Attualità

Retorica e verità

di Francesco De Luca

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Nei ricordi funebri domina, per automatismo, la retorica. Buonista, di solito, ed elogiativa. Da parte di tutti. Degli amici in prima, e di quelli che non son più tali. Le ragioni, a mio avviso, sono diverse. La prima è che ormai il morto non può correggere il giudizio dato su di lui da quello che il defunto considerava un flagello. Proprio lui, sì. La seconda è che ci si guadagna più a mettersi in coda piuttosto che in contrasto. Vale soprattutto per chi cerca il consenso altrui per stare nell’insieme.

Le mie considerazioni non hanno valore universale ma sono radicate nel buon senso comune. Ed è per distinguere ciò che è opinione corrente, da chi vuole cavalcare l’onda del consenso, che ribadisco come è tanto più vero quello che circola fra le parole di chi incontri per strada o sulla piazzetta della chiesa, piuttosto che quello che si veste di scrittura e si impaluda di alte espressioni..

E’ colui che ha paura d’essere scoperto, è lui che copre con la finta stima la sua falsità.

I morti è bene che godano di rispetto. Quello meritato. Di ogni altra aggiunta non hanno bisogno. Io credo.

1 Comment

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  1. Sandro Russo

    4 Gennaio 2022 at 13:03

    Ho letto più volte lo scritto di Franco, senza comprenderne il vero significato. Sapevo che in vita di Giosuè tra loro due c’erano state delle divergenze (peraltro ricomposte negli ultimi anni).
    Ma ancora non capivo. Troppo generoso Franco per recriminare nei confronti di qualcuno che non può difendersi. Quindi il destinatario del suo scritto – ho pensato – deve essere un vivente. Qualcuno che mistifica strumentalmente una ammirazione e un legame che c’erano stati una volta, ma da tempo si erano dissolti.
    Così mi è stato tutto più chiaro!

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