Voci di Ieri

Lontano da Ponza. Trova tutti gli articoli nel menù: “Storia”

Immagini

d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Il museo che verrà, tra laicità e confessionalismo

di Silverio Lamonica

Tornato sull’amato scoglio, ho notato con piacere che si stanno effettuando i lavori ai locali demaniali da adibire a museo. All’ingresso sono rimaste le insegne “Museo” e sotto “Chiesa Evangelica”. Ho chiesto ad un “addetto ai lavori” notizie in merito ed ho appreso con soddisfazione che i lavori interni per quanto riguarda la sala consiliare e l’istituendo museo sono quasi ultimati, resterebbe l’intonacatura esterna. Però l’insegna “Chiesa Evangelica” è rimasta, perché la sede del culto sarebbe stata spostata in uno dei locali della ex Scuola Media Pisacane e c’è da supporre che una volta iniziati i lavori in questi ultimi locali, gli evangelici torneranno ad innalzare le lodi al Signore nella sede che fu loro assegnata dall’allora sindaco Vigorelli.

A questo punto ho un’osservazione da fare che non feci a suo tempo, ma lo faccio adesso.

Supposto che la Chiesa Evangelica (ADI) abbia diritto ad ottenere l’assegnazione di un locale demaniale, lo stesso diritto potrebbero esigere le altre chiese di rito evangelico presenti nell’isola. Ma non finisce qui. Sappiamo che a Ponza ci sono nutrite comunità di cittadini romeni, moldavi, ucraini… di rito ortodosso: perché non assegnare anche un locale a loro, per attrezzarvi una sfarzosa chiesa con tanto di pope? E poi ci sono i cittadini provenienti dal Nord Africa, i musulmani e non vogliamo assegnare anche a loro un locale, con tanto di minareto (da realizzare, a spese del Comune, ovviamente) da cui l’imam possa irradiare le preghiere della sera? Non trascuriamo però gli induisti e i buddisti provenienti dallo Sri Lanka e località limitrofe… a loro niente sedi comunali idonee?

Insomma, cari amministratori comunali passati, presenti e futuri, vi invito a riflettere sulle sagge parole di Mario Draghi: “Lo Stato è laico!”, in ogni sua espressione territoriale: Regioni e Comuni, aggiungo io, per maggiore chiarezza.

Qualora la Chiesa Evangelica (ADI) dovesse utilizzare i locali precedenti, ristrutturati con pubblico danaro per ben altre finalità, chi autorizzerebbe ciò sarebbe passibile di abuso e interesse privato in atti d’ufficio, sì, interesse privato, perché il provvedimento andrebbe a beneficiare una ristretta cerchia di persone, appartenenti ad una specifica confessione religiosa, a dispregio del finanziamento pubblico che ha una destinazione ben specifica ed investe la totalità della popolazione.

E non si ricorra al sotterfugio dell’“uso limitato e provvisorio”, perché diventerebbe definitivo!

Lo Stato è laico!”

Ah, nell’assegnazione eventuale dei locali di cui sopra, ho dimenticato i Testimoni di Geova… ma quelli non votano, favore sprecato.

Devi essere collegato per poter inserire un commento.