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L’Italienne (prima parte)

di Patrizia Maccotta

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In due puntate la storia di Caterina de’ Medici, evidentemente molto consona all’autrice, a cavallo tra due (anche più) mondi.
La Redazione

Nel corso dei secoli, alcune donne, non molte in realtà, hanno condiviso il potere: sfilano nella mia mente Nefertiti, Livia, Agrippina Maggiore e Agrippina Minore, Aliénor d’Aquitaine, Matilde di Canossa, Isabella d’Este, Anna d’Austria e Maria Antonietta. Ma il potere restava, comunque, ben saldo, nelle mani degli uomini.

E’ ancora più esiguo il numero delle donne che il potere lo hanno tenuto stretto nelle loro mani: Cleopatra, Elisabetta I d’Inghilterra (Elisabetta II ha solo un ruolo rappresentativo), Maria Stuarda, sua rivale e cugina, Ekaterina II di Russia, conosciuta come “la grande Caterina”, la regina Vittoria ed un’altra Caterina, Caterina de’ Medici che nell’immaginario francese resterà sempre “la straniera “, ovvero “l’Italienne”.

Caterina de’ Medici assaporò il potere prima insieme al re suo marito, Henri II di Francia, poi a fianco dei suoi deboli figli che si succedettero sul trono di Francia. Ma in realtà fu lei che governò il regno. Un memorialista suo contemporaneo dipinse in questo modo la situazione: “C’était elle qui faisait tout et le Roy ne tournait pas un oeuf sans qu’elle ne fut avertie”. Strana immagine, quella di un re che gira le uova chiedendo il permesso alla regina, ma che illustra bene il ruolo di Caterina alla corte!

L’Italiana, che un pamphlet definì malevolmente “la figlia di un casato di mercanti, un’avvelenatrice, l’assassina degli Ugonotti”, ritraendola come una regina malefica, astuta, dissimulatrice, portò sulle sue spalle, per più di trent’anni, il peso di governare la Francia e dedicò la vita ad un paese che non era il suo.

L’Italia
Caterina nasce a Firenze, figlia di Lorenzo de’ Medici (non il Magnifico, ma suo nipote in quanto figlio di suo figlio Piero) e di una principessa francese offertagli in sposa dall’allora re di Francia Francesco I, bella e ricca per di più, Madeleine de la Tour d’Auvergne. È il 13 aprile 1518 (non è dunque del tutto straniera Caterina, visto che Madeleine è francese e che sposa Lorenzo nel castello di Amboise).
Lo sposo regala al re di Francia La Santa Famiglia di Raffaello e San Michele che uccide il drago, oggi nel museo del Louvre. Ma la fata che si inchina sulla culla della bambina le porta un triste dono: la morte di sua madre due settimane dopo, il 28 aprile, e la morte di suo padre a seguire, il 4 maggio. Caterina è subito orfana.

Eppure non è una favola triste. A Caterina non mancherà l’affetto. Viene subito affidata alle cure della nonna, Alfonsina Orsini, e della prozia, Lucrezia Salvati. Cresce con due dei bastardi dei Medici: Ippolito e Alessandro. Il periodo è politicamente movimentato: Francesco I e Carlo V si contendono l’appoggio del papa, Leone X (papa dal 1513 al 1521) nato Giovanni de Medici, suo zio.
Il papa che gli succede, Clemente VII, appartiene anch’esso alla famiglia dei Medici ed è figlio di Giuliano, fratello del grande Lorenzo, morto nella congiura dei Pazzi. Orfana sì, Caterina, ma con parenti potenti che vegliano su di lei.

Sappiamo che, con Ippolito ed Alessandro, la bambina passa felice, nel 1525, l’estate nella Villa di Poggio a Caiano e l’inverno a Firenze.

Paesaggio di Firenze, dove Caterina passò alcuni anni della sua infanzia (Louvre. Jean-Baptiste Camille Corot; 1835)

Due anni dopo, a causa del sacco di Roma da parte dei soldati di Carlo V e della cacciata dei Medici da Firenze, Caterina viene rinchiusa nel convento di Santa Lucia per essere protetta.

A undici anni, viene condotta a Roma dove, sempre con Ippolito ed Alessandro, vive a Palazzo Madama. L’estate si svolge non lontano, sul Monte Mario, nella villa che Giulio Romano ha costruito sui disegni di Raffaello.
In quel periodo si formano la sua intelligenza ed il suo senso artistico. Ippolito ambisce alla sua mano… soprattutto per interesse…
Ma Clemente VII ha altre ambizioni per la fanciulla e costringe Ippolito a diventare prelato. Promette invece Caterina al figlio di Francesco I, Henri II d’Orléans, della dinastia dei Valois.

Caterina è infatti in età da marito: ha ormai tredici anni. Antonio Soriano, un inviato veneto, la descrive così: “È piccola di statura e magra. I suoi tratti non sono fini e ha gli occhi sporgenti come la maggior parte dei Medici”. Non si può certo dire che è un adulatore. In quel periodo le vengono fatti alcuni ritratti ufficiali: Sebastiano del Piombo lascia un suo dipinto incompiuto negli appartamenti privati del papa. Quando Caterina ritorna a Firenze il giovane Giorgio Vasari la dipinge a grandezza naturale e di profilo per inviare il suo ritratto a Henri.
In quel periodo la fanciulla è allegra e partecipa a tutte le feste. Il futuro le sorride.

Ed è così che, vestita di seta e di pizzi, coperta dai numerosi gioielli regalati dal papa, con una enorme collana di perle al collo (1) Caterina, salpando da Porto Venere, lascia per sempre l’Italia dopo averne attraversato la grande storia ed il fermento artistico. È il 6 settembre del 1533. L’anno della nascita di Elisabetta, futura regina d’Inghilterra.

Ritratto del papa Clemente VII, di Sebastiano del Piombo; 1526

La Francia
Arrivata a Villefranche, la futura sposa aspetta Clemente VII per salpare verso Marsiglia. Il 13 ottobre sono raggiunti da Francesco I e dalla regina Eleonora. Caterina conosce finalmente Henri; hanno ambedue quattordici anni. Il matrimonio ha luogo il 28 ottobre.

Il matrimonio di Caterina de’ Medici ed Enrico di Valois. Affresco del Vasari (1550)

Il concetto di ‘privato’ non esisteva in assoluto, in quei tempi; figuriamoci per i reali! Il re si assicura, con la sua presenza, che il matrimonio sia consumato e commenta: “Chacun d’eux se montra vaillant à la joute” (Ognuno di loro si mostrò valoroso nel torneo)!

Un anno dopo, la morte del papa vanifica l’alleanza portata da quel matrimonio tra i Medici e il re di Francia.

Ormai Caterina è sola in quella corte straniera. Raggiunge Parigi il 9 febbraio 1534. Henri aveva, seppure molto giovane, già scelto la dama del suo cuore: Diane de Poitier che pur avendo diciassette anni più di lui rimarrà per tutta la vita il suo grande amore. Caterina è comunque accolta bene dalla famiglia reale e partecipa, come in Italia, a feste, mascherate e balli. Ritrova la bellezza del rinascimento italiano nel castello di Fontainebleau costruito da Gilles Le Breton, il castello preferito di Francesco I.

Francesco I di Francia, amato e stimato suocero di Caterina de’ Medici (Louvre). Da lui Caterina apprese il senso di maestà regale, che cercò di trasmettere ai figli

La morte improvvisa del delfino Francesco rende Henri, suo fratello minore, il prossimo re di Francia; questo luttuoso evento aumenta moltissimo il prestigio della sua posizione in quanto futura regina.

Caterina de’ Medici, dipinta da Corneille de Lyon (1536). Il ritratto è considerato una delle più fedeli rappresentazioni della regina

Francesco I è sensibile alla vivacità della fanciulla che caccia con lui orsi e cinghiali, cavalcando in un modo sconosciuto allora in Francia, “all’amazzone”, col piede sinistro in una staffa. L’appoggio del piede permette di andare più veloci, al pari degli uomini, e questo le consente di cacciare a fianco del re. Caterina conosce il latino, il greco e la geografia. Si interessa agli astri. Quando sarà regina farà costruire una torre di osservazione che è l’unica parte del suo palazzo che sussiste oggi a Parigi nel quartiere delle Halles. Ama la musica e la poesia. E’ allegra, duttile e paziente. Sa, e saprà sempre, dissimulare le sue emozioni, soprattutto la sua gelosia verso Diane de Poitier.

Caterina, dipinto su tavola di legno, XVI secolo

D’altronde Francesco I ama molto l’Italia della quale cerca di ricreare l’atmosfera di bellezza artistica nella regione della Loira facendo costruire numerosi castelli non più fortificati. Non è un caso se Leonardo da Vinci morì nel maniero di Clos-Lucé, nel 1519, presso il castello di Amboise.

Unico neo nella sua vita, l’attesa di ben dieci anni per dare un erede al trono. Ma dopo il primo figlio, chiamato Francesco e nato il 19 gennaio 1544, rimane subito incinta di altri dieci figli (ne sopravvissero sei) accontentando pienamente la corona!

La torre astronomica di Caterina, unico elemento del suo palazzo rimasto in piedi. Nel quartiere parigino de Les Halles

Nota
(1)
Quelle perle ebbero una storia movimentata: la stessa Caterina le regalò a Maria Stuarda giovane sposa di suo figlio primogenito divenuto, alla morte del padre, Francesco II di Francia. Rimasta vedova dopo poco più di due anni di matrimonio, Maria ritornò in Scozia portandosi la collana. Alla sua morte, le perle furono prese, senza vergogna, da sua cugina Elisabetta I d’Inghilterra che la fece uccidere. Tre donne di potere portarono al collo la stessa collana!

[L’Italienne (1)Continua]

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