Usi e Costumi

L’angolo di Lianella/29. La prima notte di nozze

di Amelia Ciarnella

 

 

E’ risaputo che nel Medioevo il feudatario era il padrone assoluto dei propri sudditi e aveva anche la supremazia sugli abitanti dell’intero contado, i quali dovevano sottostare ad ogni tipo di prepotenza che il signorotto esercitava sopra di essi, senza poter mai né protestare né rivolgersi a chicchessia, poiché era lui, e lui soltanto, la massima autorità del paese.

Quando poi mancava il sovrano del feudo, ci pensava il parroco a spadroneggiare su tutti. E a sentire certe storie, in quanto a soprusi, pare ne commettesse più di ogni altro.

Uno dei tanti fatti passati alla “storia” riguarda proprio un parroco che, non avendo naturalmente moglie, aveva pensato bene di rimediare adoperando quelle degli altri!

Era consuetudine in certi paesi (scordati… da Dio e dagli uomini) che ogni ragazza che prendeva marito doveva trascorrere la sua prima notte di nozze con il parroco e, se era molto bella, anche il signorotto esigeva la sua parte. Insomma un vero e proprio schifo, specie per la chiesa che ne usciva letteralmente infangata al massimo a causa di quei pochi elementi che indegnamente ne facevano parte.

E a questo proposito sono rimasti famosi un paio di detti che confermano questa strana usanza. Quando una donna brutta si bisticciava con qualche sua comare pettegola, immancabilmente si sentiva dire: “Tu è meglio che stai zitta che non vali proprio niente, perché non ti ha voluto né il prete e né il duca!”- Come se l’essere scelta per soddisfare i piaceri di una notte costituisse un vanto. L’altro detto riguardava i neonati che, se non somigliavano al padre, era la stessa madre che a mo’ di scherzo, usava dire: “E mbè, che volete, vuol dire che assomiglia al prete!”-

E questa usanza primitiva e barbara sarà andata avanti, forse, per secoli. Ma nella nostra zona, si racconta che finì per mano di un giovane, novello sposo, che era tanto innamorato e geloso della sua donna che, pur di non farsela toccare né dal prete e né dal duca, aguzzò l’ingegno e architettò un piano degno di uno 007, e con quello fece finire definitivamente questa strana consuetudine.

Arrivato che fu il giorno del suo matrimonio e tranquillizzata la sposina piangente perché consapevole del calvario che l’attendeva, aspettò con impazienza che finissero i festeggiamenti e sul calar della notte e all’insaputa di tutti, tranne che della sposina, il giovane marito si vestì da sposa e si recò in casa del prete che già era in fervida attesa.

La finta sposa entrò nella canonica nascondendo bene il viso sotto il velo, in atteggiamento timido e vergognoso, e si sedette sul letto ad aspettare che il prete finisse di spogliarsi.

La luce, ai tempi del fattaccio, era costituita solo da candele e data la circostanza, il prete ne aveva accesa una soltanto e anche piccola, per cui tutto risultava in penombra.

Non appena il depravato prete, nudo come un verme, si avvicinò alla sua preda, voglioso e pronto all’uso, trovò ad attenderlo un ben affilato rasoio che il giovane marito già brandiva in mano, e con quello gli assestò un unico fendente sul “corpo del reato” facendoglielo rotolare per terra tagliato di netto. Mentre il suo legittimo proprietario cadeva per terra svenuto, senza avere nemmeno il tempo di cacciare un urlo, e dove morì dissanguato (nell’indifferenza generale, anche perché non c’era nessuno).

Raccolto quindi velocemente da terra il membro del prete e legatolo bene in vista sul battente della porta della canonica, il giovane se ne tornò a casa da sua moglie, contento e soddisfatto.

All’approssimarsi dell’ora stabilita per il convegno, il giovane sposo fece indossare nuovamente alla sposa l’abito nuziale e insieme ad alcuni parenti, accompagnò la moglie all’appuntamento con il prete, per dimostrare a tutti che lui aveva ubbidito e rispettato quella insana legge.

Ma qui giunti, tutti poterono constatare che il prete era già morto e giaceva disteso per terra in un lago di sangue, mentre il suo prezioso “attrezzo” dondolava appeso al battente della porta.

Nessuno mai riuscì a scoprire l’autore di quel delitto, anche perché, forse, nemmeno lo cercarono!

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