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Anno che viene, anno che va (2)

di Francesco De Luca

 

Faccio seguito all’articolo precedente, come promesso. Sono considerazioni desunte dal passato e proiettate nel nuovo anno riferite alla situazione di Ponza.

Seconda riflessione: confidiamo di trovare nel corpo sociale della nostra comunità esponenti degni  di operare amministrativamente per il bene comune.

Quando scrivo di  ‘confidare’  è chiaro che non penso di attendere interventi dal cielo. Il futuro lo si scrive con l’azione non con l’ auspicio. Occorre che si operi affinché la gestione politica dell’isola non cada nelle mani di  uomini provvidenziali . Non ve ne sono e, ove siano stati individuati con questa qualità, hanno apportato disastri.

Perché ? Perché chi si impossessa del potere in quanto ritenuto  ‘puro’  e indenne dai difetti paesani, si sentirà svincolato dall’essere partecipe di una storia comunitaria. Svincolato, ossia non responsabile delle decisioni di fronte alla comunità bensì soltanto di fronte a lui. Si capisce allora che potrà causare solo danni. E anche le decisioni più razionali e promettenti sono slegate dalle esigenze della comunità.

C’è ancora un danno da considerare: la comunità tralascia di controllare la pratica amministrativa. Si deresponsabilizza. Giacché demanda, o ha demandato, ad un soggetto esterno la condivisione delle scelte..

Una comunità cresce  tutta insieme, nelle positività e negli errori.

Di cadute nelle scelte elettorali se ne sono fatte tante. Si fanno e… si faranno. Mai lasciarsi andare allo sconforto, mai abbassare la guardia.  La  ‘democrazia’  ha bisogno di occhi vigili perché la libertà è sempre a rischio. Sembra un parlare troppo lontano dalla realtà giornaliera, perché  ‘ libertà ’  è parola grossa e invece essa permea la nostra quotidianità. Noi Ponzesi l’abbiamo persa tante volte . Quando si è ceduto Zannone alla Regione, si è persa parte della nostra libertà;  così come quando si è ceduta lo stabile della Torre; quando si è banchinata la spiaggia di Santa Maria, si è persa parte della libertà; quando si è concessa ad Acqualatina di insediarsi in Ponza, si è persa parte della libertà.

Occorre, se vogliamo essere artefici del nostro futuro, scegliere e valutare le conseguenze delle scelte.

Con questi chiari intendimenti l’ambiente sociale che si strutturerà non sarà favorevole a ‘personaggi’ ambiziosi, tronfi della loro ‘estraneità’ e decisi soltanto a gratificare il loro ego. E l’aspetto morale avrà il giusto valore nella considerazione della gente.

Terza riflessione: l’intento prioritario della gestione amministrativa, oggi, consiste nel riuscire a fermare l’esodo invernale della comunità ponzese.

Tratterò la questione nel prossimo articolo.

***

Appendice del 14 genn. h 18,20 – La Redazione (Cfr. commento di Vincenzo Ambrosino)

Testo in chiaro, in formato .pdf del Comunicato allegato in link al commento:

Ponza. il candidato sindaco Ferraiuolo presenta il suo programma elettorale

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