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Pulcinella, la reggia di Carditello e Sarchiapone

Proposto da Sandro Russo

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La Reggia di Carditello, situata a circa 4 km ad ovest dell’abitato di San Tammaro (CE), sito nei pressi di Capua e non lontano da Napoli, in via Foresta a Carditello, è un complesso architettonico sobrio ed elegante di stile neoclassico, destinato da Carlo di Borbone (1716-1788) a luogo per la caccia e l’allevamento di cavalli e poi trasformato per volontà di Ferdinando IV di Borbone (1751-1825) in una fattoria modello per la coltivazione del grano e l’allevamento di razze pregiate di cavalli e bovini.


Carditello era uno dei siti reali che si fregiava del titolo di “Reale Delizia” perché, nonostante la sua funzione di azienda, offriva una piacevole permanenza al re e alla sua corte per le particolari battute di caccia che i numerosi boschi ricchi di selvaggina permettevano. Il fabbricato è stato costruito dall’architetto Francesco Collecini, allievo e collaboratore di Luigi Vanvitelli.

Dal 2011 al 2013, la Reggia è stata sorvegliata a titolo volontario da Tommaso Cestrone, che più volte aveva cercato di attirare l’attenzione della politica per il recupero del complesso architettonico, nel quale ha trovato la morte, colto da infarto, la notte della vigilia di Natale del 2013 (1).

Dal dicembre 2014 il Ministero per i beni e le attività culturali lo gestisce tramite il Polo museale della Campania, nel dicembre 2019 divenuto Direzione regionale Musei.

Il film Bella e perduta (2) di Pietro Marcello (2016) che abbiamo già presentato sul sito (leggi qui) narra del destino della reggia di Carditello, un gioiello architettonico di epoca borbonica, intrecciate con quelle di un bufalo (Sarchiapone); voce narrante e a volte punto di vista della narrazione.

Personaggio centrale del film è Tommaso Cestrone (detto “L’Angelo di Carditello”), persona reale, contadino, che prese a cuore le sorti della reggia e comincio volontariamente a prendersene cura e proteggerla dall’incuria, in un territorio fortemente degradato (delinquenza comune, camorra… le vicende ancora in parte oscure della “terra dei fuochi”).
La morte di Tommaso, a soli 48 anni, avvenne durante la lavorazione del film che per quella perdita prese una diversa svolta narrativa. Fu introdotto il personaggio di Pulcinella (leggi qui) come intermediario tra il regno dei vivi e quello dei morti, per salvare la vita al bufalotto che Tommaso aveva adottato (i bufali maschi, inutili per la produzione del latte, vengono usualmente macellati).

Propongo qui di seguito una intervista illuminante al regista Pietro Marcello su un modo di fare cinema serio e di grande impatto civile (ma anche esteticamente godibile – aggiungo io).

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Pietro Marcello (3) arriva a realizzare Bella e perduta dopo un viaggio, un viaggio di conoscenza e un viaggio di contemplazione.
Documentario e poesia trovano in questo film un connubio raro – che a molti avrà richiamato alla memoria il Pasolini di Uccellacci uccellini o il Pelechian de Le stagioni – un connubio che in realtà affonda nelle più profonde radici della Campania. Attraverso un montaggio spregiudicato e intelligente (per cui va lodata Sara Fgaier) le immagini documentarie che denunciano lo scempio umano troppo umano dell’uomo sulla natura si alternano alla favola di Pulcinella, qui nuovo mediatore tra l’uomo e la natura, come anche tra la prosa di una terra burocratizzata e negletta e la poesia dei pastori umili e ancora legati alla natura…
Dopo aver scoperto questo film al festival di Locarno l’anno scorso, Filmexplorer ha potuto incontrare Pietro Marcello poco prima dell’anteprima al Capitole, grazie alla complicità della Cinémathèque suisse di Losanna.

Note

(1)Tommaso Cestrone, l’angelo di Carditello, è morto. Da due anni si prendeva cura gratis della Reggia borbonica”.
Da Huffington Post del 26/12/2013;

2) –
Bella e perduta è un film del 2015 diretto da Pietro Marcello che è stato presentato in anteprima nazionale al festival di Torino il 18 novembre 2015.
Trama – Pulcinella (Sergio Vitolo), maschera della tradizione campana, intermediario tra i vivi e i morti, ha la missione di esaudire le ultime volontà di un semplice pastore campano, Tommaso Cestrone: portare in salvo un bufalotto di nome Sarchiapone. Pulcinella si reca quindi alla Reggia di Carditello, residenza borbonica abbandonata a se stessa nel cuore della terra dei fuochi, di cui Tommaso era custode volontario e dove si trova il giovane bufalo. Lo porta con sé verso nord, in un lungo viaggio attraverso un’Italia bella e perduta;

(3) – Pietro Marcello
– regista. A parte numerosi cortometraggi (cfr. Wikipedia), ha girato importanti documentari: Il passaggio della linea (2007), La bocca del lupo (2009), Il silenzio di Pelešjan (2011), Per Lucio (2021). Solo due lungometraggi: Bella e perduta, di cui appunto parliamo qui e Martin Eden, libera trasposizione del romanzo di Jack London (1909), del 2019 (con Luca Marinelli).

1 commento per Pulcinella, la reggia di Carditello e Sarchiapone

  • Tano Pirrone

    Ho parlato con Pietro Marcello l’ultima volta due anni fa, per dieci minuti e mi raccontò le vicende del suo film che per poco non divenne un capolavoro, Martin Eden. Troppa interferenza da parte del produttore, insufficiente libertà artistica; attore esuberante che lo costrinse ad un controllo continuo per fargli fare le cose come lui, Pietro, voleva.

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