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Settembre 1939. L’invasione nazista e sovietica della Polonia: l’eccidio di Katyn

di Fabio Lambertucci

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– Questa breve nota storica vuole ricordare il tragico destino della Polonia che nonostante il grande tributo di sangue versato nella guerra contro Hitler finì poi nel dopoguerra sotto il dominio dell’Unione Sovietica.
– A seguito del Patto di non aggressione tra la Germania nazista e l’Unione Sovietica, il 17 settembre 1939 l’Armata Rossa invase la Polonia dal confine orientale. Più di 22.000 ufficiali polacchi vennero catturati e deportati in campi di prigionia. Nell’aprile 1943 i tedeschi, che occupavano il territorio sovietico, scoprirono nella foresta di Katyn i corpi di migliaia di ufficiali e soldati polacchi uccisi con un colpo alla nuca. 

Fossa comune a Katyn

Com’è noto i protocolli segreti del Patto di non aggressione tedesco-sovietico Ribbentrop-Molotov (i due ministri degli Esteri) dell’agosto 1939 prevedevano la spartizione della Polonia tra la Germania di Adolf Hitler (1889-1945) e l’Unione Sovietica di Stalin (1878-1953).
Il Patto spianò la strada a Hitler per l’invasione della Polonia occidentale il 1° settembre 1939; così a sua volta anche l’Unione Sovietica il 17 settembre, senza dichiarazione di guerra, invase quella orientale, dopo aver occupato anche le tre piccole repubbliche dell’Estonia, della Lettonia e della Lituania che persero così la loro indipendenza (1).

La Polonia dopo la seconda Guerra Mondiale. Linea Curzon, che definisce i territori polacchi orientali annessi dall’Unione Sovietica dopo il 1945 e gli ex territori tedeschi annessi alla Polonia

La Gran Bretagna, con la Francia, il 3 settembre aveva dichiarato guerra alla Germania però, sostiene la storica britannica Anita J. Prazmowska, docente di Storia internazionale alla London School of Economics and Political Science: “Lungi dall’essere una politica attentamente calcolata, la situazione si sviluppò in maniera tale che il premier britannico Neville Chamberlain (1869-1940), con un debole segretario agli Affari esteri, Lord Halifax (1881-1959), non poté esimersi finalmente dal fare qualcosa. La decisione fu raggiunta in maniera tortuosa e sbagliata, perché venne dichiarata guerra ben sapendo che l’intenzione non era di difendere la Polonia, bensì di far comprendere alla Germania l’inaccettabilità del suo comportamento”.
Per questo non venne dichiarata guerra anche all’Unione Sovietica. Britannici e francesi infatti ritenevano in fondo i territori della Polonia orientale, assegnati vent’anni prima dal Trattato di Versailles alla Seconda Repubblica di Polonia, etnicamente non polacchi e sarà unicamente per aver attaccato la Finlandia il 30 novembre 1939 che l’Unione Sovietica verrà espulsa il 14 dicembre dalla Società delle Nazioni.
L’Unione Sovietica, così giustificata, poté attuare indisturbata nella Polonia orientale quasi la stessa politica repressiva della Germania in quella occidentale, come scrive nel 1995 il grande storico francese François Furet (1927-1997) nel suo libro-saggio, “Il passato di un’illusione” (2): “Nell’est della Polonia gli uomini della Nkvd (polizia politica segreta sovietica, ndr), che stavano dietro l’Armata Rossa, fanno un po’ la stessa cosa delle sezioni delle SS che stanno dietro la Wehrmacht: liquidano o deportano le élite polacche e tutto quanto può assomigliare a potenziali avversari”. Tanto che, in gran segreto e a sangue freddo, tra l’aprile e il maggio 1940 circa 22.000 cittadini polacchi, in maggioranza ufficiali prigionieri, vennero uccisi per ordine di Stalin e del ministro dell’Interno Lavrentij Berija (1899-1953) e sepolti in fosse comuni nella foresta di Katyn, vicino a Smolensk, in Russia.

Nel 2007 il grande regista polacco Andrzej Wajda (1926-2016) ha girato il bel film drammatico “Katyn”, Globo d’Oro 2009 come miglior film europeo e nomination Oscar 2008 come miglior film straniero, racconto della menzogna creata dal regime comunista per costringere la Polonia a dimenticare questo eccidio, nel quale fu vittima anche suo padre Jakub.

Il regista polacco Andrzej Wajda

Scena del film ‘Katyn’ (2007)

Quando, dopo l’invasione nazista dell’Unione Sovietica nel giugno 1941, i generali polacchi Wladyslaw Anders (1892-1970) e Wladyslaw Sikorski (1881-1943), primo ministro del Governo polacco in esilio a Londra, richiesero nel dicembre 1941 a Stalin in persona gli ufficiali prigionieri per destinarli al 2° Corpo d’Armata polacco (che combatterà valorosamente con gli Alleati occidentali in Medio Oriente e in Italia a Montecassino, ad Ancona, in Romagna e a Bologna), il dittatore sovietico tergiversò inventando patetiche scuse.

Il generale e primo ministro della Polonia, Wladyslaw Sikorski

Inoltre il 13 aprile 1943 l’annuncio tedesco della scoperta dell’eccidio pose il Governo britannico di Winston Churchill (1874-1965), ora alleato di Stalin, in gravissimo imbarazzo con i polacchi e la pretesa di verità del generale Sikorski determinò la rottura dei rapporti diplomatici del suo Governo con il Cremlino.

Il gen. Sikorski (secondo da sinistra) con il premier britannico Winston Churchill e il generale francese De Gaulle

Poco dopo sorte volle che il primo ministro polacco perisse in un incidente aereo a Gibilterra il 4 luglio 1943 (nel 2014 un’inchiesta storica ha stabilito che si trattò realmente di una avaria dell’aereo poiché era stato ipotizzato lo zampino della celebre spia inglese al servizio dei sovietici, Kim Philby, all’epoca capo dell’Intelligence britannica proprio a Gibilterra). Nel febbraio 1945 a Yalta Churchill, pur apprezzando il contributo militare polacco alla guerra contro Hitler, abbandonò di fatto la Polonia a Stalin e per di più i sovietici al processo di Norimberga accusarono del massacro di Katyn i gerarchi nazisti che vennero però assolti.

Su quella strage sovietica degli ufficiali polacchi venne così creata nella Polonia, ormai comunista, una congiura della menzogna, ben raccontata dal film di Wajda, che durerà fino alla conclusione della Guerra fredda. Solo nel 1989 infatti il presidente sovietico Mikhail Gorbaciov ammetterà l’esistenza delle clausole segrete del Patto del 1939 e l’anno seguente la responsabilità dell’eccidio di Katyn, porgendo finalmente scuse ufficiali alla Polonia.

Bibliografia
1) – Robert Conquest, Stalin, 1991, Mondadori, 2002.
2) – François Furet, Il passato di un’illusione. L’idea comunista nel XX secolo, Mondadori, 1995.

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