Ambiente e Natura

Schizofrenia di Stato: stesso peso, due misure

di Giuseppe Mazzella di Rurillo

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Volentieri pubblichiamo questo accorato appello e gli interrogativi senza risposta posti da Giuseppe Mazzella, che compara le misure intraprese per Ischia – …nessuna sostanziale! – con altre modalità di intervento messe in atto altrove.
La Redazione

Schizofrenia di Stato: stesso peso, due misure. Bagnoli e Casamicciola-Lacco Ameno
di Giuseppe Mazzella di Rurillo

La “trasformazione urbana” con miopia di Governo senza un Piano Urbanistico Generale

Il sindaco onnipotente
Il Consiglio dei Ministri su proposta del Ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Mara Carfagna, ha deciso nella seduta del 27 ottobre scorso che sarà il Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, il Commissario Straordinario di Governo “per le bonifiche e la trasformazione urbana di Bagnoli”.
Il sindaco di Napoli – che è anche sindaco della Città Metropolitana di Napoli cioè l’ex-Provincia con altri 91 Comuni – avrà quindi ancora un altro incarico e potrà avere una “struttura di supporto” di 12 persone che Manfredi potrà scegliere fra chi già appartiene alle “amministrazioni pubbliche” e quindi senza ulteriori oneri per le finanze dello Stato.
Manfredi ha quindi tre incarichi – sindaco di Napoli, sindaco metropolitano, commissario per Bagnoli – e poiché ha trattenuto per sé almeno tre deleghe assessoriali di enorme impegno, umanamente non gli bastano 24 ore al giorno di pieno esercizio fisico e mentale per l’esercizio elementare dei tre oneri.
Pessimo esempio di rinnovamento amministrativo.
Si vede la “buona notte” all’inizio del mattino della nuova amministrazione dell’inesistente “Patto per Napoli”. Non appare né apparirà nella legge di bilancio 2022, l’unica che conti. L’onnipotenza non è umana.

Il commissario onnipotente ed Invitalia col metodo Genova
La Ministra Mara Carfagna ha dichiarato che “il Commissario potrà accelerare le opere con una serie di semplificazioni normative anche usando soggetti attuatori diversi da Invitalia”.
Invitalia è la società per azioni di proprietà del Ministero dell’Economia preposta ad invogliare investimenti nel Sud, ad aiutare gli enti locali come struttura tecnica ed addirittura ad intervenire nel capitale sociale di imprese private per favorire il rilancio economico e l’occupazione. E’ presieduta dal manager Domenico Arcuri. Vorrebbe essere una nuova Cassa per il Mezzogiorno sotto mentite spoglie. Non lo è. È “un carrozzone”. (Cfr. IL CONTINENTE n. 1-3 / 2021).

Carfagna si è detta “soddisfatta della radicale modifica adottata per avviare a soluzione l’infinito processo di riqualificazione dell’area di Bagnoli”. È rimarcato che il cambiamento di governance” per Bagnoli avviene nell’ambito del Piano Nazionale di Rilancio e Resilienza dei fondi europei (PNRR) ma tenendo conto di tutti gli altri aiuti europei del residuo ciclo 2014-2020 e del nuovo 2021-2027.

I furbi genovesi, i fessi di Ischia
Si adotta cioè per la “trasformazione urbana” di Bagnoli il “metodo-Genova” dove per la ricostruzione del Ponte Morandi il Commissario di Governo con poteri e fondi fu il sindaco di Genova e non un funzionario venuto da Roma.
I genovesi furono molto decisi nel 2018 a chiedere questo ed il ponte è stato ricostruito in un anno.
Il metodo non è stato usato per il “piccolo terremoto” – piccolo per lo Stato ma enorme per gli abitanti – di Casamicciola-Lacco Ameno del 21 agosto 2017 (2405 sfollati, 640 case completamente inagibili, 1060 immobili danneggiati, 8 edifici pubblici inagibili, 1254 ordinanze di sgombero per la sola Casamicciola – Cfr. IL CONTINENTE n. 4 / 2019) dove è stato nominato un Commissario Straordinario di Governo per la Ricostruzione, estraneo ai due enti locali maggiormente colpiti (Forio è stata solo marginalmente coinvolta) – il Consigliere di Stato Carlo Schilardi, pugliese, già Prefetto della Repubblica – ma addirittura con una propria struttura burocratica lontanissima dai luoghi e collocata a Napoli ed a Roma come si poteva fare per legge.

Cosi una “Ricostruzione” – che non escludeva la delocalizzazione degli abitati colpiti (scientificamente l’unica soluzione come denunciato dal prof. Giuseppe Luongo), la trasformazione urbana ed un nuovo assetto urbanistico “unitario ed omogeneo” – è avviata “a tavolino” da un funzionario dello Stato in quiescenza che non solo non conosce la realtà sociale, economica, geografica, storica, dei luoghi ma non vive né materialmente né istituzionalmente questa realtà.
Non conosce quindi i disagi, i drammi, le diseguaglianze che a quattro anni dal terremoto debbono subire le popolazioni di Casamicciola e Lacco Ameno. E senza che sia stato predisposto un serio e realistico Piano di Ricostruzione – dalla denominazione impropria perché si doveva mettere mano ad un completo “Piano Urbanistico Generale” – tenendo conto della pericolosità sismica e delle “trasformazioni urbane” che si potevano e si debbono fare senza “consumo di suolo” a Casamicciola e Lacco Ameno, prevedendo la riutilizzazione di aree edificate ma in abbandono come il Pio Monte della Misericordia a Casamicciola e l’ex-complesso La Pace a Lacco Ameno (cfr. IL CONTINENTE n.1 / 2019).

Fondamentale è una idea progettuale nuova per Piazza Majo – La Rita – Fango che è quella di un Parco Naturalistico e Scientifico dettagliatamente esposta dal prof. Giuseppe Luongo e dalla prof.ssa Ilia Delizia (cfr. IL CONTINENTE n. 1-3 / 2021).

Un sol peso due misure
È incomprensibile – nel campo del Diritto Pubblico – questa “schizofrenia di Stato” con l’utilizzo per uno stesso sostanziale problema di un diverso metodo che si può spiegare con motivazioni di ordine politico e di materiale competenza amministrativa. I motivi politici vanno ricercati nel fatto che il mini-terremoto riguarda tre Comuni e non uno e quello della competenza amministrativa va ricercato nella “mancanza di competenza” che il Governo ha attribuito al sindaco di Casamicciola, Giovan Battista Castagna, che evidentemente non è stato ritenuto in grado di gestire direttamente una “ ricostruzione” così complessa per una piccola Comunità senza le scelte urbanistiche di fondo.
Infatti una delocalizzazione non può essere attuata senza prima una “nuova localizzazione” di circa 2300 persone in un’altra area edificata o da edificare in un territorio di circa 8 Km2 tra Casamicciola e Lacco Ameno.

Stupisce che l’Agenzia “Invitalia” chiamata per Convenzione ad assistere il Commissario da Roma e residente a Napoli non abbia predisposto una rigorosa analisi statistica della popolazione colpita dal terremoto e non abbia indicato le soluzioni per la completa “riqualificazione e trasformazione urbana” di Casamicciola e Lacco Ameno, anche suggerendo proposte per la ripresa economica, dopo aver rimarcato che due grandi alberghi termali a Casamicciola (Hotel Terme Elma, Hotel Terme Manzi) per oltre 500 posti letto sono chiusi e non concorrono alla ripresa economica locale.
Come “acquisirli” per un ritorno produttivo di queste due strutture? Come valorizzare ed incentivare una imprenditoria locale? Come avviare la ripresa economica? Se non vengono acquistate da privati, non deve intervenire la mano pubblica di Invitalia con i suoi “fondi Italia” con una dotazione di 87 milioni di euro, per questi interventi? Ma non è questo che deve fare Invitalia nel Mezzogiorno?

Questo è stato chiesto da IL CONTINENTE, nel numero 4 / 2019 pagina 17 in uno con la condivisione del documento dell’avv. Nunzia Piro, interamente pubblicato, rimasto lettera morta mentre avrebbe dovuto costituire la “via maestra e non vicoli ciechi” per una Ricostruzione oggi completamente ferma.

Ferma perché nessun edificio pubblico a Casamicciola – Municipio e Museo civico , plesso Manzoni, plesso Ibsen, plesso Sanseverino, plesso Lembo, centro per l’ impiego ex-Provincia ora Regione – è stato “ricostruito”, mentre sono “imbracate” le strade del Pio Monte della Misericordia, Corso Garibaldi, Via Principessa Margherita, Via Sassolo, Via Spezieria, Via d’Aloisio, traverse e pedonali).
Ferma perché a Lacco Ameno frazione Fango è “imbracata” la parte di strada Borbonica ed è chiuso alla Marina l’edificio scolastico essenziale “Principe di Piemonte”.

Il Commissario. Il Sindaco di Casamicciola
Se il “metodo Genova”
– è Commissario il sindaco del luogo perché così i poteri “ordinari” vengono fusi con quelli “straordinari”, non c’è conflitto e la burocrazia va più veloce – viene applicato per Bagnoli non si vede perché non venga applicato per Casamicciola e Lacco Ameno.

Perché?
Perché il Commissario non ha sede – anche per una riduzione delle spese di gestione, “rappresentanza e trasferte” – a Casamicciola o nell’isola d’Ischia?
Perché non viene costituito dalla Regione Campania un ufficio ad Ischia per la Pianificazione Territoriale e non viene adottato e messo in esecuzione un “piano esecutivo di attuazione” della “trasformazione urbana possibile”? Riguarderebbe l’utilizzazione del Complesso Pio Monte della Misericordia – assurdamente in agenda per un altro “progetto di marketing territoriale” approvato dal Comune di Casamicciola, ma ancora da “licenziare” in una conferenza di servizi.
E di tutto questo non sa nulla il Commissario Straordinario alla “Ricostruzione”?
Non sa nulla, formalmente, di un’area di 30 mila mq., con 50 mila mc. in “mitigazione sismica”? E non lo sa nemmeno l’assessore Regionale all’Urbanistica, Bruno Discepolo, fermo ai “preliminari del piano di ricostruzione” con Comunicato Stampa del 3 agosto 2021 (cfr. IL CONTINENTE n. 1-3/ 2021).

Interrogativi senza risposta.

Casamicciola, 28 ottobre 2021
Giuseppe Mazzella – direttore de IL CONTINENTE

2 Comments

2 Comments

  1. Tano Pirrone

    31 Ottobre 2021 at 20:06

    Borboni e piemontesi uniti nella lotta
    di Tano Pirrone

    Sì, lo sono, borbonici e piemontesi uniti, contraddittoriamente, nella lotta, ma all’efficienza ed alla rinascita vera, sostanziale, de facto del Mezzogiorno, soprattutto di tutte quelle aree del Mezzogiorno, che pagano non solo la loro condizione geografica, politica, urbanistica e sociale, ma sopportano, come Ischia, l’infausto verificarsi di calamità nazionali, che nove volte su dieci (oggi mi spendo tutto quel che m’è rimasto di bontà… poco, per la verità!) impiombano per sempre luoghi e persone.

    Maurizio Vallone, capo della DIA, dall’ineccepibile curriculum, nell’interessante programma televisivo in onda su RaiTre venerdì 29, proprio due giorni fa (Dia 1991, Parlare poco, apparire mai: https://www.raiplay.it/programmi/dia1991-parlarepocoappariremai), a domanda del giornalista titolare della trasmissione proprio sull’argomento – che sapientemente Giuseppe Mazzella ha trattato – ha affermato che un conto sono le eccezioni in particolari situazioni come per il ponte di Genova e ben altro conto è l’estendersi di procedure più snelle e meno garantiste in altri posti, soprattutto, se considerate a rischio.

    Anche dalla chiarissima rappresentazione fatta da Mazzella – Schizofrenia di Stato: stesso peso, due misure – si evince, oltre al gravoso onere consistente nel prolungare lo stato di disagio e di obbiettivo impedimento della ripresa economica del sito, anche la non adeguatezza delle risorse umane, cui per legge dovrebbe essere affidato il gravoso incarico di governare il Piano di ricostruzione (che, concordo in modo assoluto con Mazzella, avrebbe dovuto essere un Piano urbanistico generale, ché di drizzare le gambe al cane si tratta).

    La risposta degli organi decisionali è stata di stampo borbonico-piemontese, che, mi sia consentito il termine, significa, nelle mie intenzioni: ciecamente e vilmente burocratico. Mettere al comando uno che ha la necessaria autorità, e che abbia anche le indispensabili competenze… poi, ma quante ne vogliamo!

    Questa preoccupazione è comune a tutte le persone con la testa a posto, che, prima dei localismi e dei piccoli interessi personali o di parte, mettono l’interesse generale. Etica scomparsa o residuale, comunque derisa e considerata pericolosa.

    Ponzaracconta dovrebbe fare di quest’argomento una bandiera, insistere, coinvolgere altre realtà simili, farsi sentire con i giornali che fanno opinione, soprattutto quelli attenti alle sorti del PNRR (che solo il fatto che in un ultimo ha la “resilienza” mi mette in subbuglio e mi frastorna). 
    Il 40% dei progetti sono localizzati al Sud, dove la situazione è drammatica: mancanza di risorse adeguate e la bulimica necessità di far soldi comunque e dovunque delle mafie, grandi e piccole, vecchie e nuove.

  2. Giuseppe Mazzella di Rurillo

    1 Novembre 2021 at 07:53

    I ringraziamenti e la risposta di Giuseppe Mazzella di Rurillo a Tano Pirrone
    1° novembre, 2021
    di Giuseppe Mazzella di Rurillo

    Ringrazio molto vivamente Tano Pirrone del suo commento al mio pezzo sulla “schizofrenia di stato”. Io ho sostenuto da oltre 50 anni la inderogabilità della “programmazione economica” come nuova politica economica e finanziaria del governo fin dalla “svolta di centro-sinistra” del 1963. Vedevo questa svolta politica negli enti locali con l’obbligo per i comuni di dotarsi di un “piano regolatore generale” fin dal 1968. Generale significava che non si trattava solo di un “piano di fabbricazione” ma di un completo piano di assetto territoriale e di sviluppo economico. La “programmazione mancata” ha perpetuato il clientelismo della partitocrazia sotto tutte le bandiere ed ha aggravato il divario tra il nord ed il sud del paese. Si pensi che l’isola d’Ischia non ha mai avuto un PRG ma in 50 anni sono stati costruiti abusivamente circa 100mila vani! Non sono stati efficacemente potenziati gli uffici comunali, così oggi i comuni non sanno fare i “progetti esecutivi” per i fondi europei del PNRR ed il longform di “Repubblica” su “la questione meridionale” nella edizione di domenica 31 ottobre 2021 è solo la punta dell’iceberg della montagna dell’inefficienza gigantesca dei piccoli e medi comuni del sud. Casamicciola, il mio piccolo comune nell’isola d’Ischia dalla sismicità complessa di 6 km2 con circa 8mila abitanti, credo che guidi nell’indifferenza del governo questa classifica di inefficienza amministrativa e di incapacità totale della scadente classe politica. Condivido l’appello per fare della programmazione una incessante battaglia civile.

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