Canzoni

Una canzone per la domenica (199). Tre o quattro modi di cantare la vicinanza, l’amicizia

di Sandro Russo

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Qualche settimana fa avevo avanzato la proposta ai lettori di “Una canzone per la domenica”, di andare a rovistare tra i loro dischi, album, cimeli vari – immancabilmente, scorrendo i titoli, arriva qualche flash, il desiderio acuto di riascoltare un certo pezzo -, …fotografarli, mettere insieme i testi e mandare a Ponzaracconta.
Nu’ me stanno a senti’, ’sti regazzi… ma per me funziona, e in mancanza di meglio (leggasi altre proposte), continuiamo a saccheggiare la mia discoteca.
Questa volta sono partito da un solo titolo che ne ha richiamato un altro e un altro ancora. Al quarto mi sono fermato. E questo è quanto vi propino oggi.

Come spesso (mi) accade, tutto comincia con i Beatles, innovatori per eccellenza, solo per la musica, ma anche per i testi, innovativi, mai banali, cosa che non viene sottolineata mai abbastanza.
Uno dei pezzi del loro album Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (l’ottavo, pubblicato nel 1967 – mitico e famoso per tanti motivi, tra cui anche per la copertina (1) – è With a little help from my friends – Con un piccolo aiuto dai miei amici

Questa la versione d’antan dei Beatles:

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Mai avrei pensato di trovare “piatto” un pezzo dei Beatles, eppure questa è la sensazione che ho provato ascoltando questa elaborazione di Joe Cocker…
Joe Cocker  (1944 –2014), cantante e musicista inglese noto in particolar modo per le sue rivisitazioni di canzoni già famose e per le sue esibizioni dal vivo, nonché per il virtuoso utilizzo del falsettone (2) unito a una voce graffiante e profonda. Inoltre per le sue contorsioni, nelle esibizioni dal vivo, con movimenti pseudo-coreici di braccia e mani (come se stesse suonando il basso).

La sua rivisitazione del brano dei Beatles – eseguita al pop festival d Woodstock, costituì il suo trampolino di lancio verso il successo – è contenuta nel mio Album da una sua tournée (registrato dal vivo): Joe Cocker – Mad Dogs & Englishman, di cui devo aver visto anche un filmato… il making of dello spettacolo girato tra un gruppo di girovaghi – i musicisti, appunto, le loro donne, bambini e animali – i cani pazzi e gli inglesi del titolo – tutti insieme appassionatamente, come si usava una volta nelle comuni hippie… Che mondo! …bello e perduto!

Joe Cocker a Woodstock, nel 1969 

Joe Cocker nel 2003

Joe Cocker – With A Little Help From My Friends (1968) Da YouTube: Queen’s Golden Jubilee 3 june 2002 Phil Collins – drums
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La faccio brevissima per introdurre Carole King (New York, 1942), cantante  e compositrice americana, che ancora corre e lotta insieme a noi, con un brano famosissimo You’ve Got a Friend, incluso nell’album del 1971, Tapestry. Una cover del brano è stata pubblicata come singolo nello stesso anno da James Taylor. Nello stesso album, bellissima anche il pezzo che dà il titolo alla raccolta: Tapestry.
Ricordo che questa canzone, You’ve Got a Friend, ai tempi, che era molto usata per cercar di uscire con una certa eleganza da una storia d’amore, provando a suggerire: “Restiamo amici”… Ma non tanto funzionava!
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E  – ultima perla sull’amicizia -, Bridge over troubled waters di Paul Simon, che non ha bisogno di presentazioni su queste pagine – digita Paul Simon nel riquadro “Cerca nel Sito”, in Frontespizio: almeno 5-6 articoli che parlano di lui.

Da YouTube, una versione live (scelta tra tante), eseguita da Art Garfunkel  (che ha una maggiore estensione vocale rispetto a Paul) al famoso concerto della reunion, in Central Park, Londra 1981.
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Mi ha colpito di questa canzone, quel che ne scrive – in bene: una canzone perfetta di un cantante, compositore tra i più grandi – Ernesto Assante (3) critico musicale di la Repubblica, nel suo podcast settimanale dedicato ai classici della musica rock (non so se si riesce ad ascoltare da parte dei non abbonati al giornale; provare anche su la repubblica on line: www.repubblica.it ).

Bridge Over Troubled Water, canzone perfetta

 

Note

(1) – I settanta (70!) personaggi raffigurati in copertina (come quelli depennati all’ultimo momento) sono riportati in Wikipedia
https://it.wikipedia.org/wiki/Sgt._Pepper%27s_Lonely_Hearts_Club_Band

(2) – Conosco bene la voce di Joe Cocker, ma non sapevo niente del falsettone (da Wikipedia). È un’antica tecnica vocale impiegata dalle voci maschili nel canto lirico, consistente nell’amplificazione dei suoni bianchi tipici del falsetto con la stessa tecnica utilizzata per le note emesse a voce piena. Ne risultavano note lucenti e voluminose, spesso acutissime, anche se di “colore” diverso e dalle sonorità femminili rispetto a quelle emesse a voce piena.

(3) –  Ernesto Assante (Napoli, 1958), critico musicale e grande divulgatore di musica. Cfr. ricchissima pagina su Wikipedia. Conosciuto da me come giornalista di Repubblica – su temi musicali insieme a Gino Castaldo. “Ha scritto libri di critica musicale, alcuni dei quali insieme con il collega Gino Castaldo, con il quale dal 2005 tiene delle “Lezioni di rock. Viaggio al centro della musica” con lo scopo di approfondire, grazie anche a un ascolto guidato e ai video mostrati, la storia di coloro che sono entrati nella leggenda del rock.
Con una piccolissima, indipendente e autofinanziata casa editrice, Alea, pubblica libri sia su iTunes sia su Amazon, non solo musica ma anche cinema, romanzi, fantascienza e comedy“.

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