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Epicrisi 336. Con San Silverio inizia l’estate…

di Giuseppe Mazzella

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Secondo la nostra antica tradizione con San Silverio inizia l’estate ponzese e la stagione dei bagni, un tempo inaugurata dal gioco della gallina: un palo insaponato steso parallelo sul mare attaccato alla banchina della Piana Bianca, alla cui estremità era legata una gallina viva che i concorrenti dovevano raggiungere in un equilibrio instabile e insidioso. Una tradizione scomparsa da decenni, ma resta vivo il fervore dell’attesa dell’importante festività religiosa.

L’isola si è ormai ripresa dal torpore invernale e in questi ultimi tempi dalle paure generate dal Covid-19, ed è lanciatissima verso la bella stagione. Di questo risveglio festaiolo ci parlano con delicati toni poetici e con splendide fotografie – anche nella rubrica del MeteoSilveria Aroma; anche Franco De Luca che, traendo linfa dalla memoria racconta l’intensa gioia dei ritorni a Ponza per San Silverio di un tempo lontano.


E il cambiamento è avvertibile anche dalla ripresa di interesse da parte della stampa con i servizi su Traveler, le 4 Vele con cui è premiato il nostro mare e i primi visitatori illustri in visita a Ponza come Andrea Bocelli.

Una necessità di rinascita che travolge tutte le isole vicine, come Ischia e Procida, tra le quali racconta Luisa Guarino si svolgerà un tour musicale “Procida via a-mare”, con canzoni e poesia a cura di Giulia Ananìa e Denis Trani, un modello che potrebbe essere riproposto anche tra le ponziane con indubbia efficacia, valida alternativa e completamento alle giornate di sole e mare.

Il clima di festa è stato, purtroppo funestato dalla scomparsa di Angelina De Luca, mia cugina, donna di grande sensibilità e altruismo, che ha rappresentato soprattutto per gli abitué uno dei negozi-empori tradizionali del centro ai quali ricorrere per ogni necessità. Negozio ora ammodernato e gestito con passione dai suoi amati nipoti.
Sentiamo ancora una volta la voce di Angelina nel commosso ricordo di Tonino Esposito.

Ancora sull’onda dei ricordi Franco Zecca recupera il suono di un antico strumento, la troccola – il suono del lutto – utilizzato così in Puglia come a Ponza, durante i riti del Venerdì Santo.
Sempre nel recupero della memoria Franco De Luca riporta quanto a lui raccontato di una sfortunata barca e della sua storia quasi kafkiana, costruita nel casotto che sta nel piccolo scalo d’alaggio alla base del faraglione del Faro della Guardia.


Di barche improbabili ci parla anche Silverio Lamonica, anzi di una barca addirittura di ferro che ebbe pure questa un destino sfortunato, frustrando un desiderio che solo la costruzione di una vera barca in legno potrà finalmente soddisfare.

Sulle gravi questioni economiche e non solo generate dal lungo periodo di crisi ci intrattiene il “cugino” ischitano Giuseppe Mazzella di Rurillo, che sottolinea la necessità di interventi strutturali di Stato, ora più che mai necessari, per preservare un patrimonio lavorativo ed economico che si è sviluppato in oltre mezzo secolo. Quello che vale per Ischia, ovviamente, vale per Ponza che tra le criticità più evidenti che continua a soffrire ha sicuramente il problema dei trasporti che – come Silverio Lamonica stigmatizza – per inefficienze e misteriose, inconcepibili difficoltà, non permette neanche, tra l’altro, una regolare programmazione delle prenotazioni. Quel che è incredibile è che i tempi di navigazione dagli anni sessanta a oggi non sono cambiati e questo non è più tollerabile in una società che si è evoluta in tutti i servizi.

Buone notizie arrivano, invece, da Santo Stefano, per il quale è stato avviato il recupero del monumentale carcere borbonico e la programmazione e regolamentazione di visite guidate.

A chiudere la settimana un racconto suggestivo, in due puntate che Sandro Russo dichiara di aver scritto molti anni addietro, nel quale rievoca antiche atmosfere, nostalgie e personaggi degli anni settanta (tra cui ’u Francese di Palmarola). Racconta del suo casale.(1) e (2) riproposto e trasfigurato in una situazione surreale vissuta da due personaggi (uno dei quali costituisce il suo doppio), che ripropone icasticamente la forza indelebile della memoria.

Buon San Silverio a tutti!

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