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Sappiamo tutti cos’è la povertà educativa?

Proposto dalla Redazione

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Riceviamo da CSV Lazio – Centro di Servizio per il Volontariato e volentieri pubblichiamo, approfittando dell’occasione per approfondire il problema della “povertà educativa”

Patto di territorio per il contrasto alle povertà educative
Provincia di Latina

12 settembre 2021 ore 17.00 – 19.00 Anfiteatro Piazza De Gasperi Fondi
nell’ambito della manifestazione dell’associazione Progetto Cuore

CSV, CEMEA, UNICAS

e i partner dei Progetti Tutti a Scuola e Radici di Comunità, selezionati dall’Impresa Sociale Con i Bambini a valere sul Fondo per il contrasto della povertà educativa, lasciano il testimone al territorio per agire nel presente guardando al futuro e alle nuove generazioni e invitano le associazioni coinvolte alla sottoscrizione del patto di territorio per il contrasto alle povertà educative della provincia di Latina.

A breve invieremo locandina dell’evento e programma della giornata.

Chiediamo di dare un gentile cenno di adesione rispondendo a questa mail per garantire l’organizzazione della giornata nel rispetto della normativa anti Covid
Vi aspettiamo numerosi
Cordialmente

Mariarosaria Scognamiglio
Stefania Di Renzo

Casa del Volontariato di Formia
Via Lavanga, 140 – 04023 Formia (LT)
cell. 348.7137972 – 348.7137971
sudpontino@csvlazio.org

La povertà educativa è definita dall’organizzazione come “la privazione da parte dei bambini e degli adolescenti della possibilità di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire liberamente capacità, talenti e aspirazioni”. Questa deprivazione comporta un grosso limite allo sviluppo di competenze cognitive, relazionali e sociali, fondamentali per il benessere futuro, per il successo nel mondo del lavoro e per una partecipazione attiva nell’economia e nella società delle giovani generazioni. I dati raccolti da Save the Children tengono conto di diversi indicatori quali i tassi di dispersione scolastica, i risultati sulle competenze scolastiche OCSE PISA (1), il contesto educativo e culturale offerto dal territorio attraverso la partecipazione dei ragazzi ad attività ricreative, sportive e culturali extra-curriculari. L’analisi dei dati mette in evidenza sia il legame a doppio filo tra povertà economica delle famiglie e povertà educativa dei figli, sia la trasmissione intergenerazionale dello svantaggio socio-economico e culturale.

In Italia, secondo le rilevazioni OCSE PISA; il 24,7% degli alunni di 15 anni non supera il livello minimo di competenze in matematica e il 19,5% in lettura, posizionandosi tra i “low achievers” nella classifica dei paesi OCSE. I risultati variano però notevolmente in base alle seguenti variabili:

  • Status socio-economico e culturale della famiglia: povertà economica e povertà cognitiva sono variabili interdipendenti. Chi vive in contesti disagiati ha più difficoltà a raggiungere i livelli minimi di competenza in matematica e lettura, rispetto ai compagni che vivono in migliori condizioni socio-economiche. Allo stesso tempo chi dispone di livelli di istruzione molto bassi fa fatica a trovare un lavoro ben remunerato ed avanzare nella scala sociale. Questa situazione favorisce il perpetrarsi del circolo vizioso dello svantaggio.
  • Area geografica: gli adolescenti provenienti da famiglie svantaggiate del sud o delle isole mostrano risultati nettamente inferiori rispetto a quelli che abitano al nord (i ragazzi che non raggiungono le competenze minime si attestano tra il 26,2% e il 31,2% al nord, 44,2% al sud e 41,9% nelle isole).
  • Stimoli ricreativi e culturali: i ragazzi che non hanno fatto sport, letto libri, non sono andati a concerti, a teatro, non hanno visitato musei e siti archeologici hanno conseguito risultati inferiori rispetto ai coetanei che hanno svolto attività ricreative, culturali e sportive.
  • Fattori relazionali: molti adolescenti che si sentono outsider a scuola hanno punteggi sotto la soglia minima.
  • Genere: le ragazze mostrano risultati inferiori rispetto ai loro compagni maschi in matematica e punteggi superiori in lettura.
  • Origine migrante: il 41% dei minori non nati in Italia non raggiungono la soglia minima di competenze in matematica e lettura, mentre per i ragazzi di seconda generazione, la percentuale scende al 31% in matematica e al 29% in lettura (la percentuale per i ragazzi non migranti è al 19% per matematica e 15% in lettura). La situazione dei ragazzi con origine migrante peggiora notevolmente per i residente al sud e isole.

Gli obiettivi di Save the Chidren

Secondo Save the Children eliminare la povertà educativa e spezzare le catene della diseguaglianza tra minori sono obiettivi possibili. Per riuscirci, è fondamentale l’impegno e il coinvolgimento di attori chiave quali istituzioni, associazioni, università, comunità locali e gli stessi ragazzi.
Per dare avvio al processo, Save the Children ha individuato 3 obiettivi principali – con relativi sotto-obiettivi aventi target temporali di breve termine (2020) e di medio termine (2030)-, per “illuminare il futuro” dei ragazzi in Italia ed eliminare la povertà educativa entro il 2030:

  1. Apprendimento e sviluppo: tutti i minori devono poter apprendere, sperimentare, sviluppare capacità, talenti ed aspirazioni.
  2. Offerta educativa: tutti i minori devono avere accesso a un’offerta educativa di qualità.
  3. Eliminare la povertà minorile
    I singoli punti, sono ulteriormente sviluppati nel lavoro citato in BibliografiaNdr (2) 


Note e Bibliografia

(1) – PISA (Programme for International Student Assessment) è un’indagine internazionale promossa dall’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) con periodicità triennale per accertare le competenze dei quindicenni scolarizzati.
(2) – https://www.secondowelfare.it/primo-welfare/inclusione-sociale/strategie-di-contrasto-alla-poverta-educativa/

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