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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Piante invasive nelle Isole Ponziane (3). ‘I rosemarine

Da LifePonderat.eu – A cura di Sandro Russo.

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Continua questa serie ripresa dal Progetto comunitario per le isole Ponziane, con l’intento di sensibilizzare cittadini e Amministratori sulle “invasioni” botaniche. Noi di Ponzaracconta siamo solo hobbisti informati; ci farebbe piacere il supporto di botanici veri della direzione del Progetto, come pure qualche informazione su come intende muoversi l’amministrazione riguardo ai problemi sul tappeto.
Finora non abbiamo avuto il conforto né degli uni né dell’altra.
Ancora… Leggiamo dalle didascalie che alcuni di questi progetti di eradicazione sono già stati eseguiti, a Ventotene, nel 2017. Sorge spontanea la domanda: e a Ponza? Esiste un calendario degli interventi e un ufficio preposto alle autorizzazioni?

Si invita a prendere visione degli articoli precedenti, come pure dei link correlati:
Le piante invasive nelle isole ponziane (1). Il Progetto LifePonderat
Flora da tutelare nelle isole ponziane (2). Le specie del genere Limonium

Carpobrotus edulis. Fiore. Ventotene lungo via degli Olivi (foto R. Copiz)

Piante invasive sulle Isole Ponziane – il Carpobrotus
Da lifeponderat.eu del 15 aprile 2021

Iniziamo la serie di approfondimenti dedicati alle piante invasive sulle Isole Ponziane con il Carpobrotus. Noto con diversi nomi comuni come fico degli Ottentotti o unghia di strega, sulle Isole Ponziane viene spesso chiamato capocchia (a Ventotene) o rosemarine (a Ponza).

Denso popolamento di Carpobrotus a Punta Eolo, ora eradicato (foto E. Carli)

Carpobrotus è un genere di piante originarie del Sudafrica, introdotte nel bacino del Mediterraneo a scopo ornamentale a partire dagli inizi del ‘900. Si tratta di piante succulente (più comunemente chiamate, ‘piante grasse’) con fusti striscianti, foglie a sezione triangolare e grandi fiori solitari (con diametro che può raggiungere 12-15 cm), di colore giallo, arancio, rosa porpora o talvolta bianco. I frutti sono carnosi, commestibili e con numerosi semi.

Carpobrotus in competizione con le specie native: ginestrino (Lotus cytisoides) e elicriso (Helichrysum litoreum) a punta Eolo (ora eradicato); Ventotene (2017) – Foto R. Frondoni

Le specie più comuni al di fuori del Sudafrica sono Carpobrotus acinaciformis e C. edulis, entrambe elencate fra le più invasive in Europa. Originariamente venivano distinte soprattutto in base al colore dei fiori, giallo in C. edulis e rosa porpora in C. acinaciformis. In realtà anche C. edulis può avere fiori porpora e infatti questo carattere non è più considerato valido da solo per l’identificazione. Inoltre, le due specie spesso si incrociano tra loro, dando luogo a ibridi che confondono ulteriormente l’identificazione delle specie. In attesa di studi che chiariscano meglio le differenze, le due specie sono spesso trattate come un gruppo unico.

Carpobrotus che minaccia la vegetazione spontanea delle scogliere con elicriso (Helichysun litoreum) e artemisia (Arthemisia arborescens), habitat di interesse comunitario che ospita la specie rara Matthiola tricuspidata (a fiore violetto). Ventotene, Parata Grande

In Europa i fiori compaiono tra febbraio e giugno e rimangono sulla pianta fino al tardo autunno, quando gli animali (conigli, ratti, gatti) cominciano a consumarli.
La riproduzione avviene sia per seme sia a partire dai fusti striscianti, che producono ai nodi germogli capaci di radicare e generare nuove piantine, o anche da frammenti di fusti e rami. L’elevata capacità riproduttiva, la dispersione da parte degli animali e l’ampia adattabilità ecologica permettono a queste piante di diffondersi notevolmente e formare estesi e densi popolamenti.

In Europa Carpobrotus edulis e C. acinaciformis crescono preferenzialmente sulle coste, sia sabbiose che rocciose, con impatti significativi sugli habitat costieri. Carpobrotus tende infatti a sostituire ed escludere le specie spontanee, sia per competizione diretta per l’acqua e lo spazio sia indirettamente, attraverso l’alterazione delle proprietà del suolo (per esempio diminuisce la disponibilità idrica e aumenta la concentrazione di sali nel terreno).

Popolamento sulla scogliera a Cala Battaglia. Ventotene (foto R. Frondoni)

Negli ambienti costieri mediterranei, ricchi di specie rare e/o endemiche e di habitat di interesse comunitario (tutelati dalla Direttiva europea Habitat 92/43/CEE), la presenza del fico degli Ottentotti è quindi particolarmente temibile.

Per questa ragione, negli ultimi anni sono stati molti i progetti europei finalizzati alla gestione e all’eradicazione di questa invasiva nel bacino del Mediterraneo: in Spagna, Portogallo, Francia e, in Italia, in Toscana, Sardegna, Sicilia…e tuttora alle Ponziane! Su queste isole, Carpobrotus minaccia in particolare la vegetazione delle scogliere con Limonium ssp. (habitat 1240)[1], che ospita specie esclusive dell’arcipelago ponziano.

Carpobrotus in competizione con Limonium pandatariae endemica locale. Cala Nave, già eradicato (2017)

Ampio popolamento di Carpobrotus, ancora da eradicare, a Santo Stefano (foto R. Frondoni)

Immagine di copertina: Carpobrotus acinaciformis. Fiore. Ventotene punta Eolo (foto R. Frondoni)

[Progetto LifePonderat (3) – Continua]

1 commento per Piante invasive nelle Isole Ponziane (3). ‘I rosemarine

  • Enzo Di Giovanni

    A proposito di specie invasive, a parte il “famigerato” carpobrotus, finora non si è mai parlato di ailanto, o sbaglio?
    Da profano mi sembra che sia molto più invasivo, oltre che meno bello da vedere.

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