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L’Italienne (seconda parte)

di Patrizia Maccotta

Per la prima parte, leggi qui

Caterina è molto presente nella vita della sua prole. È, stranamente per una regina di quei tempi, una madre amorevole, quasi passionale. Vigila sulla loro educazione che decide essere in parte italiana.

Vita a corte, al tempo di Caterina

Quando Francesco I muore, il 31 marzo del 1547, Caterina perde un protettore, ma ha ormai trentanove anni e il lungo periodo passato alla corte di Francia le hanno insegnato il controllo e il senso della “grandeur”. Henri diventa re di Francia. È ormai regina. Aiuta il re nelle sue funzioni e si occupa alla creazione di un nuovo Louvre, dal carattere rinascimentale, con l’aiuto dell’architetto Pierre Lescot e dello scultore Jean Goujon. Riesce a stabilire con la sua rivale di sempre, Diane, un’alleanza: d’altronde il re le tradisce tutte e due!

François Clouet, Dama al bagno (ca. 1571). Si pensa che la modella ritratta possa essere stata Diana di Poitiers

Miniatura di Caterina de’ Medici, attribuita a François Clouet (ca. 1555). Un raro ritratto di Caterina prima di diventare vedova nel 1559; da allora in poi lei adotterà sempre il velo e i semplici e severi abiti della vedovanza 

Purtroppo durante i festeggiamenti per il matrimonio della sua prima figlia, Elisabetta­ – Isabella di Valois (1) con il re di Spagna Filippo II, il re vede compiersi il destino che gli era stato predetto da un astrologo italiano e pare da una delle centurie di Nostradamus: “Dans la cage d’or les yeux lui crèvera”. Il duca di Montmorency gli trafigge l’occhio sinistro con la sua lancia, gareggiando in un torneo. Henri muore, dopo molte sofferenze, dieci giorni dopo, il 10 luglio 1559. Ha regnato dodici anni.

Il torneo fatale tra Enrico II e Gabriele I di Montgomery (30 giugno 1559)

Il potere
Caterina, ormai vestita di nero, non abbandona più il lutto, se non per i matrimoni dei suoi figli. Gioca d’ora in poi il suo ruolo a viso scoperto e prende il potere a piene mani.

Suo figlio primogenito, Francesco, diventa giovanissimo re di Francia con il nome di Francesco II. È molto debole di carattere. Sua madre è invece molto forte.
Caterina regna in vece sua. La sua corte è brillante e riunisce numerose splendide fanciulle. Ama sempre cavalcare e va spesso a caccia. Rinuncerà all’equitazione solo nel 1580, all’età di settantadue anni. Ama l’arte e il teatro. Ama pure moltissimo gli animali; si fa sempre accompagnare da un pappagallo verde e da una scimmietta. Possiede dei leoni che le sono stati regalati da Cosimo de’ Medici e che tiene nel suo castello di Amboise. Ha molto carisma. Si dice che ha conservato un accento italiano. Le piace mangiare e camminare. Si sposta nel suo regno. È anche molto superstiziosa e consulta spesso i suoi astrologi. Ma, presto il lutto la colpisce di nuovo: Francesco muore quasi subito, nel 1560, lasciando vedova la sua altrettanto giovane sposa, Maria Stuarda, che viene rimandata in Scozia dove si compirà il suo triste destino (vedi nella nota alla prima parte – ndr)

Gli succede il fratello, Carlo, che diventa Carlo IX di Valois. Ma è anche lui molto debole e fragile emotivamente. Tra l’altro è solo un bambino di dieci anni. È sempre Caterina che regna e che deve affrontare un periodo molto cupo chiamato “Les guerres de religion”.

Queste guerre civili sono troppo lunghe, numerose e complesse per essere qui raccontate. Sono la conseguenza della riforma voluta da Martin Lutero (1483 – 1546) e, soprattutto, del movimento analogo creato da Calvino (1509 – 1564). Ambedue i riformatori predicavano l’austerità nella vita e nella religione.
Ben presto si affrontano in Francia gli aderenti alle due religioni, il cattolicesimo, religione del re, e la religione riformata. Anche le famiglie aristocratiche si dividono e ci sono numerosi morti: il Principe di Condé e l’Ammiraglio de Coligny tra i protestanti e i Duchi François e Henri de Guise tra i cattolici. Ai protestanti francesi è dato uno strano nome: Huguenots, dal termine Eidgenossen: confederati con giuramento.

All’inizio, la regina si mostra aperta alla Riforma. In seguito, nel corso degli anni, il suo atteggiamento diventa altalenante. Vari editti sono promulgati: alcuni a favore, altri a sfavore degli Ugonotti. Ma pressata dal papa Gregorio XIII e dal genero Filippo II di Spagna, conscia che la nuova religione minaccia l’unità e la stabilità del suo regno, Caterina – che prima aveva tentato un’ultima volta di conciliare le due fazioni sposando la sua ultima figlia, Marguerite de Valois soprannominata “Margot”, con uno dei capi protestanti, Henri de Navarre – prende la decisione di firmare l’atto di morte della nuova religione (2).

Caterina ordina dunque al re esitante di firmare l’atto del massacro. Pochi giorni dopo il matrimonio, la notte di Saint Barthélémy, il 24 agosto del 1572, la maggior parte degli Ugonotti accorsi a Parigi per il matrimonio del loro capo, riconoscibili perché vestiti tutti di nero, sono trucidati.

Carlo IX muore due anni dopo, minato non solo dalla tubercolosi ma anche dai rimorsi.
Caterina perde così un altro figlio e la Francia un altro re. Cinge allora la corona, con il nome di Henri III, il terzo figlio di Caterina, quello più dissoluto, ma anche più amato. L’instabilità non è certo terminata. Si oppongono ora due leghe, La Ligue Catholique e L’Union Protestante, con a capo, rispettivamente, il Duca di Guise e Henri de Navarre. Le due leghe non smettono di affrontarsi. Ma dopo l’uccisione, su ordine del re che teme di essere spodestato, del Duca di Guise, Parigi si rivolta contro Henri III che deve chiamare in aiuto (è quasi paradossale!) Henri de Navarre, protestante ma suo cognato!
Henri III muore comunque poco dopo, il 2 agosto 1589, e Henri de Navarre diviene re di Francia convertendosi al cattolicesimo, con la celebre frase “Parigi val bene una messa”, ed inaugurando la dinastia dei Bourbon.

E Caterina? Muore anche lei nel 1589, il 5 gennaio, ma per fortuna prima di assistere alla morte di quel figlio tanto amato, lei che aveva visto già morire cinque dei suoi discendenti.

Malgrado abbia sempre lavorato nell’interesse del regno che ereditò, sarà soprattutto ricordata per il massacro degli Ugonotti. E malgrado abbia dato tre figli alla corona di Francia, vedrà estinguersi la dinastia dei Valois.

Una grande donna ed una grande regina comunque anche se per il popolo francese fu sempre “L’Italienne” (3).

 

Note
(1) –
Isabella di Valois, personaggio dell’opera lirica di Verdi “Don Carlo”, dove con molta confusione viene chiamata a volte Elisabetta e a volte Isabella!


(2) –
Il regista francese Patrice Chéreau racconta in un modo molto realista, spiegandone bene la dinamica, questa condanna a morte nel suo film del 1994 La reine Margot, liberamente tratto dall’omonimo romanzo di Alexandre Dumas padre. Nel cast, Jean-Hugues Anglade nel ruolo di Charles IX, Pascal Greggory nel ruolo del futuro Henri III, una splendida Isabelle Adjani nel ruolo di Margot riluttante e Daniel Auteuil in quello del suo promesso sposo protestante, Henri de Navarre. A coronare questa rosa di importanti attori, Virna Lisi nel ruolo della regina, forse troppo bella, ma determinata e reale con il suo accento italiano.

(3) – E’ del febbraio 2021 l’annuncio da parte di Starz (potente canale televisivo a pagamento statunitense), di una serie su Caterina De’ Medici: “The serpent queen”. Basata sul libro “Catherine de Medici: Renaissance Queen of France” di Leonie Frieda, la serie, in otto episodi, è prodotta per Starz da Lionsgate Television. The Serpent Queen andrà in onda su Starz negli Stati Uniti e in Canada e sulla sua piattaforma di streaming internazionale Starzplay in Europa, America Latina e Giappone.

[L’Italienne (2)Fine]

Aggiornamento del 4 ottobre
Il commento di un’amica dell’Autrice
(inserito a cura della Redazione)

Quelle femme! Sa réputation en France est plus que mitigée, bien sûr, mais je suis fascinée par son opiniâtreté et son sens du réel. As tu lu sa biographie chez Fayard par Cloulas? Je l’ai retrouvée dans la maison de ma mère et l’ai lue l’an dernier
Agnès L’Hoste (una mia collega di Versailles che insegnava lettere).
[Che donna! Certo la sua reputazione in Francia è più che ridimensionata, ma io sono affascinata dalla sua tenacia e dal suo senso del reale. Hai letto la sua biografia  scritta da Cloulas? L’ho ritrovata a casa di mia madre e l’ho letta lo scorso anno]
Copertina del libro. Edito in Italia da Sansoni (aggiunta dalla Redazione)

1 commento per L’Italienne (seconda parte)

  • Maria Pia Ludovisi

    Cara Patrizia, ho letto le due puntate del tuo scritto su “L’Italienne”. Come sempre, hai delineato perfettamente nei caratteri essenziali la personalità di Caterina dei Medici. Indubbiamente figura notevolissima negli anni in cui ha regnato ed agito politicamente. Altroché figura marginale secondo la visione francese! D’altronde in quegli stessi anni le corti italiane rifulgevano per magnificenza, arte, cultura (Mantova, Ferrara…); Caterina ha diffuso in Francia quella civiltà, almeno in parte, oltre ad aver dimostrato la sua personalissima abilità politica. La dissimulazione! Sì, certo anch’io ricordo il nostro lavoro sulla “Princesse” (*). L’autrice, esplorando i due secoli ne ha fatto un capolavoro, questo sì tutto francese.

    Complimenti, Patrizia! Un bel regalo per i lettori del sito.

    (*) – Si riferisce a “La Princesse de Clèves” di Madame de La Fayette, in cui uno dei personaggi secondari era Caterina; un’analisi del romanzo (XVII secolo) cui l’Autrice del commento ha lavorato insieme a Patrizia Maccotta per una pubblicazione ad uso dei licei (Nota della Redazione).

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