Editoriale

Epicrisi (355)… per esorcizzare la pandemia

di Silverio Lamonica

Non possiamo sottovalutare, purtroppo, i dati sempre più preoccupanti che i mass media ci propinano ogni giorno in fatto di pandemia da Covid 19, la cui variante Omicron, ora “sottobraccio” con la “consorella” Delta, sembra scorrazzare  sempre più rapidamente a dritta e a manca. In Italia da decine di migliaia di casi giornalieri, prima delle feste natalizie, si è passati – per il medesimo breve periodo – alle centinaia di migliaia di contagi dopo le festività di Natale e Capodanno. Analogo “scarto” si è verificato nella nostra isola: da qualche unità a qualche decina di casi al giorno.

Ne è prova che il Governo prende misure sempre più stringenti, salvo qualche opportuna eccezione, vedi Super green pass trasporti marittimi

Inoltre adeguate misure vengono prese da parte dei prefetti e dei sindaci, per garantire la massima sicurezza nella riapertura delle scuole, dopo le festività del Natale e Capodanno, con la didattica in presenza (leggi Vertice in prefettura per la riapertura delle scuole)

Oltre ad accorati appelli alla massima prudenza da parte di qualche autorità locale, vedi il comunicato del sindaco sull’emergenza covid.

Se a tutto ciò aggiungiamo il mare in burrasca e le previsioni non sono state affatto rosee almeno fino a metà settimana con la conseguente interruzione dei collegamenti marittimi da e per le isole pontine, verificatasi il giorno 12 di questo mese, oltre ad una nave in avaria al largo del Faro della Guardia, la misura può dirsi colma… Almeno speriamo!

Purtroppo  c’è poco  da stare allegri in questa situazione “fantozziana”, però nello stesso tempo non bisogna abbattersi e lasciarsi andare, ma reagire.

Siccome a volte mi piace “leggere tra le righe”, ho letto in quest’ottica “anti-pandemica” i vari articoli della settimana.
E l’esempio, a mio avviso più eloquente, ce lo fornisce Silveria Aroma con Appunti da una quarantena (2). La nutria bianca. 

Silveria impiega il tempo, costretta tra le quattro mura, ad osservare un interessante documentario sulla nutria, oltre a rivedere i suoi componimenti poetici. Illuminanti sono le sue parole:  In definitiva non trovo essenziale realizzare qualcosa, quello che conta è non perdersi, non appiattirsi, non rischiare di trasformarsi in un ginepraio di polemiche e lagnanze senza gioia.

Oppure, per scordare ogni tristezza, ci si sofferma a contemplare e fotografare gli aspetti della natura, ad esempio una quercia secolare, come fa Patrizia Maccotta (Una foto racconta…: una quercia su sfondo di nebbia

Pasquale Scarpati, con una prosa suadente, sembra reagire al flagello che ci attanaglia, rifugiandosi nei ricordi d’infanzia, anche per scongiurare di andare a ‘u ceppone (tronco d’albero residuale, che si può usare a mo’ di sedile) e aspettare lì miseramente e in totale  solitudine, la fine dei propri giorni. Pasquale pone in evidenza quanto fosse “selettiva” la scuola di allora, fin dalle elementari (I miei primi dieci anni. Le pagelle (1) e (2): chi non era “portato per lo studio” andava a lavorare nei campi o sul mare, fin da ragazzino. E gli svaghi dei bambini di allora… (I miei primi… dieci anni (3). Scuola, lavoro e pazzielle).

Sempre a proposito di “U ceppone”, Sandro Russo ci illustra i film giapponesi La Leggenda di Narayama di Keisuke Kinoshita (1953) e La Ballata di Narayama (1983) vincitore della palma d’oro a Cannes, su un tema analogo al “ceppone”, il Narayama, il monte delle querce, dove i figli abbandonavano i genitori, ormai vecchi. (Spin off. I viecchie e ‘u ceppone).

Rispolverare i ricordi del “tempo che fu”, come fa l’amico Pasquale e dedicarsi alla ricerca e allo studio e ad altre buone attività, il bonum otium di cui parlava Sallustio, rappresenta il segreto del bene invecchiare

Altra possibilità di evasione viene offerta dal cinema, dove si possono scoprire perfino nuovi interessi come ricorda la nostra direttora Luisa Guarino. con I mie fari, una scoperta del cuore. Ma ovviamente anche dal teatro, specie se vengono rappresentate opere di spessore, a cura di un vero esperto in materia: Maurizio Stammati, che ho avuto la fortuna di conoscere ed apprezzare, perché collaborava con le scuole di Formia quando ero direttore didattico del 1° Circolo di quella città (e spero vivamente che lo faccia ancora)

Ma anche la musica non è da meno a distogliere la mente dalle preoccupazioni. Infatti, sempre l’infaticabile Sandro ci propone una “canzone della domenica” a dir poco osé..! 

Altro che “E levate ‘a cammesella, ‘a cammesella ‘gnornò ‘gnornò …” di autore ignoto e risalente alla seconda metà del Sec. XIX (da Napule de canzone – La cammesella)

Per combattere il Covid 19, tra le altre misure,  occorre  il distanziamento ed evitare il più possibile ogni forma di  vita sociale. Sarà forse questo uno dei motivi per cui vengono disattese tante domande che poniamo alle autorità preposte, le quali si rinchiudono a riccio nel loro “cerchio magico” e non danno retta a chicche e sia (parafrasando il grande Totò)?

Luigi Maria Dies, nella sua dotta esposizione (Campa cavallo… (2). Domande, risposte, citazioni), ci rammenta che in fondo dare risposte fa parte della buona educazione e cita esempi eloquenti tratti dalle civiltà del mondo antico. E, grazie allo studio, quando le risposte non vengono ce le possiamo dare anche da soli ed esorta: “Evitiamo allora di assimilarci a queste inutili figure. Evitiamo di esservi associati dalle inutili domande che a loro poniamo. Gridiamoglielo in faccia o facciamoglielo sottilmente capire, poco importa, alla luce dei fatti, di quanta poca stima sono accreditati. Quanta poca fiducia ispirino”.

Mentre Giuseppe Mazzella di Rurillo suggerisce di “aggirare l’ostacolo” con la “democrazia partecipata” che, in un certo senso, mi ricorda i “Comitati di Quartiere” di una volta. Ma in questo caso si tratta di cittadini ischitani ben preparati dal punto di vista giuridico-amministrativo.

L’ 11 gennaio è venuto a mancare David Sassoli, Presidente del Parlamento Europeo.

Cordoglio unanime in Italia ed Europa. Se questa entità sovranazionale negli ultimi tempi è diventata più umana ed accettabile, lo si deve anche a lui.

Ampia risonanza è stata data al tragico avvenimento, pure su questo sito, (Il nostro ricordo di David Sassoli e La cerimonia degli addii) anche perché Sassoli era legato al nostro arcipelago e a Ventotene in particolare, dove 80 anni fa – come è noto – fu stilato Il Manifesto di Ventotene, per un’Europa unita e pacifica, in cui quell’illustre politico e giornalista pienamente si riconosceva. Il Comune di Ventotene lo ha omaggiato con la bandiera a mezz’asta in segno di lutto.

Inoltre Sassoli ci ha dato una grande lezione di moralità e di coerenza politica in un’epoca in cui impera il “cambio di casacca” e il trasformismo come curiosamente sembra accadere anche in natura con il Tremoctopus metà polpo e metà seppia.

Del resto in natura già siamo abituati ad osservare animali come il mulo e il bardotto  nati dall’incrocio di un cavallo e un’asina o da un asino e una cavalla, oltre allo zonkey o zebrasino, frutto dell’incrocio tra asino e zebra. Tanto per citare qualche esempio.

La vita ha i suoi ritmi, per fortuna inesorabili. Ben due neonati, Tommaso e Ciro, in questa settimana sono venuti ad allietare la nostra comunità e a darci la forza per affrontare con speranza e fiducia il futuro che ci attende. A loro un caloroso ed affettuoso benvenuto, ai loro genitori e familiari tutti i migliori auguri.

 

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