Personaggi ed Eventi

Anniversari, De Gaulle: un gigante della storia recente

segnalato da Giuseppe Mazzella di Rurillo

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De Gaulle e l’Europa
l’articolo che segue – ripreso dall’edizione domenicale de Il Messaggero (19 dic. 2021) – vuole dare un approssimativo ritratto di De Gaulle (1890 – 1970. Su di lui c è una letteratura sterminata poiché affascinano la sua personalità ed il suo pensiero politico.
Ho letto e studiarlo molto di lui fin da ragazzo al terzo anno di ragioneria, e a 20 avevo già letto e studiato le sue “Memorie di guerra”. Poi ho continuato fino a dedicargli la mia Tesi di Laurea “Sull’articolo 11 della costituzione della quinta repubblica che istituisce il “referendum deliberativo”.
La domanda su De Gaulle è sempre attuale: ma il suo pensiero può essere definito di “destra” o di “sinistra” nell’unico contesto assiomatico della “repubblica” nata nel 1789?
La sua idea dell’Europa delle patrie si direbbe oggi anti-europeista o invece concretamente indicava una “Confederazione” incentrata soprattutto l’asse Berlino-Parigi?
Le vicende politiche in Francia in Germania ed in Italia rendono molto attuali le idee di De Gaulle e la sua azione politica; naturalmente in un diverso contesto storico. La recente approvazione del “Trattato del Quirinale” tra Francia e Italia come quello del 1963 tra Francia e Germania apre nuovi scenari. Macron ha usato i toni di De Gaulle con Draghi e Mattarella. Draghi é sembrato un moderno Adenauer.
Insomma il generale resta un gigante nella storia d’Europa che fa ancora discutere.
G. M. R.

Pagine di Storia
De Gaulle, il paladino della grandeur francese
di Carlo Nordio

Il 21 dicembre 1958 il generale fu eletto presidente della Repubblica: ancora oggi è considerato tra i più importanti statisti del Novecento, in particolare per il grande impegno nella salvaguardia della cultura e dell’identità nazionale

Qui l’immagine della pagina de Il Messaggero e (sotto) il relativo file in formato .pdf, forse di più agevole lettura:

De Gaulle. Il Messaggero p. 21 del 19 dic. 2021

C. De Gaulle, 1963

1 Comment

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  1. Giuseppe Mazzella di Rurillo

    20 Dicembre 2021 at 16:12

    De Gaulle passa alla storia anche per le sue famose “battute”. Nel 1968 uscì un libretto su de Gaulle scritto da un giornalista francese Robert Rocca che racchiude battute e stralci di discorsi di De Gaulle. Il titolo é “I pensieri del generale”. In formato pocket il libretto reca la copertina in rossa ed il generale vestito come il dittatore cinese Mao-Tse-Tung che proprio a quel tempo diffuse il suo “libretto rosso”. Naturalmente il libretto – che comprai, lessi e conservo pubblicato in Italia da Mondadori – è dissacrante. Ma è normale. De Gaulle era personaggio insostituibile per gli attacchi della satira e dell’ironia. Ricordo che quando andai a Parigi nel marzo del 1970 al Museo di Arte Moderna vidi un quadro di una divisa di generale francese con le stellette e le decorazione ma senza corporatura e volto. Sotto scritto: “Françaises encore un effort”. Francesi ancora uno sforzo. Come dire mettete un corpo nella divisa del “grande uomo” perché oggi avete solo la divisa.
    Bisogna andare in Francia a Parigi, per respirare l’aria autentica del pensiero libero e della sua manifestazione. Nel libretto “rosso” su De Gaulle Rocca riporta anche la battuta sui formaggi. É del 1951. De Gaulle sconfitto alle elezioni con il suo “Mouvement pour le rassemblement du peuple francais”. L’esatta battuta è: “L’unico mezzo per unire i francesi è la paura. Non si può unire un paese che ha 256 tipi di formaggi”. Ma la più famosa battuta di De Gaulle non appare nel libretto. É quella che pronunciò dopo le dimissioni del 1945 da primo ministro perché contrario alla “Quarta Repubblica”. Si racconta che uscendo dal palazzo un suo sostenitore pronunciò un grido come “A morte o a casa gli imbecilli”. Si racconta che De Gaulle si fermò. Lo guardò in viso e disse: “Vaste programme”. Niente altro. Riprese il suo cammino. Più di ogni altro libro quelle due parole lo rendono eterno.

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