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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

La poesia della vita

di Luciano Bernardo

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Qualche volta, gli incontri belli, quelli che ti emozionano, avvengono in maniera del tutto casuale e imprevedibile. Così quando l’amico Gianni – che non è biologo, ma si sa, chi va con lo zoppo… – mi ha mostrato quell’astuccio ovarico di razza, ho pensato a un ritrovamento interessante ma certo non straordinario.
Ancora non sapevo che la vera sorpresa era ben altra e l’ho capito quando mi ha indicato quel minuscolo esserino.
– È uscito dalla capsula – dice.


Non ci potevo credere! Era un polpo. Trasparente e grande quanto un’unghia, ma completamente formato, con le otto braccia, le ventose e due grossi occhi. Aveva appena terminato il suo periodo di vita planctonica (circa 6-8 settimane) ed era sceso sul fondo dove aveva trovato rifugio all’interno di quella teca ovarica.
Una meraviglia che sarei rimasto ore a osservare, ma ovviamente era urgente rimetterlo subito in acqua. Imprevedibilmente, anziché immergersi, si aggrappa alla macchina fotografica.
Giusto il tempo per fotografarlo (col cellulare) e poi è scomparso nel blu.
Ciao polpetto, speriamo che te la cavi.

Nota della Redazione

Sempre di Luciano Bernardo abbiamo pubblicato nel marzo 2020 un bell’articolo su stranezze varie spiaggiate dalle onde, tra cui appunto, un astuccio ovarico di razza (leggi qui):

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