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Una canzone per la domenica (153). Mr Bojangles

di Enzo Di Giovanni

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Vi è mai capitato di ascoltare una canzone fuori dal tempo, di quelle che pensavi nemmeno esistessero, ma che poi scopri negli anfratti dimenticati della memoria?
Era il 1969. Io avevo solo 5 anni, e già avvertivo il sentore di un mondo nuovo che si affacciava con i suoi profumi, suoni e contraddizioni.
Ponza stava cambiando pelle, anche se inconsapevolmente.
Prima il Club Azur a fare da apripista, e le luci del Mariroc che danzavano ritmate incuneandosi fin dentro la mia soffitta, poi i primi bagliori di quella rivoluzione culturale e sociale che si annunciava all’orizzonte a rompere i meccanismi di un mondo troppo ingessato.
A quei tempi una rivoluzione a colpi di ingenua ricerca di quel mondo migliore è possibile, che stiamo ancora cercando, cinquant’anni dopo.
Due mondi diversi, all’apparenza inconciliabili, si intrecciavano nella Ponza che ancora non conosceva il boom economico.
Casa mia divenne, per un periodo irripetibile, luogo d’incontro di artisti alla ricerca di un percorso di vita ed arte, un connubio che doveva per definizione essere indissolubile.

[1]
E come una risacca che ritorna, in un incessante moto che dilata, annulla e avvicina tempi e spazi, mi è capitato tra le mani un video con un piccolo cammeo girato a Ponza – che purtroppo non posso mostrarvi – con questo pezzo in sottofondo.
E che ritrovo dopo tanti anni…

Mr Bojangles

I knew a man, Bojangles and he danced for you
In worn out shoes
Silver hair, a ragged shirt and baggy pants
The old soft shoe
He jumped so high
He jumped so high
Then he’d lightly touch down
I met him in a cell in New Orleans, I was
Down and out
He looked to me to be the eyes of age
As he spoke right out
He talked of life
He talked of life
He laughed, clicked his heels and stepped
He said his name, Bojangles and he danced a lick
Across the cell
He grabbed his pants, a better stance
Oh, he jumped so high
Then he clicked his heels
He let go a laugh
He let go a laugh
Pushed back his clothes all around
Mr. Bojangles
Mr. Bojangles
Mr. Bojangles
Dance
He danced for those in minstrel shows and county fairs
Throughout the south
He spoke with tears of fifteen years how his dog and him
Traveled about
The dog up and died
He up and died
After twenty years he still grieves
He said I dance now at every chance in honky tonks
For drinks and tips
But most the time I spend behind these county bars
He said I drinks a bit
He shook his head
And as he shook his head
I heard someone ask him please
Please
Mr. Bojangles
Mr. Bojangles
Mr. Bojangles
Dance

Mr Bojangles

Conoscevo un uomo,
Bojangles e ballava per voi
Con le scarpe sgangherate
Capelli brizzolati, una camicia stracciata
E pantaloni cascanti
Con la soffice vecchia scarpa
Saltava così in alto, così in alto
Poi ricadeva dolcemente

L’ho incontrato in una cella a New Orleans
Era un poveraccio
Mi guardava e nei suoi occhi si leggeva l’età avanzata
Quando si mise a parlare
Parlò della vita, parlò della vita
Rideva, diede una pacca sulla gamba a fece dei passi
Mr. Bojangles, Mr. Bojangles
Mr. Bojangles, balla

Disse il suo nome
Bojangles e fece un passo veloce di danza
Attraverso la cella
Afferrò i pantaloni, prese una posizione migliore
E saltò molto in alto, batté i tacchi
Lasciò andare una risata, lasciò andare una risata
Si rimboccò i vestiti dappertutto

Aveva ballato in pubblico in spettacoli itineranti
E nelle fiere di paese
Per tutto il sud
Parlava piangendo come un quindicenne
Su come lui ed il suo cane viaggiarono di qua e di là
Il suo cane morì all’improvviso
Lo stesso gli sembrò di lui
Dopo vent’anni se ne duole ancora

Mr. Bojangles, Mr. Bojangles
Mr. Bojangles, balla
Adesso io ballo disse
Ad ogni occasione in bettole
Per qualche bevuta
Ma la maggior parte del tempo
La passo dietro queste sbarre della contea
Perché io alzo un po’ il gomito
Scosse la testa
E mentre scuoteva la testa
Udii qualcuno chiedere, per favore
Mr. Bojangles, Mr, Bojangles
Mr. Bojangles, continua a danzare

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Mr Bojangles è il maggior successo di Jerry Jeff Walker (1942-2020), cantautore americano country, che non disdegnava incursioni nel folk rock. Pezzo interpretato da tanti autori, tra cui musicisti del calibro di Robbie Wlliams, Nina Simone e Bob Dylan. E’ un pezzo del 1968, e narra di un artista di strada di New Orleans, conosciuto in carcere dall’autore:

…secondo il racconto di Walker, un omicidio compiuto nella città della Louisiana nel week intorno al 4 luglio 1965 portò all’arresto di numerose persone, per lo più diseredati che vivevano per strada.
In una cella sovraffollata un uomo avanti con gli anni soprannominato Mr. Bojangles iniziò a parlare con Walker, che era stato arrestato poco prima per ubriachezza, raccontando diversi episodi della sua vita. Il tono della sua voce si fece particolarmente cupo e triste quando accennò al suo cane che era scappato via da lui. Qualcuno fra i reclusi chiese allora che si facesse qualcosa per rallegrare un po’ l’ambiente, e l’uomo rispose iniziando a danzare un tip tap.
Walker sottolinea che tutti gli uomini chiusi nelle celle, per evitare una facile identificazione da parte della polizia, avevano un soprannome, e quello del ballerino era Mr Bojangles(*).

(*) Fonte: Wikipedia