Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

‘Sti figli

di Francesco De Luca

 

I figli sono la ricchezza della casa. Così si sentenziava in anni lontani.

La famiglia era l’insieme di individui di tre generazioni: nonni, genitori e figli. Il lavoro dava la sussistenza, e la manodopera era l’asse di trasmissione fra le necessità giornaliere e la fonte del guadagno.

Ricchezza, non solo economica, i figli, ma anche affettiva;  sociale e relazionale. Un flusso di credenze, competenze, proprietà, sentimenti trascorreva fra le generazioni.

Oggi le generazioni si sono interrotte, ostacolate come sono da impedimenti di varia natura, disorientate da influenze culturali estranee alla tradizione, disancorate dai luoghi natii, condizionate da pressioni economiche.

Non sono più la ricchezza della casa. I figli ne sono la bontà. E come tale vanno curati, protetti, tutelati. Sono la bontà perché incarnano il legame affettivo. Economicamente è da programmare la loro crescita professionale, socialmente sono da indirizzare perché abbisognano di un impegno solidale politico, di un supporto psicologico per una crescita equilibrata, di un supporto sociale  prolungato, vista la carenza di prospettive di occupazione.

Le società evolute non sono a dimensione dei giovani. Le società meno evolute sono rigettate dai giovani.

A livello politico il problema giovanile è messo in secondo ordine, giacché urge la stabilità delle generazioni mature, impiegate nelle professioni e nei lavori, e si impone la sicurezza delle generazioni anziane, le cui pensioni sostengono il fabbisogno dei giovani disoccupati.

Rimane intoccato, a quel che appare, il legame affettivo. Anch’esso messo a dura prova dai rapporti famigliari, sfilacciati e aggrovigliati.

Sti figli so’… Cosa sono ? Sono problemi… certamente. Sono un enigma… certamente. Sono il nostro futuro. Occorrerebbe soffermarsi di più su questo aspetto, e dedicare a loro più tempo, più accortezza,  più rispetto.

È l’appello che faccio a chi ha le leve della politica isolana. L’indifferenza è il sentimento che vedo più diffuso. Aspettano un interesse cittadino che li veda attori principali. L’isola procede per inerzia e in questo andare sono privilegiate le forze sociali già assestate nel corpo cittadino,  mentre i giovani,  per dimostrare il loro apporto innovativo, devono essere aiutati da una “politica giovanile”.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.