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d-05 foto-02 scotti-e-bis 114 la-spiaggia Spugne e astroides si contengono lo spazio

Pensieri di Pasquale

di Pasquale Scarpati

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Sto seduto là dove da una parte, sporgendosi un pochino dal muretto, si nota parte della marina ed il mare con le sue sfumature. Ma se l’occhio si inoltra dall’altra parte si notano i declivi della colline verso i Conti con le sue “catene” ben allineate.
Questa parte mi infonde pace e tranquillità, l’altra al contrario mi incute inquietudine e insicurezza.
– Dipende – penso – dal fatto che il liquido è instabile. Può essere calmo, ma all’improvviso si può agitare e divenire pericoloso.

Così quella persona che sola sola si avviava verso l’elicottero e prendeva l’aereo che lo portava lontano, è stata, a detta di molti, un libeccio furioso, gravido di nuvole nere e di onde tumultuose che si arrampicano sulla Ravia quasi a ghermire la vecchia casa o ’na cod’i zéfer’ che gira vorticosamente e solleva verso l’alto tutto ciò che incontra sul suo cammino.
Per altri è stato un levante altrettanto teso che ha schiaffeggiato vegetali e animali, tetti e comignoli ma in limpido cielo. Ma come quelli, i più forti, sono rimasti lì, saldi, in attesa che il vento si calmasse, così ora tutto sembra che sia tornato come prima. Le chiome sono ferme e le ombre tornano ad allungarsi.

Con la sua uscita di scena, infatti, sembra chiudersi una parentesi della storia: quella della contestazione e/o del tentato “scassinamento” del sistema precostituito. Tentativo, a quanto pare, non riuscito.
Se, però, appena quattro anni fa, contro ogni previsione e nonostante fosse osteggiato dai suoi, ebbe un ampio consenso, penso ci sia stato un motivo. Ma quell’avvenimento sembra che appartenga già alla preistoria. Se ancora oggi ha ricevuto un innegabile successo in termini di consensi ci sarà un motivo.
Con tutto ciò sommariamente da più parti viene liquidato asserendo che abbia parlato alla pancia della gente più che alla testa o al cuore.
Se fosse così, sarebbe, a mio avviso, grave e pericoloso. È sintomo, comunque che qualcosa non va. È successo negli Stati Uniti ed anche altrove… Ha provocato entusiasmo da parte di molti ma anche paura, tanta, da parte di altri. Si pensava che avrebbe portato chissà quali cambiamenti: ognuno vagheggiava il suo.
Oggi sembra che il mare ritorni a lambire dolcemente la costa e il fiume, esondato, rientri nei proprio alveo.
Praticamente si è tornati allo status quo ante con un sospiro di sollievo da parte di molti. Forse vale la pena riflettere un pochino e trarne insegnamento…”

“Comunque… sic transeat gloria mundi – interviene Veruccio – o per meglio dire è la regola di un aspetto della democrazia: quella politica!”
– Cioè!?
– Vedi – continua – il concetto di democrazia (potere del popolo) è molto alto, anzi altissimo. Come l’aria, abbraccia ed avvolge tutta la Terra. Tutti ne parlano e ne hanno parlato. Nessuno lo nega o lo ha negato.
Chi mai si è definito anti democratico?
Si autodefinisce democratico anche chi governa da solo ed anche chi lo fa con le stesse maggioranze che restano tali per anni come se quelle società fossero cristallizzate, immutabili nel tempo.

Esiste poi la democrazia che affonda nei numeri. Questa usa il pallottoliere (come già tu scrivesti) più che la calcolatrice”.
– Perché mai… affonda e perché mai usa il… pallottoliere?
Mi guarda con fare ironico, forse pensa ai due significati del verbo affondare.
Continua: – Il pallottoliere è meccanico e quindi sicuro. La calcolatrice, invece, è insicura: potrebbe dare i… numeri perché malfunzionante per vari motivi: batterie scariche o perché, se è solare, si sta al buio”.
Prosegue: – Ciò che determinano le tre democrazie sono a loro volta le tre economie.
Il discorso su questo argomento sarebbe lungo e complesso.
In sintesi: c’è chi vorrebbe che tutta l’economia fosse gestita dallo Stato o quasi e chi, invece, vorrebbe che fosse gestita dai singoli ed infine chi vorrebbe una via di mezzo. Un intreccio difficile da districare anche perché in una democrazia rappresentativa ognuno cerca di mandare al governo chi rappresenta i propri interessi economici che a loro volta spesso si sviluppano dalle idee. Queste a lor volta possono nascere dall’economia ma, il più delle volte, si sviluppano da idee preesistenti. Spesso sono il volano dell’economia oppure l’economia è volano delle idee. Sono alla base della democrazia.
A volte si vorrebbe difendere l’adulto ma ingenuo Calandrino dai racconti fantasiosi.
Può accadere, però, che qualcuno sia tentato di spacciare per racconti fantasiosi anche quelli che non lo sono oppure quelli che lui ritiene tali ma a suo insindacabile giudizio. Sopprimere il libero pensiero, pertanto, è comunque un atto di… forza. Nessuno, pertanto, a mio avviso, può erigersi a difensore altrui. Potrebbe risultare una tentazione alquanto pericolosa.
Unica difesa: la loro confutazione oppure, meglio ancora, la… canoscenza (come dice il Sommo); spiegare a se stesso, cioè, perché un asino non può… volare. Soprattutto avere coscienza dei limiti della propria conoscenza ed agire di conseguenza.

In definitiva una vera democrazia si ottiene soltanto quando ognuno, nel rispetto delle leggi, può soddisfare i propri bisogni senza essere obbligato a…
Intervengo: – Chinarsi, superare pastoie, melme, ogni sorta di impedimenti e/o di inceppamenti ed altro, così da essere veramente libero di esprimere il proprio consenso in base alle proprie convinzioni che a loro volta possono scaturire anche dai propri interessi.
Ma lui come se non mi avesse sentito: La democrazia, pertanto, è una ma è anche… trina, come…”
Forse avrebbe voluto aggiungere qualche altro concetto quando apparve uno in abito talare che esclamò: – Blasfemia! Blasfemia!

A questo punto taciamo. Veruccio e l’altro scompaiono. Rimango assorto.
Era già l’ora che volge al disio…..”.
Mi frugo nelle tasche: finalmente l’ho dimenticato! Lui perennemente appiccicato, ansioso, fastidioso. Non ho avvertito assolutamente la sua mancanza!

Penso a me turista per caso o di… casa oppure… a casa!?
– Cosa avrà preparato mia cugina per cena? – Vagheggio: – Purpette di merluzzo o di rutunni.

Di questi tempi hanno più sapore. Belle con prezzemolo, parmigiano e/o pecorino. Prendono forma sotto l’amalgama delle uova. Fritte e poi tuffate nel sugo rosso, denso che condirà una montagna di spaghetti o delle più morbide linguine. Va bene tutto. Mi figuro “ alpinista-scalatore”!
Semel in anno licet… (anche più di una volta!).
Poi rifletto: – Ci vuole tempo ma soprattutto pazienza e occhio per prepararle: bisogna stare attenti non solo alle lische ma soprattutto a quelle piccole spine che furbescamente vanno a nascondersi e possono rimanere attaccate in gola. Per rimuoverle ci vuole pinza e destrezza. Rassomiglia…
Basta! Mi è venuta l’acquolina in bocca: sarà l’ora, sarà il pensiero involuto… Macché è semplicemente il paesaggio e l’aria natia di… Pasquale

 

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