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Una canzone per la domenica (141). L’amore rubato

di Silveria Aroma

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Quanti giorni servono per denunciare uno stupro? Quanto tempo possiamo prendere prima di decidere se denunciare o no? Esiste un calcolo per il disagio morale e sociale che la violenza provoca?

Qualche dato Istat (Istituto Nazionale di Statistica) spiccio spiccio:
Il 31,5% delle 16 -70enni (6 milioni 788 mila) ha subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale: il 20,2% (4 milioni 353 mila) ha subìto violenza fisica, il 21% (4 milioni 520 mila) violenza sessuale, il 5,4% (1 milione 157 mila) le forme più gravi della violenza sessuale come lo stupro (652 mila) e il tentato stupro (746 mila).
Il 24,7% delle donne ha subìto almeno una violenza fisica o sessuale da parte di uomini non partner: il 13,2% da estranei e il 13% da persone conosciute. In particolare, il 6,3% da conoscenti, il 3% da amici, il 2,6% da parenti e il 2,5% da colleghi di lavoro.

Visti i dati sembra quasi ci si debba abituare. In fondo le donne se la cercano alzando il gomito, facendo uso di sostanze stupefacenti e non girando con un AK47 nel reggicalze.
E se quella figlia fosse la vostra? Confusa, perduta, in balìa di un bruto o di un branco di bestie? Di cosa la accusereste se non di essere stata troppo ingenua?!
Purtroppo alle donne, a noi donne, tocca restare vigili e sobrie (anche in età matura e anche lontane dai festini, a quanto pare!) perché potrebbe esserci non solo il danno ma anche la beffa.

Nel 1988 Barbarossa partecipa a Sanremo, per la terza volta consecutiva, con una canzone che affronta il tema della violenza sessuale, L’amore rubato: il brano ha successo, classificandosi al terzo posto, e durante la serata finale il cantautore riceve in diretta televisiva i complimenti da Franca Rame e Dario Fo che gli mandano un telegramma. (Wikipedia)

Nel 1988 partecipai al Festival di Sanremo presentando la canzone “L’amore rubato”, ispirata al monologo di Franca Rame sulla violenza sessuale da lei stessa subita. Nell’opera della Rame c’era una scena molto forte, in cui l’autrice riportava le frasi dei violentatori. La durezza di questo testo mi colpì a tal punto che anch’io, nella mia canzone, immaginai le parole di un uomo mentre violenta una ragazza, “Adesso muoviti fammi godere, se non ti piace puoi anche gridare, tanto nessuno potrà sentire, tanto nessuno ti potrà salvare”. È una canzone indubbiamente molto dura, come molto dura è la realtà dello stupro. La violenza sessuale è qualcosa che mortifica la donna che la riceve ed in generale tutte le donne: è un insulto al genere femminile, ruba l’anima di una donna. (Luca Barbarossa)

La ragazza non immaginava
Che anche quello fosse l’amore
In mezzo all’erba lei tremava
Sentiva addosso ancora l’odore
Chissà chi era, cosa voleva
Perché ha ucciso i miei pensieri
Chissà se un giorno potrò scordare
E ritornare quella di ieri
La ragazza non immaginava
Che così forte fosse il dolore
Passava il vento e lei pregava
Che non tornassero quelle parole
Adesso muoviti, fammi godere
Se non ti piace puoi anche gridare
Tanto nessuno potrà sentire
Tanto nessuno ti potrà salvare
E lei sognava una musica dolce
E labbra morbide da accarezzare
Chiari di luna e onde del mare
Piccole frasi da sussurrare
E lei sognava un amore profondo
Unico e grande, più grande del mondo
Come un fiore che è stato spezzato
Così l’amore le avevan rubato
La ragazza non immaginava
Che così lento fosse il dolore
Stesa nel prato, lei piangeva
Sulle sue lacrime nasceva il sole
E lei sognava una musica dolce
E labbra morbide da accarezzare
Chiari di luna e onde del mare
Piccole frasi da sussurrare
E lei sognava un amore profondo
Unico e grande, più grande del mondo
Ma il vento adesso le aveva lasciato
Solo il ricordo di un amore rubato
Come un fiore che è stato spezzato
Così l’amore le avevan rubato.

 

 

«La violenza maschile contro le donne non conosce confini geografici, né barriere culturali, di classe o religione, è riscontrabile in tutte le epoche; allo stesso tempo assume molteplici forme, e i modi in cui è stata percepita socialmente, recepita nella cultura giuridica, trattata dalla politica e raccontata sono cambiati molte volte nel tempo e variano a seconda delle aree geografiche.»
(La violenza contro le donne nella storia. Contesti, linguaggi, politiche del diritto (secoli XV-XXI), a cura di S. Feci, L. Schettini, Roma, Viella, 2017)

1 commento per Una canzone per la domenica (141). L’amore rubato

  • Sandro Russo

    Brava Silveria. Per aver espresso un’altra declinazione della canzone della domenica. E’ già stata cronaca, è già stata denuncia, ora è anche testimonianza d’attualità.
    Non conoscevo la canzone di Luca Barbarossa, ma ci sta tutta.
    Il pezzo teatrale di Franca Rame che è la testimonianza – appena mediata dalla scrittura e dalla recitazione – dello stupro effettivamente subito il 9 marzo 1973 a Milano, è stato un mito per la nostra generazione e ci ha dato un’impronta indelebile. Ho letto da qualche parte che la sera della primo recital pubblico il pezzo non era in programma. Dario Fo non sapeva che l’avrebbe fatto e durante la performance della moglie stava dietro le quinte sconvolto, mordendosi le nocche di una mano. D’altra parte era la dimostrazione più chiara dell’assunto della sinistra di quegli anni, che “il privato è pubblico”.

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