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Estati a confronto

di Francesco De Luca

 

Inizi anni ’60, Ponza in estate subiva una trasformazione che, con gli occhi di oggi, era appena appena percettibile, e che allora ebbe l’effetto di un terremoto. Nella vita quotidiana, dico. Da Anzio un flusso discreto di turisti, inseguito dalle agenzie del ‘turismo organizzato’, rivolto principalmente ai giovani. Il Club Azure portava centinaia di giovani dalla Francia, Norvegia, Inghilterra. Li accoglievano l’Hotel Mari, il Bellavista, la Torre dei Borbone col professore Baridon, che faceva da trait-d’union fra il mondo universitario e quello alberghiero. Nel Corso Pisacane erano funzionanti il bar Maga Circe, i ristoranti Zi’ Capozzi, l’Aragosta, il Cernia. La sera era illuminata dalla boutique Peonia e rallegrata dalle note provenienti dal Night Club Mariroc.

Il parroco don Luigi Dies era scoraggiato. La sua Gioventù Cattolica, maschile e femminile, già distratta dal clima meteo, incline allo svago e per nulla attratta dalle pratiche votive che vedevano la Chiesa, la sagrestia, le cerimonie liturgiche al centro della vita sociale, la gioventù, giovanotti e signorine, sulla scia dei primi programmi televisivi, sollecitati dalla frequentazione di ambiti cittadini dove in inverno frequentavano le Scuole Superiori, la gioventù don Luigi la vedeva distratta, pericolosamente abbagliata da uno stile di vita disinibito, in ogni caso lontano dai suoi insegnamenti, proni alla morale cristiana più retriva.

Per frenare la disaffezione dei giovani verso la Chiesa e per rinsaldare certi principi don Luigi si inventò una sorta di festival di Sanremo. Venivano presentate due o tre canzoni, di contenuto laico, fra le quali il pubblico giovanile sceglieva la più bella. Tonino Esposito deve saperne di più e può arricchire la storia.

Bimba Isola: testo e musica di don Luigi Dies.
Che ti andò a scovare don Luigi? La Fata Morgana! Per i distratti la fata Morgana è una figura mitologica della saga di re Artù, qui mostrata solamente coi tratti di una affascinante fanciulla isolana.

Già presentata sul Sito il 22 aprile 2018, la canzone esalta le virtù della ragazza ponzese: bella, fascinosa per il mistero che l’avvolge e che non svela, se non in amore, salda nella fede e nella fedeltà.

L’iniziativa canora escogitata non frenò l’allontanamento dalla Chiesa. I giovani ponzesi iniziarono un cammino di crescita interiore che distinguesse i valori religiosi da quelli carnali, gli affetti familiari da quelli sociali, il rispetto della tradizione e la ricerca del rinnovamento.

La società giovanile ponzese imboccò la strada dell’affrancamento dalla mentalità bigotta. Ad anni di distanza affermo senza esitazione che il turismo rappresentò per la gioventù ponzese una occasione di crescita culturale. Con altrettanta fermezza dico che questa processo ha ancora tanta strada da fare.

Perché è cambiato il volto del turismo, è cambiato il clima che vive la comunità ponzese, così come lo spirito della gioventù isolana.

Bimba isolana

 Lucente come falda di cristallo
Tenace come roccia di basalto
Sono cent’anni e cento che su in alto
Risplendi al nostro ciel, fata morgana

Bimba isolana
Se bionda come il sol di primavera
Ti ridono due occhi fior di lino
Il tuo sorriso inebria come il vino
E tu per me sei sopra ogni altra cosa
Bella e preziosa

Bimba isolana
Fata morgana
Il tuo mistero
Stupendo e vero
È la tua fede
Che a nulla cede
È la tua fede che a nulla cede

Se bruna il color d’aurate spighe
Ti circonfonde il nero dei capelli
Tu serbi in fondo ai chiari occhi tuoi belli
L’ amor tenace e immenso del tuo mare
Che ti fa amare

Non solo statua o sol canto d’azzurro
Non sol bronzea bellezza qui tu sei
Bimba isolana dei bei giorni miei
Ma a me conservi amore e fedeltà
Vera beltà

Bimba isolana
Fata morgana
Il tuo mistero
Stupendo e vero
È la tua fede
Che a nulla cede
È la tua fede che a nulla cede

Qui la versione cantata in file mp3. Testo e musica di don Luigi M. Dies – arrangiamento e suono di Nino Picicco – Voce e coro di Nino Picicco, Antonio e Francesco De Luca

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