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Una giornata per l’ex carcere di Ventotene

a cura della Redazione

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Ex carcere S. Stefano/Ventotene, Castaldo: Presto una Conferenza di alto livello sulla promozione dei diritti umani

Ripreso integralmente AG cult – Agenzia giornalistica del 2 settembre 2021 https://agcult.it/

I rappresentanti delle più importanti istituzioni europee in vista all’ex carcere borbonico di Santo Stefano/Ventotene. La Commissaria Silvia Costa: A breve l’avvio di importanti progetti pilota

Da sinistra, il vicepresidente del PE Massimo Castaldo, la Commissaria di Governo per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano Silvia Costa, l’europarlamentare Domenec Ruiz Devesa

Il 30 agosto, a solo un giorno di distanza dalla visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella a Ventotene, la Commissaria Straordinaria di Governo Silvia Costa si è recata in visita all’ex carcere borbonico di Santo Stefano insieme a Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo con delega a diritti umani e democrazia, Domenec Ruiz Devesa, parlamentare europeo e relatore sull’Educazione civica europea, Gerardo Santomauro, sindaco di Ventotene, Francesco Tufarelli, direttore generale Ufficio coordinamento Politiche dell’Unione europea al Dipartimento per le Politiche europee della Presidenza del Consiglio e a Paolo Cutolo, direttore della Biblioteca Comunale di Ventotene.
Durante l’incontro, la Commissaria ha lanciato la proposta di un’alleanza con il Parlamento europeo attraverso un progetto pilota ispirato ai valori fondanti della democrazia, del rispetto dei diritti umani e dell’educazione civica, in linea con la Costituzione europea. La proposta è stata subito raccolta da Massimo Castaldo: “Quest’anno, al campus di San Nicolò a Venezia, si è tenuto un grande evento sullo stato dei diritti umani nel mondo. Sarebbe bello, appena ve ne saranno le condizioni, organizzarne uno qui a Santo Stefano, per il forte richiamo che questo luogo simbolico ha. Un sito del genere – ha proseguito il Vicepresidente del PE – si presterebbe in modo eccezionale a questo fine. Farò da trait d’union per portare qui una conferenza di alto livello, che potrà diventare ricorrente, su iniziative di promozione dei diritti umani”. “Tutto questo si sposa con la visione che sta nascendo: Ventotene e Santo Stefano sono due facce della stessa medaglia. L’Europa non sarebbe Europa senza diritti umani” ha sottolineato Gerardo Santomauro, Sindaco di Ventotene.

Silvia Costa ricorda che il progetto di recupero dell’ex carcere borbonico nasce nel 2016 (con l’allora premier Matteo Renzi e il ministro della Cultura Dario Franceschini): “Abbiamo rimesso in moto un processo. Il progetto nasce dal restituire questo complesso architettonico, che ha un valore storico, politico, simbolico e culturale, alla comunità non solo locale ma anche europea e internazionale”. Un progetto, sottolinea la Commissaria, che “non può che essere integrato con l’isola di Ventotene. Santo Stefano è un luogo diverso, ma complementare: un luogo che per 170 anni è stato un duro carcere che nasce da una concezione illuministica che vogliamo recuperare, un luogo che evoca diritti umani, anelito alla libertà e filosofia penitenziaria, insieme alla parte storico-culturale molto importante”.
L’idea è di realizzare a Santo Stefano un centro internazionale di studi sulla pena e un percorso museale espositivo partendo dalle storie delle persone che vi sono state detenute. C’è poi l’aspetto ambientale, di sostenibilità e rivolto al Mediterraneo e il tema della produzione culturale e artistica. Il futuro di Santo Stefano è sicuramente “non isolato da Ventotene”, prosegue Silvia Costa spiegando il lavoro portato avanti su 4 “c”: contenitore, contenuti, comunità e contesto.

Quello di recupero dell’ex carcere borbonico è “un progetto di capitale importanza perché la cultura europea si è plasmata anche in alcuni luoghi simbolo – sottolinea Massimo Castaldo a margine della visita -. Santo Stefano ha una complementarità con l’Isola di Ventotene nella quale si è andata a esplicare la pars costruens di una visione federalista. Insieme le due isole possono dare un importante segno di commemorazione del passato e uno slancio per l’Europa del futuro: non c’è luogo migliore per portare avanti incontri di alto livello che mettano al centro i diritti umani. Questo deve diventare un grande luogo di attrazione anche per la gioventù europea”.
“Sono molto felice di essere per la prima volta qui e sono disponibile a sostenere le iniziative per trasformare il vecchio carcere di Santo Stefano in un centro di formazione europea e di studi per la questione delle pene e delle detenzioni”, afferma l’europarlamentare Domenec Ruiz Devesa.

La settimana dedicata alla celebrazione dell’80°anniversario del Manifesto di Ventotene prosegue con una serie di importanti appuntamenti politici e culturali, da cui uscirà sempre più rafforzata la dimensione europea di Ventotene e Santo Stefano, mentre il progetto di recupero dell’ex carcere, in linea con il cronoprogramma, vede a breve l’assegnazione della gara per i lavori di messa in sicurezza (il cui avvio operativo del cantiere è previsto a fine ottobre), mentre è ancora aperto il Concorso Internazionale di progettazione architettonica, lanciato lo scorso 30 giugno da Ventotene.

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