Editoriale

Epicrisi 370. Se chiodo non scaccia chiodo

di Luisa Guarino 

Sarebbe bello poter essere ottimisti, e celebrare come una festa questa ricorrenza del Primo Maggio, oggi che dopo due anni torna anche il Concertone di Cgil, Cisl e Uil in Piazza San Giovanni a Roma; ma nel nostro Paese il lavoro continua ad essere il problema dei problemi, aggravato dalle vittime che si vanno registrando giorno dopo giorno, e hanno raggiunto quota 217. Nel frattempo l’invasione dell’Ucraina dura da oltre due mesi e la diffusione della pandemia non accenna a diminuire, anche se da oggi altre misure di contenimento saranno allentate, proprio come se andasse meglio. Ma chiodo… non scaccia chiodo, anche se confidiamo tutti nella ripresa del turismo e nell’arrivo dell’estate e della stagione calda, almeno per quanto riguarda il nostro limitatissimo italico ‘orticello’.


Anche questa settimana il sito assorbe come una spugna quanto accade sui vari fronti, intesi naturalmente non soltanto in senso bellico, per condividerli con i lettori. Abbiamo iniziato con un’altra data importante, quella della Liberazione del 25 aprile, abbiamo riflettuto su I giovani davanti alla realtà della guerra e su altri temi internazionali con Solo l’Onu può portare la pace in Ucraina e, dopo le recenti elezioni del 24 aprile Oltralpe, Francia e Italia: più analogie che diversità, e ancora con L’idea di Occidente alla prova della guerra.

Per gli appassionati di storia, si è sviluppata e conclusa la narrazione de Gli Aragonesi a Napoli. La congiura dei Baroni.(2) , (3) di Paolo Mennuni; mentre tra storia e vita vissuta i Ricordi di guerra di Nazzareno Tomassini ci hanno riportato nella Roma tra il 1943 e il 1945.

Anche “L’angolo di Lianella/25. La raccomandazione” ci fa condividere un episodio di vita vissuta (protagonista del racconto è il figlio dell’autrice): però più che di “raccomandazione”, parlerei di sensibilità di un militare affermato, di fronte ai dubbi di un giovane demotivato. Non credo capiti spesso.

Campo com’era, un libro di ricordi dedicato a Raffaele Sandolo” pubblicato e presentato in Toscana, ci riporta alla memoria un ponzese caro amico di Ponzaracconta, appassionato fotografo e organizzatore di mostre fotografiche, scomparso nel 2016.

Restiamo nel campo del ricordo e della nostalgia con un’ulteriore tappa di “La poltrona del dialetto (43). Punzese ind’u core pure si ‘a luntano” di Francesco De Luca, il quale come sappiamo coltiva con uguale intensità passione poetica e civile. In quest’ultima s’inserisce “L’onda elettorale” che fa chiaramente riferimento alla scadenza elettorale a Ponza del prossimo 12 giugno, e che dell’evento offre una chiave di lettura… non proprio rosea.

Già che ci siamo arrivati, restiamo pure sulla nostra isola e nell’Arcipelago ponziano, per una serie di scritti che li riguardano da vicino, che riporteremo in ordine di pubblicazione.

A cominciare da “Le isole prigione” tratto dall’inserto settimanale de la Repubblica Robinson, dove si parla del libro di Valerio Calzolaio “Isole carcere” in cui tra le altre vengono citate anche Ventotene e Santo Stefano: il loro nome torna d’attualità anche per lo spettacolo teatrale “Ursula Hirschmann” in scena a Roma, in cui nel ruolo della protagonista, che partecipò alla realizzazione del Manifesto di Ventotene, c’è l’attrice di Formia Maria Cristina Gionta.

Attualità e cronaca stringente a Ponza per la vicenda che riguarda uno dei più noti e centrali ristoranti sulla Banchina: se ne parla in “Acque agitate intorno alla Kambusa“. Mentre in “Lettera aperta ai nuovi amministratori su nautica e portualità“, Vincenzo Ambrosino indica alcune priorità su cui bisognerà puntare, con relative problematiche da risolvere. Nel suo intervento “Ultime sul dissalatore: un problema o un obiettivo?“, Tonino Impagliazzo invece cerca di sensibilizzare i cittadini su quanto sta per accadere a Le Forna, in zona Cala dell’Acqua, dopo la recente nomina di un commissario ad acta per la realizzazione dell’opera.

In compenso, buone notizie arrivano dall’Amministrazione comunale grazie agli investimenti in campo digitale, “Il sindaco porta il Comune verso il digitale grazie al Pnrr“. Un’ondata che riscalda il cuore, la mente e gli affetti si sprigiona invece da “Una foto racconta… (48). Storia di una trattoria“, con pennellate di Isidoro Feola, Franco Zecca e Sandro Russo: molti di noi potrebbero aggiungerne altre. E se ne deduce che il nome di Zi’ Capozzi è davvero indelebile, di nome e di fatto.

Altre belle notizie riguardano ancora la nostra isola, con “Raccoglimi, iniziativa ecologica delle associazioni ponzesi” tuttora in corso nel weekend: ce l’ha segnalato Martina Carannante. La nostra isola come trait d’union da un capo all’altro del mondo: lo conferma Dante Taddia con la sua esperienza in terra d’Africa raccontata in “Ponza, sempre Ponza. Anche in Mozambico“.

Dulcis in fundo: stavolta è proprio il caso di dirlo. Ci fa particolarmente piacere concludere con la bellissima notizia della laurea di Alessandro Di Giovanni, nostro giovanissimo compaesano, che con il traguardo raggiunto rende orgogliosi non solo i suoi familiari, ma tutta la comunità ponzese. Colgo l’occasione per rinnovargli congratulazioni infinite, con un pensiero speciale ai nonni Mirella e Ciccillo.

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