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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Quattro chiacchiere con Cristoforo e Silverio

di Enzo Di Fazio

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Il vento di tramontana e il freddo che si porta appresso mi hanno colto di sorpresa stamattina.
Sono venuto a Ponza, questo fine settimana vestito un po’ leggero.
Non riesce a darmi calore il giubbotto autunnale indossato sopra il maglione di cotone. Ci vorrebbe ben altro…
Colpa anche dell’età – penso – considerato che scorgo per strada qualcuno che con tutt’altro fisico attende al proprio lavoro ancora in maniche di camicia.
Poche persone per corso Pisacane, così come pochi gli esercizi commerciali aperti.
Ti accorgi di qualche sparuto turista perché tra così poca gente lo noti per come parla, per come veste, per come muove lo sguardo attratto dai colori dell’isola, dai vicoli, dalle forme delle case.
Cammino spedito per darmi calore. E’ sempre il modo migliore per riscaldarsi.

All’altezza del Timone incrocio Cristoforo, il cugino ex-farista, E’ andato a Giancos a fare la spesa e di lì a poco lo raggiunge il fratello Costantino anche lui con le provviste per la settimana che è appena iniziata.
Un colpo di vento si intrufola tra i capelli di Cristoforo esaltandone la compostezza e il biancore. Inutile il gesto con cui il cugino cerca di metterli a posto. Il vento, invisibile, impalpabile si prende gioco di quel vano tentativo. Ci fermiamo un po’ a parlare.

Cercasi fanalista da destinare al faro della Madonna  – mi informa abbozzando un ironico sorriso.
Prendono anche gli ultrasettantenni? – gli chiedo scherzoso.

Sorride Cristoforo e continua nel darmi notizie sui fari sapendo quanto mi sia gradita la cosa.
Beh – dico io  – se indicono un concorso hai voglia a trovare persone disposte ad occupare quel posto. Ce n’è di  gente in cerca di lavoro, amanti dell’isola ma anche sognatori perché quel mestiere, pur avendo perso tanto del suo fascino antico, fa sempre sognare.

No, niente concorsi, Enzo. Lo devono prendere dal personale militare, appartenente o alla Capitaneria o alla Guardia costiera o ad altro corpo militare.
E lo devono smilitarizzare. Ma non trovano nessuno, perché l’eventuale predestinato, in cambio dell’alloggio gratuito e dell’esonero dal pagamento delle bollette, deve rinunziare ad alcune indennità per cui, a conti fatti, chi accetta prenderà uno stipendio inferiore a quello del ruolo e del lavoro di appartenenza.

E questa condizione – deduco io – fa sì che non si trovi nessun volontario ad occupare quel posto.

Proprio così – conferma Cristoforo

E il faro della Guardia? Che mi dici del faro della Guardia?
E’ inevitabile che la chiacchierata scivoli su questo argomento.

Niente, nessuna novità – mi risponde Cristoforo – e la situazione va sempre peggiorando

Ma funziona almeno? – Gli chiedo.

Si, certamente, con una lampadina da 100 watt, come quelle che abbiano in casa, e con un raggio di luce che arriva a malapena fino a  tre miglia

Tre miglia? – faccio io
Un lumicino rispetto al quel raggio luminoso che, in tempi normali, arrivando fino a 24 miglia,  ha reso il faro della Guardia uno dei fari più importanti del Mediterraneo.

E’ così – replica Cristoforo –  perché quei due pannelli solari che producono l’energia per farla accendere non possono alimentare una lampada di potenza superiore.

E nessuno dice niente? domando

E come no!? Ce ne sono di lamentele.
Si lamentano i diportisti, si lamentano i pescatori, so anche di segnalazioni di navi di passaggio.
Il Comando Zona Fari è informato. Tutti lo sanno e non c’è verso che si ripristini la linea elettrica. Le richieste hanno seguito l’iter istituzionale ma niente, non si riesce a prendere posizione su quella linea elettrica che, tranciata oltre due anni fa da alcuni massi caduti dalla Scarrupata, attende ancora di essere riparata.

Ci vorrebbe una petizione – dice – visto che tutti si lamentano, ma non c’è nessuna categoria che prende l’iniziativa. Né i pescatori, né i diportisti, né i naviganti, né chiunque altro

Ne scriverò su Ponzaracconta – dico.
Intanto ne parliamo e può darsi che da cosa nasca cosa e chissà che non riusciamo a mettere su questa petizione.

La chiacchierata con Cristoforo si ferma qui perché entrambi abbiamo qualche impegno da assolvere. Ci salutiamo e procediamo in senso inverso: io per Sant’Antonio, lui per la Punta Bianca

Ma oggi sono fortunato e poco più avanti, all’altezza della Banca, incrocio Silverio, l’altro fanalista (l’ultimo fanalista di Ponza) in pensione dal 1° giugno di quest’anno.
Silverio ha sempre piacere di parlare con me di fari e anche con lui la chiacchierata riguarda essenzialmente il faro della Guardia, a parte la conferma di quello che mi ha detto Cristoforo circa le difficoltà di trovare un volontario da mandare al faro della Madonna.

– Il faro è lì abbandonato e il tempo che passa senza che siano prese decisioni ne fa aumentare il degrado –E’ l’affermazione sconsolata di Silverio.
Novità grosse non ce ne sono, se non che la società, la New Fari srl di Cagliari, assegnataria della nota concessione è fermamente intenzionata ad andare avanti e a non rinunciare al progetto grazie al quale ha vinto il bando. E già questa, a mio avviso, è una buona notizia.
Il punto nodale della questione è sempre la messa in sicurezza di alcune parti di roccia del faraglione, compreso lo sbarcatoio, la cui competenza è del Demanio, posto che la concessione riguarda solo il fabbricato, il piazzale e parte dell’area circostante.
Girano anche voci che la società si sia resa disponibile a collaborare, con l’impiego di risorse finanziarie proprie, nell’attività di messa in sicurezza. Cosa, da non poco conto considerate le condizioni in cui versano le casse pubbliche, che potrebbe smuovere la situazione di stallo e portare le istituzioni coinvolte ad assumere decisioni.

Domani pare che i responsabili della società ritornino a Ponza – mi dice Silverio, sorridendo sotto i baffi, prima di salutarmi
Per sollecitare? Per concordare? Per puntualizzare?
Non si sa. E’ già importante che vengano. Vuol dire che possiamo continuare a sperare.

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