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Quei giorni che mancano di più

di Luisa Guarino

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Non mi era capitato mai negli ultimi anni di non spendere neanche una parola per il ritorno dell’ora legale, domenica scorsa: un avvenimento per me importantissimo che ho sempre equiparato all’unico Capodanno degno di essere vissuto, anche perché si colloca in primavera e segna davvero un risveglio considerevole. In realtà quest’anno quell’aspettativa era stata superata da un’altra: la riapertura (l’illusione della) di cinema e teatri. Per qualche mese ci abbiamo sperato, seppure contro ogni logica; poi con il trascorrere dei giorni ci siamo resi conto della dura realtà: nel frattempo, in ogni caso e per fortuna, l’ora legale è tornata. Ed è sempre motivo di conforto, nonostante i divieti e le limitazioni.

Foto di Annalisa Sogliuzzo

E’ trascorsa anche Domenica delle Palme, senza celebrazioni e feste: ma la tradizione religiosa nell’isola si sente ancora forte e grazie a foto e video abbiamo potuto respirare aria di casa. Personalmente ho avuto modo di vedere solo alcune immagini della chiesa dell’Assunta a Le Forna, ma mi è bastato e ne sono stata felice. Ora non resta che aspettare lo svolgimento della Settimana Santa, senza riti, e poi l’arrivo di Pasqua: sulla testa della mia bambola di Quaresima è rimasta solo una penna bianca, segno che il conto alla rovescia è quasi terminato.


C’è un’atmosfera sospesa in questi giorni. Chi è lontano pensa all’isola, e si sente comunque vicino ai luoghi, alle persone, alle cerimonie che non si possono fare più. Per contro invece i ponzesi residenti li immagino tutti presi e indaffarati, quasi troppo occupati per pensare ad altro: riconoscenti e soddisfatti di vivere, al di là della pandemia e dell’isolamento, un momento che a Ponza ogni anno è pieno di magia e di incanto. Una cosa rattrista più di tutto: non poter più dire “però l’anno scorso…”. Perché l’anno scorso era già così, anche se il virus solo dopo l’estate ha cominciato a colpire la nostra isola.

Foto di Annalisa Sogliuzzo

In una parola, non abbiamo già più bei ricordi vicini da richiamare con nostalgia: e questo sconcerta e fa paura. Fino a qualche mese fa avevamo un Natale ancora ‘libero’, quello del 2019: da inizio 2020 è tutto appiattito, equiparato, e la brutta sensazione è che non se ne debba uscire più. Scusate ‘l’allegria’: le festività si sa acuiscono la riflessione e fanno sentire certe assenze ancora più forti. Ma siamo in piena primavera, c’è l’ora legale, e tra qualche giorno per strade e vicoli di Ponza non ci sarà che profumo di casatielli e pastiere: chiudiamola in dolcezza.

Foto di Annalisa Sogliuzzo

 

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