Attualità

Fra i fuochi e le fiamme dell’odio

di Francesco De Luca

 

Non è l’addio, no. Se ora è il tempo in cui il verde prende nuova veste non è l’addio a interloquire fra noi.

Fra i fuochi e le fiamme dell’odio, l’agile volo delle rondini garrisce un arrivederci, dandoci appuntamento a quando i fumi neri della violenza saranno dispersi dal vento umano della pace. Allora ameremo di nuovo i nostri difetti, col trasporto del profumo che l’alga novella spande fra gli scogli della diversità. Diversi eppure voliosi di comprenderci.

La violenza, come incesto sociale, non troverà chi l’assuma a bandiera di conquista. Avrà uno stracciato vessillo cui sarà impedito di ridere al vento.

Voglio amare il tuo andare lento verso il disfacimento con le pause, le fermate, le riflessioni, i ricordi. Col tempo come amico.

Fino ad ora ci ha sorretto il guardarci negli occhi e duellare con sguardi più o memo affilati, indispettiti, dispettosi. Mai insanguinati.

La pace non è senza contrasti, non è senza livori. La pace è senza violenza. E’ mercato, contrattazione, disponibilità, colloquio, è cedimento reciproco, è guadagno reciproco. E’ diversità accettata.

In pace ci ameremo.

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