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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Epicrisi 334. Dell’attesa

di Enzo Di Giovanni

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Tra le tante cose che la vita ci riserva, tra contraddizioni, illusioni, speranze e disillusioni, qualche Verità assoluta ci viene regalata. Una di queste, la stiamo vivendo in questi giorni: l’essenza di un’isola che assiste al suo risveglio.
E’ un miracolo che si ripete ogni anno, ma di cui non ci si stanca mai, anzi, lo si attende con impazienza, perché è vitale.

Civettuola, Ponza si specchia in se stessa nelle trasparenze di un mare immoto, nei profumi e nei colori della tarda primavera, nelle giornate che si allungano giorno per giorno a preservare il miracolo di una bellezza che basta a sé.

Qualcuno potrebbe azzardare che, in fondo, ciò vale in tutte le latitudini.
Ma noi sappiamo – e gli sguardi dei primi visitatori di stagione lo testimoniano – che non è così.

Per dirla con le parole di Judith Schalansky, di cui abbiamo già parlato su Ponzaracconta (leggi qui): “L’isola è uno spazio teatrale: tutto quello che accade qui, diventa materia letteraria. È tipico di questi racconti che verità e fantasia non siano più separabili: la realtà diventa finzione e la finzione si realizza”.

Di questi odori di prima estate ci parla Franco De Luca. Della frenesia, dell’attesa, della rinascita.
E quella che attendiamo, non è una rinascita qualunque.
E’ la voglia di vivere, di lasciarci alle spalle il tempo sospeso, di scrutare i segnali che ci facciano capire che il peggio è passato, che tutto può, deve tornare ad essere come prima.

… E che scherzo ci fa, la nostra Lianella – che ormai ha conquistato uno spazio tutto suo nella famiglia allargata di Ponzaracconta, in una settimana in cui celebriamo la vita?
Ci viene a parlare della morte, seppur raccontata in tono umoristico?

E ci sta, ci sta. Almeno a giudicare dai commenti, e dalle variazioni sul tema raccolte questa settimana.
Perché ci dà occasione di parlare della figura dello psicopompo, e del Re di questa figura: Pullecenella. Che, nel bel pezzo di Sandro Russo’ muore e risorge’. Pulcinella diventa così il tramite tra vivi e morti, tra sacro ed osceno. Simbolo della capacità, tutta napoletana, di sfumare i contorni ed i confini tra i due mondi al punto che “il mondo dell’aldilà sembra che di là non sia mai andato”.

Quando il Napoli vinse il suo primo storico scudetto con le magie di Maradona, pare sia comparso sul muro all’ingresso di un cimitero una scritta: “Guagliu’, e che ve site perso!”. Leggenda metropolitana vuole che il giorno dopo sia apparsa una seconda scritta: “…E chi ve l’ha detto che ce lo siamo perso?!

Pulcinella incarna la rinascita della natura, la gioia di vivere, la Primavera che esplode forte e rigogliosa. Ed ecco allora che il filo della settimana di Ponzaracconta torna.

Di bellezza, e di equilibrio tra uomo e natura parla anche Patrizia Maccotta in Ciliegi in fiore. Il Giappone è un paese che non può non affascinarci. Sembra lontano, lontanissimo dalla nostra cultura: eppure spesso ci fornisce chiavi di lettura illuminanti.

I ritratti ponzesi in terra di Procida, di Rita Bosso, si arricchiscono con gli studenti con i baffi. L’importanza di un ponte tra terre diverse ce lo testimoniano i soggetti che lo hanno attraversato; nel caso di questo ricordo, sia Cristofaro che Ricciolino riconoscono che senza quest’opportunità, non avrebbero proseguito gli studi.

Purtroppo sono anni ed esperienze lontane, che nella società liquida, interconnessa, sembrano paradossalmente non replicabili.

Almeno a Ponza, dove si ha difficoltà a fare rete. A collegarsi cioè con altre realtà culturali, ma non solo, con cui interagire in uno scambio proficuo. Capiremo, prima o poi, meglio se prima, che ne va del nostro futuro? O dobbiamo limitarci all’amara ironia di Rosanna Conte “…che noi siamo più furbi degli altri” e non abbiamo bisogno di niente?

A Ventotene intanto prosegue “Gita al faro”, il festival letterario giunto alla decima edizione…

Franco De Luca ci informa che è terminata un’epoca: ormai anche l’ultimo fanalista ponzese è andato in pensione. Un  altro pezzo di storia ponzese purtroppo scompare dall’attualità, andando ad arricchire il nostro logo, a proposito del tempo che cancella le tracce.

Salutiamo con affetto Antonietta Feola e Giuseppe Valiante, mancati in questi giorni.

Terminiamo la settimana sotto il segno dello sport, precisamente il basket.
La presentazione del libro Paolo a canestro, 60 anni di basket testimonia l’impegno sportivo nelle vesti di organizzatore, scopritore e valorizzazione di talenti di Paolo Iannuccelli.

E, ultima ora migliore non poteva esserci, la storica promozione delle ragazze del Bull Basket Ponza in serie B a cui “in diretta” o quasi, abbiamo fatto le congratulazioni sul nostro sito.

Buona domenica a tutti!

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