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Oggi 21 agosto. 4 anni dal terremoto di Ischia

di Giuseppe Luongo, segnalato da Giuseppe Mazzella di Rurillo

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4 anni dal terremoto di Casamicciola e nessun piano di ricostruzione.
Non si deve ricostruire al Majo.

Casamicciola – Terremoto 21 agosto 2017
Oggi è l’anniversario del terremoto di Casamicciola del 21 agosto 2017. Dopo 4 anni dall’evento cosa è stato prodotto per l’area terremotata?
Esiste il Piano di ricostruzione?
Se si intendesse ricostruire nell’area epicentrale (zona rossa) si è consapevoli che il futuro terremoto colpirà con elevata probabilità lo stesso territorio?
Come si intenderebbe costruire nell’area di massimo rischio?
Sono stati valutati i costi ?
Non sarebbe opportuno scegliere un’area più sicura?

La sismicità dell’isola d’Ischia mostra le seguenti caratteristiche: superficialità dei terremoti, elevata intensità, moderata magnitudo; i terremoti non sono generati da una struttura tettonica regionale ma da una struttura locale; la sismicità attuale si sviluppa durante una fase di subsidenza dell’Isola; la storia sismica di Ischia mostra due distribuzioni spaziali, prima e dopo il XIV secolo; la prima può essere attribuita all’azione di una sorgente magmatica in pressione (laccolite) che termina con l’eruzione dell’Arso del 1301; la sismicità precedente al XIV secolo interessa tutta l’Isola, anche se tale risultato ha un’attendibilità modesta; la sismicità successiva al XIV secolo è localizzata lungo il versante settentrionale del massiccio del Monte Epomeo, secondo una stretta fascia che si sviluppa da Piazza Bagni a Fango-Crateca, attraverso Majo. La genesi del terremoto del 21 agosto 2017 è attribuito al carico del Monte Epomeo che scivola a sud e ruota verso nord, lungo faglie listriche che immergono a sud ed emergono a nord dell’Epomeo dove sono collocati gli epicentri storici e l’epicentro macrosismico del terremoto del 21 agosto 2017. L’epicentro strumentale del terremoto del 21 agosto 2017 è a sud di quello macrosismico e così, per analogia, si può dedurre che gli epicentri macrosismici siano collegati all’emergenza della faglia lungo la quale scivola l’Epomeo.
La profondità ipocentrale è inferiore a 2 km in quanto l’elevato gradiente termico limita lo strato sismogenetico ad uno spessore di circa 2 km, dove si ha la transizione delle condizioni fisiche delle rocce da fragile a duttile, dove gli sforzi tettonici agenti non producono fratture e quindi terremoti, ma deformazione viscosa; tutti gli elementi strutturali indicati sono a sostegno di una condizione di stazionarietà spaziale della sismicità dell’Isola.
Questo scenario mostra che le condizioni strutturali capaci di generare terremoti nell’Isola, nell’attuale fase di subsidenza, sono confinate nella fascia pedemontana di Casamicciola-Lacco.
Pertanto tale condizione, unitamente alla contenuta dimensione dell’area a rischio elevato (circa 2 km2) suggeriscono di rendere tale area indisponibile per la ricostruzione dell’insediamento di Casamicciola alta e individuare un sito a più basso rischio. L’area indisponibile può essere destinata alla realizzazione di un Parco Scientifico-Naturalistico dove realizzare un Centro Internazionale di Ricerca per la mitigazione del Rischio Sismico.

Nota della Redazione
Il professor Giuseppe Luongo è sismologo e divulgatore scientifico, docente emerito di Geofisica della terra solida presso l’Università di Napoli Federico II, già direttore dell’Osservatorio Vesuviano, autore di saggi pregevoli su vulcanesimo e terremoti

 

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