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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

La poltrona letto e la nave dei sogni (prima parte)

di Enzo Di Fazio

 

Il mare unisce i paesi che separa
(Alexander Pope)

Quando ero bambino la nave, nel mio immaginario, rappresentava qualcosa di grande, maestoso, il mezzo con il quale attraversare i mari assieme ai sogni. La condizione di isolani ci ha reso presto sognatori, vista la necessità fin da piccoli di solcare le onde nei lunghi viaggi che ci separavano dal continente.

Raggomitolati  nelle avvolgenti poltrone di prima classe dell’isola di Ponza o adagiati abusivamente sui salvagente della terza classe del Mergellina abbiamo sognato, nelle lunghe ore di navigazione, di attraversare il mare dei Sargassi, di incontrare sulla nostra rotta Moby Dick, di respingere un assalto dei pirati o di approdare sull’isola del tesoro.

Erano anni quelli in cui ci capitava anche di accompagnare qualche parente all’imbarco per l’America al molo Beverello del porto di Napoli dove attraccavano i transatlantici che almeno una volta al mese facevano la spola tra la città partenopea e New York.

E la grandezza di quelle navi, enormi, belle, fascinose, sempre lucide come nuove con tante scialuppe sui fianchi non faceva altro che alimentare i nostri sogni.
Erano i tempi in cui nelle famiglie numerose ponzesi spesso si parlava di emigrazione e di viaggi per trovare “fatica” altrove con l’aspettativa di migliorare il futuro.

Dal nonno materno avevo sentito parlare di transatlantici con nomi altisonanti come il Roma, l’Augustus, il grande Rex che salpavano da Napoli o Genova carichi di gente in cerca di fortuna, ma mai avrei immaginato di trovarmi un giorno al cospetto di uno di essi: il nuovissimo Andrea Doria,

Capitò in un giorno di settembre quando accompagnai con mia madre zia Maria che partiva per New York “richiamata” dal marito lì già da qualche anno. Portava con sé i due giovani figli spauriti e nel contempo entusiasti.

Confesso di aver provato non poca invidia nel vederli inghiottiti dalla nave dopo aver attraversato, mentre ci salutavano, la lunga passerella.
Mi rimase talmente impressa  la nera sagoma dell’Andrea Doria con il grande fumaiolo, l’albero di prua pieno di bandiere e le scialuppe appese ai lati che per diverse notti la sognai…

… e di sogni e di Andrea Doria parla questo racconto collocato in un’età dove i luoghi descritti e in cui siamo cresciuti rappresentavano i confini del nostro vivere quotidiano dove solo la fantasia che creava eroi e storie aveva la forza di proiettarci altrove.

 

[La poltrona letto e la nave dei sogni (prima parte) – continua]

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