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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Ci salverà la memoria

di Francesco De Luca

 

Quante notti! Ci sono quelle che tengono gli occhi fissi sul video in attesa di un gol, e ci sono quelle degli adolescenti in cerca di un posticino appartato, ci sono quelle squallide delle manifestazioni ufficiali, e ci sono quelle all’insegna della convivialità.
Parlerò di una di queste ultime, improvvisata fra quattro coetanei e conterranei.

Tutto l’arco del porto dalla Caletta a Santa Maria ferve di luci, di animazione, di desideri (sabato 26 giugno), e bastano quattro sedie messe a cerchio per dare la stura alla convivialità.

Adele Scotti ci proietta con un salto spazio-temporale sopra gli Scotti, più precisamente lì dove quel grande masso si erge sullo strapiombo della Parata.
Lì si incontravano i genitori (Ninotto Scotti, la moglie, la moglie di Semiscotti, la nonna Assunta, gli spaccamuntagna) con i figli, per parlare del giorno trascorso, di quanto si diceva fosse accaduto in paese.
Al mattino, alle 11,00, coi binocoli si osservava la venuta della nave da Anzio, coi suoi belli, ricchi, stravaganti turisti. Alla sera, su quel masso, i bimbi cenavano a pane e pummatore, gli uomini si dicevano esperienze e le donne, all’ora giusta, intonavano ‘a quinnecina.

Rosaria Di Fazio conviene coi ricordi di ciò che succedeva a Sant’Antonio. Identica funzione. Accovacciati sui gradini delle scale, sull’uscio delle case, le donne si intrattenevano mischiando il sacro col profano, la diceria su Maculatina e il suo da fare, con la preghiera alla Vergine Maria: Santa Madre e gran Regina – se volete – voi potete – e fatelo per pietà.

Ad un tratto, dagli altoparlanti messi lì per esaltare la serata dell’estate Ponza 2021, corre una canzone. Il volume alto ci disturba. Disturba il nostro parlottare paesano. La canzone è bella. Eric Clapton svisa con la sua chitarra magica ma il nostro parlottìo ha un afflato diverso. Ciccillo Costanzo, per i morsi della fame suscitati dai profumi della pizzeria accanto, ci lascia per andare ad ordinare due pizze. La signora del  Chicchirichì (la ricordate?), anche lei ponzese dimorante in continente, si avvicina e fa crocchio. Siamo tutti un po’ ipoacusici a causa di quella meravigliosa malattia che è la vecchiaia, dobbiamo stare più vicini e più attenti, per godere ognuno dei ricordi dell’altro.
Viene Gennaro Di Fazio, l’assessore, viene Franco Di Giovanni, tecnico del suono: altri rimandi, altre battute, altra amicizia.

Amicizia: ce ne vuole tanta, ce ne vuole di più, ora che in tanti, lasciandoci, desertificano i nostri sentimenti.
La Caletta non ha più il fascino della spiaggetta dell’infanzia, anzi, a dir il vero, ha perduto ogni fascino. Lo acquista se Eric Clapton arpeggia alla sua maniera.

Abbiamo la fortuna, noi Ponzesi, di muoverci in un contesto ambientale di pura bellezza. L’estate offre notti ricordevoli, e noi? Noi siamo attori in cerca di un copione che le tenga dietro!

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