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‘Caesar’ di Antonella Prenner stasera al Ponza Summer Festival

di Luisa Guarino

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Giornate fitte di appuntamenti al Summer Festival 2021 di Ponza, che questa sera alle 22 alla Caletta del Porto ospita la storica Antonella Prenner con il suo ultimo libro “Caesar”, Rizzoli Editore. L’autrice dialogherà con Luca Calselli dell’Associazione Ri-Gymnasium, che organizza l’evento: l’incontro sarà aperto dai saluti istituzionali dell’assessore alla cultura del Comune di Ponza, Gennaro Di Fazio. Particolarmente intrigante la frase che appare sulla locandina: “Dietro l’uomo che ha cambiato il destino di Roma c’è la donna che lo ha amato per tutta la vita”. L’opera di Prenner infatti descrive “la vita e le opere” di Giulio Cesare da un punto di vista femminile, quello di Servilia, la donna che tra le tante forse ha amato di più, e che forse gli ha dato quel figlio, Giunio Bruto, il congiurato che Cesare colpito a morte apostrofa con la celeberrima frase “Brute, tu quoque, fili mi”. Ma la vicenda è controversa.


Antonella Prenner, 47 anni, madre di Lecce e padre tedesco, insegna letteratura latina all’Università Federico II di Napoli, e da vent’anni è impegnata nella ricerca: “Caesar” è la sua seconda opera, dopo “Tenebre” del 2018. Per le fonti si è servita di Svetonio e di Plutarco, nonché dei testi dello stesso Cesare che rappresentano la sua voce, mentre per quelle greche di Cassio Dione e Appiano.
L’arco di tempo che la scrittrice ha preso in esame va dal 49 a.C., quando Cesare attraversa il Rubicone scatenando la guerra civile, fino alla sua morte, nel 44 a.C. Cinque anni fitti di avvenimenti, in cui Servilia gli è spesso vicino: il tradimento degli alleati, la fedeltà dei legionari, amori e adultèri hanno una forte presa sul lettore, e rendono il racconto di oltre duemila anni fa sorprendentemente vicino e attuale.


“La letteratura è sempre stata scritta da uomini – ha affermato Prenner in una recente intervista -: e le donne non emergono più di tanto. Ho scelto un taglio narrativo per restituire alla consapevolezza del nostro tempo la memoria di queste donne”. Servilia è una bella e spregiudicata aristocratica, sorella di Catone l’Uticense, moglie di due personaggi illustri, amica di politici influenti. Una figura rimasta finora nell’ombra che incuriosisce parecchio, e della quale dopo l’incontro di stasera sapremo certamente di più.

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