Ambiente e Natura

Ponza, le amministrazioni e i dissesti idrogeologici

di Biagio Vitiello

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Si è fatto sempre un gran parlare dei dissesti idrogeologici che riguardano la nostra isola, nel passato e a maggior ragione nel presente, con i cambiamenti climatici arrivati in fase critica, ma di fatti e strategie di contrasto… nulla, o quasi nulla.

La notizia di rilievo di questi giorni oggi è il “danno erariale” procurato dalla mancata apertura di Chiaia di Luna, di cui a mio parere si giovano solo determinate categorie di imprenditori turistici;  finirà come al solito “in una bolla di sapone”… non ci saranno colpevoli, ma un ulteriore danno pecuniario dovuto a questa indagine.

Ancora più stupefacente è la notizia che viene tolto il finanziamento anche per la “casa di caccia” nell’isola di Zannone e non si indaga per individuare i colpevoli di questo ingente danno erariale, per l’incuria in cui è stato lasciato questo immobile comunale. Quando si sa benissimo che la responsabilità è o del Parco, o del Comune di Ponza.

Di danni erariali riferibili ad immobili del demanio (che sono di tutti), a Ponza ce ne sono diversi: faro della Guardia, Semaforo, l’immobile sovrastante l’abitazione del parroco della chiesa del porto, e altri…

Per quanto riguarda i dissesti idrogeologici della nostra isola, a mio modesto parere, bisognerebbe fare uno studio aggiornato, seguito da un piano globale di interventi, che deve riguardare la totalità delle sue coste; ma per il momento si continua a fare la solita politica: “mettere le toppe” e intervenire dove c’è più clamore… o convenienza.

Come al solito, con l’approssimarsi dell’estate, ci si limita a disporre una nuova segnaletica di boe intorno alle coste (con ulteriore dispendio di denaro pubblico), ma mai che qualcuno si degnasse a vedere se il posizionamento è corretto, o se ci sono altri pericoli di frane, come ai faraglioni della Madonna, dove le imbarcazioni passano proprio nel punto di maggior pericolo… Così i più sono “felici” di iniziare una nuova estate, sperando sempre e solo di fare incassi maggiori della precedente.

Per quanto riguarda gli interventi sui dissesti, bisognerebbe – per l’attuazione – arrivare a fare anche delle azioni eclatanti, tali da sollecitare il Ministero della transizione ecologica, che in questo momento è pieno di fondi europei, ad intervenire presto. Sarebbe necessario stanziare un budget di “qualche miliardo”, per tutte le piccole isole, che vivono soprattutto di turismo, dando la priorità agli interventi nei luoghi a rischio e urgenza maggiori. Un risarcimento dovuto, direi, a dei cittadini da sempre svantaggiati rispetto a quelli continentali per i servizi di prima necessità …e non sono pochi.

Questo è quel che dovrebbe fare una amministrazione che sia realmente interessata ai problemi degli abitanti dell’isola; programmando gli interventi per assicurare un vivere normale.
Al bisogno anche l’opposizione dovrebbe fare la sua parte: avere un ruolo propositivo (non solo denigratorio), e non cavalcare i fatti o starsene zitta quando, per i soli fini politici, è conveniente. Come nella vicenda dell’albero abbattuto.

Un video caricato appositamente su YouTube relativo allo stato dei luoghi di punta Madonna nell’anno 2018, dove sono evidenti i cambiamenti intervenuti in tre anni, per arrivare alla frana attuale.

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Segue una serie di foto di Biagio Vitiello e di Dimitri Scripnic, salvo diversa indicazione sulla foto stessa (…le più belle sono di Dimitri, – per asserzione dello stesso Biagio).

Cupola chiesa. Ex Caletta. Albero superstite


Faraglioni della Madonna e (sotto) particolare

Gavi, Zannone e il continente, dal Belvedere


Sequenza alba dietro le Formiche.1.2


Faraglione e faro della Guardia

La stradina che attraversa il Faraglione della Guardia

Il faro della Guardia

Due immagini del Semaforo di monte Guardia dall’alto (foto di Alessandro Tagliamonte)

Il mondo ruota intorno al Semaforo di monte Guardia

2 Comments

2 Comments

  1. arturogallia

    15 Dicembre 2021 at 12:25

    Sempre complimenti a Dimitri per le bellissime foto.
    Nell’ottica di immortalare lo stato di conservazione degli edifici in abbandono, quasi quattro anni fa ho fotografato e archiviato il semaforo, il fortino del frontone e forte papa, sia da terra che con il drone. Del Semaforo ho fatto anche il modello 3D (in bassa risoluzione, qui: https://www.labgeocaraci.it/3d/embeddable/semaforo.html).

    Non sarebbe male un lavoro serializzato e non amatoriale, sia sugli edifici che sulle falesie a rischio. Un monitoraggio, magari fatto in collaborazione con l’Università (chi?!?) sarebbe efficace e a basso costo (non zero, ma certamente non milioni).

    La disponibilità a dialogare c’è? Se si, apriamo un tavolo.

  2. Alex Balzano

    15 Dicembre 2021 at 13:00

    Il semplice ricambio anagrafico non basta, se alle spalle di ognuno di noi non c’è un vero rinnovamento fondato da ideali liberi, lontano da schemi di forza politica, classe sociale o casta in particolare…
    Questa è la svolta generazionale che Ponza ed i ponzesi chiedono alla prossima classe dirigente della nostra isola…
    Solo così potremmo raggiungere questi obiettivi…

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