Ambiente e Natura

Ponza e il Pnrr

di Giuseppe Mazzella

 

Come tutti sanno il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, più brevemente PNRR, un piano europeo per rispondere alla crisi economica causata dal Covid-19, si sviluppa attraverso tre assi strategici: digitalizzazione e innovazione, transizione ecologica, inclusione sociale.

La transizione ecologica, come indicato dall’Agenda 2020 dell’ONU, è la base del nuovo modello di sviluppo italiano e europeo.

Il PNRR si svilupperà attraverso sei missioni:

1-digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura;

2-Rivoluzione verde e transizione ecologica;

3-Infrastrutture per una mobilità sostenibile;

4-Istruzione e ricerca;

5-Inclusione  e coesione;

6-Salute.

Il tutto per un totale di 191,5 miliardi di euro, in parte prestiti e in parte sovvenzioni. A questi si aggiungeranno 30,6 miliardi di euro del Piano nazionale per gli investimenti complementari.

Ponza potrà trarre benefici dall’accesso ai contributi previsti dal PNRR? Certamente si, ma bisogna muoversi subito.

Tra le voci delle diverse missioni del Piano che interessano direttamente le nostre isole c’è quello della prevenzione e il contrasto al dissesto del territorio, così come il restauro e la valorizzazione di immobili di pregio architettonico, mentre per una maggiore tutela della natura sarà possibile favorire l’utilizzo di motori elettrici sia terrestri che marini.

Contributi potranno derivare, poi, per migliorare i collegamenti e modernizzare la sanità. Altri aiuti sono previsti per la migliore qualificazione professionale e per la creazione di nuove opportunità lavorative. Il PNRR, in sintesi, può essere in grado di superare tutte quelle criticità che ancora caratterizzano il vivere in un’isola.

Alla luce delle sempre più scarse risorse economiche sia pubbliche che private, a causa della crisi economica che dura da anni, aggravata dal Covid-19, il PNRR rappresenta per i prossimi anni una opportunità alla quale non ci possiamo permettere di rinunciare. Un progetto che è possibile paragonare a quello lanciato in Italia nel dopoguerra.

In questo quadro economico mondiale, quello che appare sempre più chiaro è che proprio la pandemia sta rivelando i guasti della globalizzazione, dominata dalla grande finanza, che corre il rischio di ostacolare persino il libero e democratico processo politico nella gestione della cosa pubblica. Solo per fare un esempio e anche una proposta che riguarda la nostra isola. Avremo a breve le aste europee per la gestione degli arenili e dei pontili, che saranno assegnati inevitabilmente a chi dispone di grosse risorse economiche, uno scenario in grado di sconvolgere lo stesso tessuto economico e sociale di Ponza, penalizzando gli isolani da anni impegnati in questo settore, quello turistico, che è centrale e il più importante tra le attività sviluppate. Per prevenire questo scenario, un’ipotesi potrebbe essere quella dell’acquisizione grazie al Piano da parte dell’amministrazione pubblica di questi diritti per poi darli in gestione a prezzi congrui agli stessi che già li detengono e vi lavorano. In questo modo avremmo ottenuto la tutela del lavoro dei nostri imprenditori e il blocco di “ingressi” incongrui.

Bisogna, però, essere rapidi, utilizzando gli strumenti che lo Stato ha messo a disposizione. Al 31 dicembre si sono chiuse, infatti, le selezioni dei circa 1000 esperti che dovranno supportare i privati e gli enti locali a elaborare progetti da far finanziare. Ogni regione disporrà di un certo numero, ai quali rivolgersi.

Perché questa azione possa produrre la massima efficacia, è però necessario consorziarsi, con enti e/o anche privati. Questo va fatto subito e dall’attuale amministrazione, perché non possiamo aspettare la prossima compagine che uscirà dalle prossime consultazioni di primavera. Entro giugno, infatti, bisognerà predisporre il tutto e avviato l’iter per accedere ai finanziamenti.

Dal momento che per i prossimi anni il Piano rappresenterà l’unica risorsa importante per risollevare l’economia e la vita sociale in Italia e anche a Ponza, questo impegno rappresenta una assoluta priorità, un “Papa” (Priorità assoluta sulle priorità assolute), come un tempo con espressione colorita si indicavano nella Marina Militare i telegrammi urgenti.

1 Comment

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  1. Enzo Di Fazio

    5 Gennaio 2022 at 14:48

    Il PNNR effettivamente è una grande occasione di rinascita per il paese Italia e anche per le piccole isole. In particolare, per le piccole isole non interconnesse alla rete elettrica nazionale (ne sono 19 in tutto, rappresentate da 13 Comuni tra cui Ponza e Ventotene) sono previsti finanziamenti per 200 milioni di euro da destinare alla realizzazione di progetti integrati sull’efficientamento energetico e idrico, la mobilità sostenibile, la gestione del ciclo dei rifiuti, l’economia circolare e la produzione di energia rinnovabile. Il programma denominato “Isole Verdi” è stato messo a punto dal Ministero per la Transizione Ecologica e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 14 dicembre 2021 (https://www.mite.gov.it/pagina/pnrr-isole-verdi). La quota spettante alla nostra isola, determinata sulla base di criteri che hanno tenuto conto della densità abitativa, della produzione elettrica annua convenzionale e della distanza dal continente è pari a 14.503.333,33 euro, una cifra di non poco conto.
    Tra i progetti finanziabili come si può desumere dalle finalità del programma c’è la gestione dei rifiuti, problema di cui conosciamo, per Ponza, le dimensioni e le difficoltà di soluzione.
    Se si dà uno sguardo alla scheda che accompagna l’elaborazione del progetto notiamo che, ad esempio, possono essere finanziate l’acquisizione di aree da destinare alla realizzazione dell’isola ecologica con previsione di un centro di preparazione per il riutilizzo, l’acquisto di apparecchiature hardware per la gestione e la sicurezza dell’area, l’acquisto di mezzi meccanici ad uso del centro, l’attività di formazione e informazione delle utenze.
    Insomma è un’occasione da non perdere per voltare pagina. Ma… c’è un ma. I progetti dovranno essere presentati entro il 13 aprile del 2022, termine congruo per quei comuni che hanno le idee chiare, conoscono i problemi ed hanno per tempo lavorato ad un progetto da varare, termine forse troppo breve per chi deve invece impostare il tutto e non ha già una visione del da farsi.
    Ci auguriamo che il nostro Comune rientri nella prima ipotesi e riesca a cogliere questa opportunità, anche se il paventato rischio di perdere alcuni importanti finanziamenti di cui alle notizie del mese di dicembre non è vicenda che depone bene

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