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Epicrisi 316. La memoria va continuamente alimentata

di Giuseppe Mazzella

 

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Noi siamo la nostra memoria e quando questa si fa debole o confusa a soffrirne sarà innanzitutto la nostra stessa libertà. Ecco perché va curata, alimentata, arricchita, analizzata, approfondita, riscoperta. E’ necessario  smentire oggi più di ieri quello che il grande giornalista Ugo Ojetti affermava degli italiani: un popolo di contemporanei, cioè che ignorano il proprio passato e non si impegnano adeguatamente per il futuro.

Nella settimana che si conclude, infatti, è stata celebrata la “Giornata della Memoria”, dedicata all’olocausto degli ebrei ad opera dei nazisti. Una tragedia resa possibile a causa di una certa indifferenza e anche acquiescenza da parte di troppi e per l’Italia dalle leggi razziali volute da Mussolini. Un periodo nero della storia dell’umanità che come il nostro sito ricorda “è avvenuto, quindi può accadere di nuovo” (leggi qui). Sul filo di questo doloroso ricordo bisogna “Ricordare…per non dimenticare” (leggi qui), compito al quale siamo chiamati tutti e al quale Enzo Di Giovanni offre ulteriori riflessioni che comprendono anche un suo incontro a Formia con Teresa Vergalli, partigiana intrepida, “giovane di novant’anni” (leggi qui) e Tano Pirrone arricchisce con il racconto della  tragedia della deportazione della comunità ebraica ungherese rappresentato dal film “1945” di Ferenc Torok (leggi qui).

E’ lo stesso Pirrone, poi, a segnalarci anche per il 30 gennaio su Rai Fiction il film dedicato alla vita di Primo Levi (leggi qui). Sempre in tema di atrocità e di pagine buie, questa volta della Chiesa Cattolica, Fabio Lambertucci rievoca il rogo  di 25 ebrei “marrani” ad Ancona nel 1556, inflitto dal tribunale dell’inquisizione (leggi qui). Alla luce delle decine di guerre e di conflitti razziali che attualmente si combattono nel mondo questo grande male appare purtroppo ancora molto difficile da estirpare.

La settimana è stata funestata per la nostra isola dalla scomparsa a Genova di Lino Michelini, marito della nostra compaesana Rosa Morlé,  figura di riferimento nel ponente ligure e nella città di Genova militante prima nel gruppo del Manifesto e poi impegnato in Rifondazione Comunista (leggi qui). Altra notizia ferale la morte di Silverio Di Meglio, “Barbone”, un altro mio compagno di scuola dell’Avviamento marinaro della sede del Cuore di Gesù di Le Forna (leggi qui). Silverio era di poche parole ed eccelleva nel disegno ed era molto apprezzato dalla nostra matronale e materna insegnante abruzzese Bommacigno Perna. Un abbraccio affettuoso e di cuore al figlio Luigi che ho visto crescere e che ammiro per la sua serietà e il suo impegno.

Franco De Luca ancora una volta si sofferma con sofferta attenzione sulla nostra Ponza e sul suo incerto futuro, proponendo e auspicando una unità tra tutte le forze, unica garanzia per migliorare le nostre esistenze (leggi qui). Sulla linea delle riflessioni per rendere la nostra isola più vivibile e confortevole e in ultima analisi più civile l’intervento di Adriano Mazzella che suggerisce le sue ricette che, per quanto limitate ad aspetti particolari, sono particolarmente pragmatiche. Sul fronte delle iniziative da intraprendere per la prossima estate c’è anche da segnalare l’attività connessa al recupero e fruizione della spiaggia di Chiaia di Luna, per la quale ha formalizzato la sua disponibilità e il suo impegno in prima persona al Sindaco il consigliere e geometra Carlo Marcone (leggi qui).

Rosanna Conte (leggi qui) si sofferma ancora una volta sulla isola sorella, Procida, e sull’iter seguito per approdare alla grande opportunità che vivrà nel prossimo anno per essere stata scelta Capitale della Cultura 2022, esempio virtuoso che andrebbe non solo imitato, ma analizzato e approfondito. Continua a mietere grande successo la rubrica “una foto racconta” (leggi qui), (leggi qui) e (leggi qui), che è un modo per rivivere atmosfere, vita e memoria, e rivitalizzare il nostro passato.


Sul filo del recupero della memoria isolana Franco De Luca (leggi qui) racconta un episodio della sua infanzia nel quale in un’assolata e allora silenziosa spiaggia di Chiaia di Luna irruppe la fragorosa troupe cinematografica per girare “Il ladro di Bagdad”. Attendiamo con grande interesse la seconda parte.

Stanno arrivando anche memorie dai “forastieri” che rivelano quanto amore avessero per la nostra terra.

A tal proposito Enzo Di Giovanni propone una straordinaria istantanea di Ponza di 65 anni fa, scritta da un innamorato pazzo di Ponza, Carlo Fontana (leggi qui).

La settimana è stata arricchita, poi, da un contributo inusuale di Tonino Esposito, solitamente impegnato nel ramo musicale e tradizioni, con una sua testimonianza sul giorno prima dello sbarco alleato ad Anzio della seconda guerra mondiale (leggi qui). Tonino aveva solo tre anni, ma la sua descrizione vivida del passaggio per Ponza di una parte della flotta americana, è descritta con sensibilità e vivacità, rievocando la paura delle donne, in un’isola silente che viveva come sospesa. Una memoria, per la verità, in gran parte inedita e che meriterebbe altre testimonianze, memoria tra l’altro confermata dalla sempre sorprendente e lucida Genoveffa D’Atri, Tonino mi ha fatto tornare alla mente il titolo di una fortunata trasmissione televisiva degli anni cinquanta, dedicata alle rievocazioni di grandi avvenimenti storici, che si concludeva ad ogni puntata con la fatidica chiusura: “C’ero anch’io!”.

Tra le notizie belle che corona la settimana la laurea in Scienze infermieristiche conseguita alla Sapienza di Roma da Giuseppina Aversano (leggi qui). Auguri a Giuseppina per aver scelto una professione anzi una vocazione di cui  in questi tempi così difficili abbiamo assoluta necessità.

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