Ambiente e Natura

Ponza, crollo della falesia a Punta della Madonna

segnalato dalla Redazione

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Abbiamo ricevuto la segnalazione del crollo di ieri da varie fonti, ma preferiamo riportare il trafiletto che gli ha dedicato LT Oggi edizione odierna a pag. 34 – Cronaca di Gaeta – Formia – Ponza.

IL FATTO
Ennesimo distacco di un pezzo di falesia

PONZA – Ancora un distacco di un pezzo di falesia a Ponza. L’episodio si è verificato l’altra notte, in seguito alle cattive condizione atmosferiche, che avrebbero contribuito al distacco avvenuto in località Punta della Madonna. Fortunatamente non ci sono state conseguenze per persone e cose, in quanto si tratta di una zona già interdetta. Una chiusura che era determinata proprio dal pericolo di crolli o distacchi dalle pareti. E l’altra notte, purtroppo, si è verificato il crollo. Sul posto si è recato personale della Guardia Costiera che opera sull’isola lunata per i rilievi di rito. Punta della Madonna si trova poco distante dal porto ed è ubicata nella parte orientale dell’isola; prende il nome dalla piccola cappella della Madonna della Salvazione.
Purtroppo si tratta di un altro distacco di pareti rocciose, che segue quelli già avvenuti in passato a Chiaia di Luna, e nella zona del Bagno Vecchio (G.C.)

Alleghiamo alcune foto del crollo; la prima vista dal mare; le altre, dall’alto, della Protezione Civile.

 

 

integrazione del 20 dicembre 2021 a cura della Redazione
due foto di Dimitri Scripnic scattate dal kajak. Le immagini confermano la grandezza della frana e lo stato precario di una zona della falesia che potrebbe essere interessata da un nuovo crollo viste le crepe

Integrazione dell’8 gennaio 2022 a cura della Redazione

Emessa ordinanza dall’Ufficio Circondariale Marittimo con richiesta di delimitare, per motivi di sicurezza, l’area di mare in zona Faraglioni della Madonna

Da Latina Oggi, edizione odierna

(cliccare sull’immagine per ingrandire)

 

3 Comments

3 Comments

  1. Luigi Maria Dies

    14 Dicembre 2021 at 17:09

    Permettetemi di non associarmi al sospiro di sollievo che sembra sortire dalle parole dell’autore dell’articolo.
    Intanto faccio un appunto al titolo catastrofista: “Ennesimo distacco…”
    Come se a Ponza tutti camminassero per strada cercando di scansare le frane che vengono giù come cristo la manda.
    Ma perché crogiolarsi in queste enfasi inutili e dannose?
    Poi il resoconto.
    “Fortunatamente non ci sono state conseguenze per persone e cose, in quanto si tratta di una zona già interdetta. Una chiusura che era determinata proprio dal pericolo di crolli o distacchi dalle pareti”.
    Ne vogliamo parlare? Sentirsi sollevato perché a dicembre non ci fosse nessuno in un posto dove posso garantire che non avreste mai avuto modo di notare presenze neppure a ferragosto, induce a vedere vuoto cosmico emotivo riempito di frasi benedicenti divinità pagane e, nelle specifica circostanza, la dea fortuna. Ma di che parliamo? L’accennare poi ad una “zona” interdetta è un’altra pia bugia che sembra far intendere che qualcuno ha indagato in modo particolare lo stato dei luoghi e, avendo rilevato l’imminenza dell’evento, si sia prodigato perché proprio quella zona fosse chiusa. Il che contrasta con la realtà chiara e visibile a tutti dove tutta l’isola una volta luogo di martirio, si trova essa stessa ad essere martirizzata, imbragata, incerottata, bendata e chiusa. “Ecce Homo!”.
    Mi viene facile la cattiveria di pensare che, messe così le cose, ovunque dovesse esserci un crollo, sicuramente qualcuno potrà vantarsi di averlo previsto. Fortunatamente, con una ciambella di salvataggio in calcio d’angolo, si ammette che le condizioni meteo hanno dato un input decisivo al distacco. E ci credo! Una massa progressivamente instabile che la stagione autunnale, caratterizzata sempre da abbondati piogge, riesce ad appesantire, inzuppandola come un savoiardo, quanto meno vede aggravato il suo stato di instabilità. Dopo di che c’è il momento critico ed il distacco.
    Ora provo anche ad azzardare una eresia da incompetente. Se quel costone così critico non fosse crollato e avesse avuto modo di asciugarsi ed alleggerirsi con il sole e la bella stagione, forse sarebbe stato difficile vederlo crollare prima della successiva stagione delle piogge. Potrebbe, è vero, accadere nel caso ci fosse una scossa sismica. Ma, l’eventuale episodio sismico, neanche asserragliato in casa lo puoi sfuggire.
    Chiudo con un parallelismo banale ma credo appropriato.
    Sulle piste da sci, sull’arco di tutta la nostra catena alpina, sentiamo il ripetersi di continui eventi di frane, slavine, distacchi, insomma quella che è la natura delle nostre Alpi, a volte con conseguenze di dolorosi incidenti. Non è che ci facciano piacere le tragedie, ma neanche abbiamo mai visto, oltre i sempre benvenuti e lodevoli cartelli di avvisi di pericolo, provvedimenti di chiusure massicce di piste, valli, monti e impianti. Quasi mi viene il dubbio. Vuoi vedere che le compagnie che gestiscono l’affare neve e sport invernali, si sono comprate pure le Alpi?
    Mi facciano il piacere quelli che hanno scoperto l’acqua calda dicendo che Ponza tutt’intorno crolla. Ci hanno spiegato già molto bene e abbiamo letto che Ponza e lì che crolla da trenta milioni di anni. Cioè da quando la sua estensione sul mare copriva per tre volte di più la superficie oggi emergente. Forse allora era ancora più bella, tre volte più bella.
    Ma con la nostra modestia di ponzesi dalle spalle larghe, non vogliamo esagerare. Ci accontentiamo semplicemente di abitare nell’isola più bella del mondo.

  2. la Redazione

    20 Dicembre 2021 at 14:43

    Inserite in calce all’articolo due foto, scattate da Dimitri Scripnic, che confermano la grandezza della frana verificatasi il 14 dicembre scorso e lo stato di precarietà di un’altra zona della falesia

  3. la Redazione

    8 Gennaio 2022 at 08:52

    Emessa ordinanza dall’Ufficio Circondariale Marittimo con richiesta di delimitare, per motivi di sicurezza, l’area di mare in zona Faraglioni della Madonna. In calce all’articolo di base la notizia appresa dall’edizione odierna di Latina Oggi

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