sempre un certo scetticismo al riguardo, in quanto considerate genericamente aree di negazione e di privazione. Ma per la tutela del mare e la salvaguardia dell’ecosistema, messo in difficoltà dagli abusi dell’uomo oltre che dai mutamenti climatici, è il caso di pensarci. Come ha già fatto da tempo Ventotene o come, percorrendo strade alternative, stanno pensando di fare nel Cilento, nel territorio del compianto sindaco pescatore Angelo Vassallo, con la creazione di Aree Marine Sperimentali, in cui i pescatori assumono nuovamente un ruolo strategico diventando custodi e protagonisti attivi della tutela di habitat critici e della biodiversità marina, raccogliendo dati fondamentali per la ricerca e concedendo al mare il tempo di rigenerarsi.

Il mondo cambia ad una velocità pazzesca e non si può rimanere ancorati sempre alle stesse idee, né dobbiamo pensare che le cose si sistemino da sole.

Tornando alle notizie positive, degni di nota sono:
– l’inizio dei lavori alla rete fognaria a Le Forna, in località cala dell’Acqua, un bell’esempio di continuità tra l’amministrazione uscente e quella subentrata;
– l’avvio del progetto che finalmente doterà le isole minori di una connessione veloce, che, attraverso l’utilizzo sempre più frequente dello smart working, può significare la frequentazione di Ponza e Ventotene oltre i mesi estivi, con positivi riflessi sull’economia dei relativi territori.

Parlando di Le Forna il pensiero va al progetto del dissalatore, la cui imminente (?) realizzazione stimola Franco De Luca, prendendo spunto da un articolo di Elisabetta Ambrosi, a fare una serie di considerazioni che portano, tra l’altro, in un’epoca sempre più caratterizzata dalla siccità, alla rivalutazione delle cisterne familiari che, ancora tante e in buone condizioni, sono presenti sull’isola. Argomento questo che, trattato più volte sulle pagine del sito, meriterebbe sicuramente maggiore attenzione da parte dell’amministrazione e della comunità isolana da dove, si spera, come acutamente osserva ancora Franco, emergano sempre più persone in grado di esprimere convincimenti e idee proprie per questa ed altre problematiche nell’interesse dell’isola.

Ci sono poi gli eventi di cultura e attrazione che timidamente si fanno largo tra le pieghe infuocate di
questa estate rovente
Ventotene si distingue per la 27^ edizione dell’ormai collaudata rassegna Ventotene Film Festival, quest’anno dedicata a Monica Vitti, e per la quarta edizione della Natalonga, la tradizionale gara di nuoto da Santo Stefano alla spiaggia di Calanave che, tenutasi venerdì scorso quale appuntamento in nome dell’UE, quest’anno è stata dedicata a David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo scomparso l’11/1/2022.

Dal canto suo Ponza annuncia la 38^ edizione del concorso per fotomodelle la cui finale regionale si terrà il 28 e 29 agosto nella bella cornice di piazza Pisacane.
Intanto entrambe le isole tra ieri ed oggi ricorderanno come ogni anno l’affondamento del Santa Lucia, ricorrenza giunta alla 79’ edizione.

Quantunque il pozzo dei ricordi sia quasi prosciugato, come dicevo agli inizi di questa epicrisi, sfogliando le pagine della settimana ci imbattiamo in una serie di quadretti che, disegnati da Franco De Luca, ci riportano agli anni in cui diverso era il nostro rapporto con gli amici, con il mare e con noi stessi  (Incontri estivi, Il bagno di Giovanni, Negli occhi degli altri).

Anche Paolo Iannuccelli rievoca una pagina del passato, di quando Ponza era meta di agguerriti cacciatori. Per fortuna che quei tempi sono ormai superati, anche se ogni tanto la cronaca ancora riporta episodi di bracconaggio.

Ci sono poi i contributi di vecchi e nuovi collaboratori.
Piacevolissimo e “gustoso” l’elogio di Tano ai prodotti di questo tempo e delle nostre terre con i suoi Pomodori, fagiolini e zucchine, poco di più e niente di meno, tutti ingredienti della salutare dieta mediterranea
Di sapore felliniano, invece, Le poppe di Pippa, sempre di Tano.
Da Ischia Giuseppe Mazzella di Rurillo annuncia per il 26 il ritorno, dopo due anni di assenza per pandemia, alla suggestiva festa a mare di Sant’Anna al Borgo Celsa


Di tutt’altro tenore il contributo di una new entry, Monica Conversano, sensibilissima compositrice che nel mare di Ponza, nei tramonti dell’isola e nella semplicità della sua gente trova ispirazione per le sue opere

E poi, poi c’è l’altra anima del sito con una serie di articoli introspettivi, tutti proposti da Sandro e tutti di notevole portata.
Confesso di avere qualche difficoltà a trarne una sintesi per la chiusura di questa epicrisi, visti i tanti argomenti toccati.

Tre di questi articoli (leggi qui, qui e qui) sono costruiti intorno alla figura di Tiziano Terzani, con il contributo di un grande giornalista, tuttora vivente, Bernardo Valli e del figlio di Terzani, Folco che con il padre aveva stabilito un tipo di rapporto che ognuno di noi, che il padre non l’ha più, avrebbe voluto avere.

Definire Tiziano Terzani  solo giornalista e scrittore è riduttivo se si pensa agli insegnamenti che si possono trarre dalla lettura dei suoi libri, dalla sua vita, dal suo viaggiare per il mondo, dalle sue testimonianze, dalla sua saggezza, dal suo rapporto con la morte.
Memorabile la frase: “Ormai mi incuriosisce di più morire. Mi dispiace che non potrò scriverne”.
La semplicità era una delle sue doti e si può percepire in questo breve video che, registrato il 5 maggio 2004, rappresenta anche la sua ultima intervista:

Ascoltare Terzani induce all’ottimismo, nonostante fosse tanto malato. Fu molto coinvolto negli eventi del suo tempo e assiduamente praticò la virtù del dubbio. Il suo impegno di pacifista militante a conclusione di una vita intensamente vissuta, il suo progressivo distacco dalle cose e dal mondo rendono viva e attuale ancora oggi la sua lezione.

Chiudo che è quasi mezzanotte, l’afa incombe e mi avvolge; poco può fare un ventilatore a piantana.
Mi dà sollievo il pensiero che pure questo caldo passerà.
Buona domenica a tutti

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