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Cósete ll’anema

di Francesco De Luca

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Cuciti l’anima… (traduzione in italiano dell’espressione dialettale, molto più avvincente e coinvolgente) cosa vuol dire?
Beh… cosa vorrà dire è espressione più appropriata perché non c’è una spiegazione autentica. Ce ne sono tante. A me viene più immediata questa: cucirsi l’anima… renderla impermeabile, refrattaria, chiusa, impenetrabile.
A cosa?
Alla comprensione, all’accoglienza, alla condivisione.

Si chiude l’animo. E qui non è implicato soltanto il raziocinio ma anche il sentimento. Perché la razionalità, propria degli umani, ha una radice nel ‘logos’, ovvero la correlazione intransigente fra i fatti e un’altra radice nel ‘pathos’, ovvero nel sentimento.

La scienza, quella derivante dall’epistemologia (episteme) riceve certezza dalla comunità scientifica, che si avvale dell’esperimento per ripetere i fenomeni e da essi trarre leggi. Ma la conoscenza personale, del singolo, espressa in una opinione è carica, oltre che di raziocinio, anche di sentimento [leggasi l’interessante ‘Lo strano ordine delle cose’, di Antonio Damasio (1)].

In quanto così commista, ogni espressione dell’anima è inficiata di sentimento, e come tale ha una sua oggettività (non assoluta) e una sua inclinazione (affettiva).
Chiudere l’animo allora può significare trincerarsi dietro il consueto, il ripetitivo, lasciarsi andare all’ovvio. Seguire formule ripetute degli slogans, delle battute politiche, delle frasi ad effetto. Può voler dire rifiutare i legami logici intercorrenti fra i fatti e i loro significati, così come tagliare ogni cordone col proprio senso morale, e interdirsi il piacere delle proprie scelte.
Con l’anima cucita c’è sociabilità non socialità, c’è convivenza non compartecipazione.

Ho affrontato questo argomento in vista del periodo stagionale che noi ponzesi andiamo ad affrontare. Dopo il delirio estivo, il mutismo invernale.
Che gli animi siano aperti e non cuciti!

(1)‘Lo strano ordine delle cose’, di Antonio Damasio ; Adelphi – Biblioteca Scientifica, 59 2018, 6ª ediz., pp. 352).

Risvolto di copertina del libro citato (dal sito web della Adelphi):

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