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Una canzone per la domenica (134). La vita è adesso

di Silveria Aroma

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Era l’estate del 1985. Paola, la mia amica torinese, era venuta in vacanza con una cassetta di Baglioni da ascoltare con il walkman. Eravamo due ragazzine alla soglia di una vita ancora da cominciare. I nostri genitori vigilavano sulle nostre uscite mentre noi ci raccontavamo di quelle impressioni d’amore tipiche delle cotte adolescenziali. Nelle serate estive ascoltammo per ore le canzoni contenute in quell’oggetto ormai caduto in disuso, canticchiandole di tanto in tanto. Quei nomi e quelle sciocchezze che allora sembravano importanti sono svaniti quasi del tutto dalla memoria. Le canzoni no, quelle restano.
L’album su nastro era La vita è adesso.

“E la vita è sempre adesso nel vecchio albergo della Terra, dove ognuno ha la sua stanza e la sua storia, dove non c’è mai fine al viaggio per il lavoro duro di essere uomo, dove si impara che per morire basta un tramonto, immersi in una gioia che fa male più della malinconia, e figli di un cielo così bello… perché è adesso”.

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La vita è adesso
(Gianni Morandi, Claudio Baglioni)

La vita è adesso

Nel vecchio albergo della terra
E ognuno in una stanza
E in una storia
Di mattini più leggeri
E cieli smarginati di speranza
E di silenzi da ascoltare
E ti sorprenderai a cantare
Ma non sai perché…
La vita è adesso
Nei pomeriggi appena freschi
Che ti viene sonno
E le campane girano le nuvole
E piove sui capelli
E sopra i tavolini dei caffè all’aperto
E ti domandi incerto chi sei tu…
Sei tu…
Sei tu…
Sei tu…
Sei tu che spingi avanti il cuore
Ed il lavoro duro
Di essere uomo e non sapere
Cosa sarà il futuro…
Sei tu nel tempo che ci fa più grandi
E soli in mezzo al mondo
Con l’ansia di cercare insieme
Un bene più profondo…
E un altro che ti dia respiro
E che si curvi verso te
Con un’attesa di volersi di più
Senza capir cos’è…
E tu che mi ricambi gli occhi
In questo istante immenso
Sopra il rumore della gente
Dimmi se questo ha un senso…
La vita è adesso
Nell’aria tenera di un dopocena
E musi di bambini
Contro i vetri
E prati che si lisciano come gattini
E stelle che si appicciano ai lampioni… milioni
Mentre ti chiederai dove sei tu…
Sei tu…
Sei tu…
Sei tu…
Sei tu che porterai il tuo amore
Per cento e mille strade
Perché non c’è mai fine al viaggio
Anche se un sogno cade…
Sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
Mentre mi vieni incontro
E imparerai che per morire
Ti basterà un tramonto…
In una gioia che fa male
Di più della malinconia
Ed in qualunque sera ti troverai
Non ti buttare via…
E non lasciare andare un giorno
Per ritrovar te stesso
Figlio di un cielo così bello
Perché la vita è adesso
è adesso
è adesso.

 

“Uscito l’8 giugno 1985, il disco ha stracciato ogni primato di vendita restando al primo posto in classifica per sei mesi.
Per registrare l’album Baglioni scelse, come per il precedente “Strada facendo”, l’Inghilterra: i Manor Studios a Oxford e la The Town House a Londra. Gli archi, eseguiti dalla prestigiosa London Symphony Orchestra, furono registrati nei celebri studi di Abbey Road, la “casa sonora” dei Beatles. Le parti per archi vennero scritte da Celso Valli e l’orchestra era diretta da Carl Davies, compositore statunitense co-autore dei lavori di musica sinfonica di Paul McCartney. Nei brani Baglioni fa convivere la sua anima cantautorale con un sound profondamente immerso negli anni ‘80. Ne uscì fuori un disco complesso, sofisticato tanto negli arrangiamenti quanto nei testi. Ne “La vita è adesso” – in pratica un concept album che racconta la giornata di un uomo qualunque degli anni ‘80 in forma canzone – non c’è nemmeno una riga di testo ripetuta. Manca, nei solchi del disco, un ritornello ricorrente da memorizzare e anche la struttura dei brani si complica in assenza di ripetizioni. Ma tutto questo non sarà un ostacolo al suo successo” (da skytg24/spettacolo).