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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Tutte farfalle

proposto da Sandro Russo

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Proprio l’altro ieri ho dovuto provvedere al distacco di alcuni nidi di processionaria che – in mancanza del pino tagliato l’estate scorsa perché pericoloso – avevano colonizzato due alte piante di abete rosso (Picea abies), davanti casa.

Niente contro le processionarie, che pure loro devono campare, ma perché davanti casa mia? – Not In My Back Yard: non nel mio cortile sul retro – NIMBY – non si dice così?
Tra l’altro, a parte i danni al fogliame delle piante (che in caso di grandi infestazioni riescono addirittura a “scheletrire”), i nidi sericei contengono delle larve la cui fine peluria risulta molto urticante per vari animali, compreso l’uomo. Figuriamoci poi mettere un tavolo per mangiare sotto gli alberi.

Giusto qualche informazione sul ciclo della processionaria, che può essere sempre utile… Ma il motivo per cui ho riportato questo fatto è stata la sorpresa di trovare sul giornale (la Repubblica) dello stesso giorno un intero paginone sulle farfalle… Cui anche le processionarie appartengono: processionaria del pino (Thaumetopoea pityocampa), lepidottero appartenente alla famiglia Notodontidae.

Le crisalidi di processionaria “sfarfallano” da giugno ad agosto. I maschi e le femmine si accoppiano e i maschi muoiono uno o due giorni dopo.
Le femmine ovidepongono sugli aghi dalle 100 alle 280 uova, in un’unica ovatura a forma di manicotto, ben visibili nella parte alta degli alberi e in posizione soleggiata.
Dopo aver deposto le uova, anche le femmine muoiono.
Le uova si schiudono dopo 4 settimane e danno origine alle larve, che si trasformeranno in bruchi che attraversano varie fasi di maturazione.
Tra febbraio e fine maggio la processione dei bruchi, guidata da una femmina, discende lungo l’albero – la “processione” di bruchi può essere più lunga di 40 metri – e si interra a pochi centimetri di profondità (da 5 a 20 cm), in una posizione soleggiata.
Le larve provenienti dallo stesso nido si incrisalidano tutte insieme nel terreno in bozzoli singoli fittamente accatastati l’uno accanto all’altro. Una parte delle crisalidi può rimanere in “diapausa” (rallentamento estremo del processo di maturazione) anche fino a 7 anni.
In luglio-agosto dalle crisalidi maturano gli adulti… E il ciclo ricomincia.

…È proprio ’na vitaccia! E ci lamentiamo noi!

Chi traffica con la terra sicuramente avrà trovato qualche volta questi strani ‘bozzoli’ e si sarà chiesto cos’erano…

La farfalla allo stadio adulto

Riporto qui di seguito ‘in chiaro’ solo uno degli articoli che compongono la pagina di Repubblica; quindi tutta la pagina in file .pdf e, a parte, le singole sezioni illustrative.

Cliccare sulle immagini per ingrandire

Farfalle. Le specie.pdf

Il battito d’ali che tremare il mondo fa
di Marco Belpoliti

Il suo nome scientifico è Lepidottero, dal greco lepis, scaglia, e pteros, ali.
Il suo segreto sta tutto lì nelle ali dai colori meravigliosi, eppure fragilissime, e in quel volo così aggraziato da lasciare incantati.
Il colore delle ali è un effetto chimico e fisico, deriva da pigmenti come la melanina e dalla luce riflessa dalle minuscole strutture lamellari che compongono le scaglie. Il gioco delle superfici ostacola, o invece favorisce, le lunghezze d’onda che generano i colori a seconda del punto di vista di chi le guarda.
Ma non c’è solo questo: la farfalla è in origine un bruco, straordinariamente brutto e insieme stupendo; è un insetto che attraversa due nascite e due morti, e questo ha sempre affascinato gli esseri umani, che vedono in lei il simbolo della metamorfosi possibile: dalla crisalide esce una falena o farfalla.

Non a caso Primo Levi, che ne era attratto, ha scritto: «Negli stati profondi della nostra coscienza la farfalla dal volo inquieto è animula, fata e talvolta una strega». Vladimir Nabokov è stato anche un entomologo e ha dato il proprio nome ad alcune farfalle. Al suo arrivo in America all’inizio degli anni Quaranta del XX secolo entrò nel Museo di zoologia comparata di Harvard come classificatore. Studiava i curiosissimi organi sessuali delle farfalle. Scrive alla sorella che, a forza di guardare da vicino, ha finito per perdere la vista. Per due anni s’occupa dei Licenidi, una delle tante famiglie in cui si dividono le farfalle, e disegna i loro organi sessuali: «minuscoli, scultorei gancetti, dentini, speroncini visibili solo al microscopio».
Le farfalle si nutrono si sostanze zuccherine e non sono in grado, come molti altri esseri viventi, di produrre le cellule necessarie per rigenerarsi: invecchiano rapidamente.
Eppure questi insetti esistono da almeno 400 milioni di anni, quando sorsero i primi fiori. Sono stati i fiori a produrre le farfalle o viceversa? Di certo oramai i due sono strettamente legati: senza fiori niente farfalle, e viceversa.
Possiamo permettercelo?

[Da la Repubblica del 6 febbraio 2021]

Farfalle. Da Repubblica del 6 febbr. 2021.pdf

Immagine di copertina: Zerynthia Cassandra: (foto di silvio sorcini – silvio1953

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