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La posta dei lettori. Una richiesta

a cura della Redazione

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Riceviamo dal sig. Giorgio Pirone e volentieri pubblichiamo questo appello

Gentile redazione, mio suocero ha fatto l’accademia militare esercito di Modena nel 1953 con un ponzese che si chiamava Silverio Finelli che all’ epoca aveva circa 20 anni.
Mio suocero Raoul Franzese vorrebbe avere notizie sul vecchio commilitone.
Mi potete aiutare? Grazie.
Giorgio Pirone

Giriamo la richiesta ai nostri lettori e soprattutto ai nostri compaesani. Analoghi appelli in passato il più delle volte sono stati fruttuosi. Ci auguriamo che lo sia anche questa volta. Eventuali notizie possono essere indirizzate a info@ponzaracconta e sarà nostra cura parteciparle all’interessato.

19 agosto – Una prima risposta, da parte della Redazione (cfr. Commento)
LA foto che non è possibile allegare in commenti (cliccare per ingrandire):

La foto ritrae il dr. Silverio D’Atri in divisa da segretario del fascio (forse si tratta di una commemorazione: 4 novembre o la “festa della Madonna dell’uva” che allora si celebrava, come suggerisce Silverio Mazzella); dietro di lui si scorge il maestro Valiante, seguito dalla guardia municipale Finelli con lo stendardo del Comune. La foto fu scattata alla Punta Bianca – si nota il palazzo di Clorinda, allora sede municipale, con lo stemma del Comune sull’ingresso ed una lapide a sinistra, di cui purtroppo non è possibile leggere l’epigrafe

 

1 commento per La posta dei lettori. Una richiesta

  • La Redazione su Finelli

    Intanto, per le ricerche di ogni tipo il sito si dimostra una miniera inesauribile di informazioni. Così anche digitando – Finelli – nella funzione “Cerca nel sito” viene fuori un Alberto Finelli, guardia municipale a Ponza verso la fine del periodo fascista e nel dopoguerra, passato alla storia – se si può dire – per un sapido alterco con Sophia Loren (quando ancora si chiamava Sofia Lazzaro)
    – Signorina, ma lo sa che non si può circolare con il costume a due pezzi?
    Di qui la risposta: – Quale pezzo debbo togliere?
    Ed altre storielle
    Michele Rispoli, in “Storielle ponzesi in pillole. Finelli

    Di Finelli abbiamo anche una foto, in un articolo di Rita Bosso sul dott. Silverio D’Atri.
    FOTO (nell’articolo di base)
    La foto ritrae il Dr. Silverio D’Atri in divisa da segretario del fascio (forse si tratta di una commemorazione: 4 novembre o la “festa della Madonna dell’uva” che allora si celebrava, come suggerisce Silverio Mazzella); dietro di lui si scorge il maestro Valiante, seguito dalla guardia municipale Finelli con lo stendardo del Comune.
    La foto fu scattata alla Punta Bianca – si nota il palazzo di Clorinda, allora sede municipale, con lo stemma del Comune sull’ingresso ed una lapide a sinistra, di cui purtroppo non è possibile leggere l’epigrafe

    Un altro tassello viene da un articolo di Tonino Esposito, che rievoca il passaggio per Ponza dei militari americani il giorno prima dello sbarco di Anzio. Tonino racconta di militari americani che lui bambino vedeva nel cortile sotto casa di sua nonna, “dove abitava prima Finelli”.
    Ma stiamo parlando sempre di Alberto Finelli, padre del Silverio di cui chiede il lettore

    Riceviamo informazioni fondamentali da una telefonata in Redazione di Mimma Califano che ci permette di ricostruire la famiglia.
    Da Alberto Finelli e Maria Farese nascono Anna e Silverio. Anna muore ancor giovane per gli eventi legati ad una gravidanza complicata. Silverio va all’Accademia Militare. Fa notare Mimma che se nel 1953 aveva vent’anni, adesso ne avrebbe 88.
    L’ultimo ricordo che ne ha è intorno alla fine degli anni ’60 – inizio anni ’70), quando Silverio venne a svuotare la casa paterna, che non era di proprietà, proprio a fianco alla sua, a Sant’Antonio, sulla salita Croce. Ebbe l’impressione in quell’occasione che fosse alquanto amareggiato e comunque non particolarmente amante di Ponza. Non si sa se ci sia mai più tornato.
    Poi ne sono perse le tracce; probabilmente seguì le varie destinazioni cui era destinato dalla struttura militare. Per un periodo probabilmente a Salerno, dove studiava un figlio.
    Forse altre informazioni sono reperibili nella piccola cappella di famiglia, su al Cimitero, che la mamma Maria Farese aveva fortemente voluto, “per sé e per i suoi” – dice Mimma -, dislocata sullo slargo di fronte al “Cappellone” (vista sui faraglioni della Madonna).

    Questo abbiamo raccolto finora. La ricerca può continuare.

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