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La “fenice” della democrazia americana…

di Emilio Iodice

Riceviamo da Emilio Iodice una anticipazione che volentieri pubblichiamo
La Redazione
.
Per un precedente articolo di Emilio Iodice sui recenti fatti americani, leggi qui


La “fenice” della democrazia americana risorgerà dalle ceneri degli ultimi quattro anni
di Emilio Iodice

Gli anni agonizzanti dell’amministrazione Trump hanno messo in rilievo la paura di perdere quelle libertà per le quali le persone in tutto il mondo hanno combattuto e sono morte.
Se c’è qualcosa di positivo che deriva da questa esperienza è la necessità di rafforzare i nostri valori e le nostre libertà.

La forza e la resilienza della democrazia americana si vedranno nelle settimane e nei mesi a venire. La sfida alla libertà della Presidenza Trump ha risvegliato gli anticorpi che sono al centro della libertà americana.

Entreranno in vigore nuove leggi per impedire a un altro presidente di abusare del potere.
Il Protecting Our Democracy Act sarà approvato all’inizio dell’amministrazione Biden. Comprende l’obbligo per i candidati alla presidenza di rilasciare 10 anni di dichiarazioni dei redditi, il rafforzamento delle protezioni dalle ritorsioni per gli informatori e gli ispettori generali e il divieto ai presidenti di perdonare se stessi.
Le norme che sono state danneggiate da Trump, e dai suoi seguaci politici, devono essere ricostruite senza minare e danneggiare il potere della Presidenza. L’obiettivo è riequilibrare il controllo del Congresso sull’esecutivo.

La nuova legge stabilisce forti restrizioni sugli interessi commerciali esterni, come l’impero multinazionale controllato da Trump.
Ai futuri presidenti sarà richiesto di fornire motivazioni documentate per le grazie legate alle indagini su se stessi o sui loro familiari, una misura in parte ispirata dal perdono di Trump a numerosi aiutanti e alleati.

Le nuove disposizioni, ancora una volta, rimetteranno in riga la “nave di stato” americana e lavoreranno per mantenere gli Stati Uniti un faro, anche se imperfetto, per la democrazia nel mondo.

***

Appendice del 12 genn. 2021 (Cfr. commento di Tano Pirrone)

13 Comments

13 Comments

  1. silverio lamonica1

    11 Gennaio 2021 at 17:23

    ” L’obiettivo è riequilibrare il controllo del Congresso sull’esecutivo”.

    Considero fondamentale questo passaggio della breve ma eloquente esposizione del nostro amico Emilio, per mettere a confronto il sistema presidenziale americano e quello parlamentare italiano.

    Come tutte le cose di questo mondo, sia l’uno che l’altro non sono perfetti.
    Nel nostro sistema bicamerale, ad esempio, le proposte di legge vanno avanti e indietro per un’eternità prima di essere approvate.

    Anche negli U.S.A. c’è una Camera e un Senato, ma il Presidente, eletto direttamente dal popolo, ha maggiori poteri (mi sembra di capire) rispetto al nostro Primo Ministro. Da noi il Presidente della Repubblica, eletto dalle Camere, ha un ruolo ben diverso: supervisione e controllo.

    La mia domanda è: alla luce di quanto è accaduto negli U.S.A, dove “è necessario un riequilibrio tra Congresso ed esecutivo”, conviene a noi italiani cambiare sistema e instaurare la “Repubblica Presidenziale” come alcuni invocano, specie da destra?

  2. vincenzo

    11 Gennaio 2021 at 17:24

    Caro Emilio io non capisco di che cosa parliamo quando parliamo di democrazia, peggio quando parliamo di libertà.

    So solo che la democrazia è partecipazione, è eguaglianza davanti alla legge, é parità di diritti e di doveri.

    So anche che non ci può essere libertà senza giustizia sociale.

    La democrazia non è certo andare a votare un presidente che per essere eletto deve piacere alla maggior parte delle persone dal riccone petroliere dal disoccupato metropolitano.

    Ma poi mi chiedo chi comanda veramente negli Stati Uniti, il Presidente o gli apparati burocratici.

    Oggi parliamo delle pazzie di Trump ma non ci siamo chiesti perché è stato votato e perché ancora oggi ha un seguito. Conosco molti ponzesi-americani
    tifare per Trump.
    Poi caro Emilio ti chiedo di dare delle spiegazioni, magari di smentire quello che racconta questo ex agente della Cia.
    Lui racconta chi comanda veramente negli Usa per cui chi detta le regole nel mondo, per cui chi incide anche sulla mia libertà.

    https://youtu.be/HCwiU19yil0

  3. Tano Pirrone - Caro Emilio...

    12 Gennaio 2021 at 09:23

    Caro Emilio,
    che la Fenice possa risorgere dalle ceneri è un augurio che tutti i sinceri democratici fanno e insieme una promessa di comportamenti consoni, altrimenti… colle chiacchiere stiamo a zero! Non ci sono ragionamenti dietro, ma una buona dose di ottimismo della ragione, perché (Buongiorno Gramsci!) tutte le tessere del puzzle che ho a disposizione hanno il colore del pessimismo. A far ulteriore ombra sulle grigie tessere le notizie e le foto che stamani Repubblica porta in prima pagina. Non ho ancora visto la rassegna stampa e non so quanti quotidiani riportino queste notizie e le immagini dei guerriglieri trumpiani armati fino ai denti e con l’espressione beota che normalmente (in quest’occasione ancor di più) i guerrieri della notte mostrano agli imparziali obiettivi (tali di nome e di fatto). L’indagine darà risultati interessanti: sulla mia lavagnetta ideale segnerò su una colonna (quella di sinistra) gli organi di stampa che riporteranno la notizia e sull’altra (quella di destra) quelli che non la riporteranno.
    Qual è l’informazione? Lasciamo a Rampini [su la Repubblica edizione odierna – NdR] la parola: «Quindicimila soldati della National Guard sono da ieri in stato d’allerta nella capitale per far fronte alla prossima minaccia: la “Million Militia March” contro l’insediamento di Joe Biden. È la seconda ondata dell’assalto alla democrazia americana, pianificata e preannunciata sui social di destra. “La marcia di un milione di miliziani” è stata preannunciata per impedire l’Inauguration Day il 20 gennaio. Il conto alla rovescia è al cardiopalmo, il Secret Service ha proclamato che il 20 gennaio per l’ordine pubblico e la sicurezza nazionale diventa un National Special Security Event, questo alza allarme e mobilitazioni ai massimi livelli, impone dispositivi di sicurezza rafforzati con la collaborazione di tutte le forze poliziesche, militari, di intelligence». L’articolo di Repubblica continua ed è supportato da un servizio di Lombardi (…) e da un commento di Garimberti (…). Nelle due foto che allego [visibili in appendice all’articolo di base, a cura della Redazione] si vedono, nella prima, tre massicci idioti armati di tutto punto e pronti a difendere il diritto di Trump di vincere a qualunque costo; la seconda si commenta da sé.

    Chi ha un Dio lo preghi.

  4. Tano Pirrone - Caro Vincenzo...

    12 Gennaio 2021 at 10:11

    Caro Vincenzo,
    in ossequio al vecchio detto della mia terra “un corpu ‘a vutti e un corpu ‘o timpagno” (la cui sbiancata traduzione in lingua italiana è “un colpo al cerchio ed uno alla botte”), dopo aver aggiunto il commento sull’articolo di Emilio Iodice, sono qui a dirti due parole all’orecchio, da vecchio amico (scontento, preoccupato, ma sincero): quando fai così mi fai inc… avolare! Ma, insomma, hai l’opportunità di entrare nel vivo di un discorso che tanto ti interessa, e di aggiungere cose, parole, idee al racconto ed invece, in un inconcludente giuoco che sa di ripicca, rilanci con Kevin Shipp, il cui video è conosciuto e frequentatissimo. Non ho mezzi per dare giudizi sui contenuti, ma sono così vasti, generali fuori da ogni possibilità di conoscenza e di intervento, che rimangono pura letteratura.
    Si chiamano Massimi Sistemi, e tu ed io non abbiamo capacità di affrontare quel livello se non come chiacchiere di caffè.
    Stiamo su un argomento importantissimo, vitale come quello di una rivolta armata nientepopodimeno che negli Usa e tu tiri fuori il vasaccio di Madame Pandora e ne fai uscire di tutto.
    Mi sembri un novello Mosè, che bloccato sul Monte Sinai dal peso delle due tavole, non riesce a scendere e tornare a valle dove i suoi seguaci sono impegnati in orge e stravizi.
    Abbandona le tavole, Vincenzo, e scendi di corsa: siamo qui ad aspettarti.

  5. vincenzo

    12 Gennaio 2021 at 12:27

    Io faccio vedere un video in cui un ex della CIA parla della vera organizzazione della società americana e qualcuno mi dice di non parlare dei Massimi Sistemi.
    Li chiama Massimi Sistemi i cardini della organizzazione finanziaria, militare, politica, quindi poi civile e sociale della società americana che vengono poi esportati.

    Dobbiamo invece parlare di quei quattro “straccioni” che si sono permessi di attaccare il simbolo della democrazia mondiale.
    Quel simbolo non è in mano al popolo purtroppo.
    Chissà perché l’ammonimento di Tano mi ha fatto ricordare una vecchia canzone del ’68:
    “…che roba contessa all’industria dell’Aldo, han fatto uno sciopero quei quattro ignoranti volevano avere i salari aumentati… gridavano, pensi, di essere sfruttati!”

  6. Sandro Russo (sui commenti di Vincenzo e Tano)

    12 Gennaio 2021 at 17:14

    Vorrei provare a ricomporre e a mediare tra Vincenzo e Tano, o almeno tra i loro commenti, perché li conosco entrambi animati dalle migliori intenzioni.

    Vincenzo ci esorta a mantenere un alto indice di attenzione e di sospetto. A volte proponendo link indigesti – l’ultimo di 28 minuti… Pietà! -, fatti da professionisti della “contro-informazione”, da accettare per “fede” visto che a quei livelli né Vincenzo (che ci crede), né noi (che ci crediamo fino a un certo punto), abbiamo la facoltà di controllare le notizie. Di solito è un mix perfettamente dosato di verità e menzogne, per portare ad una conclusione obbligata.
    Ma facendo un esempio da eventi più sconvolgenti e acclarati, sappiamo (quasi) tutto del ruolo della CIA nell’ideare e organizzare prima lo strozzamento economico e poi il vero golpe militare in Cile contro Allende [fatti del 1973, presidente Richard Nixon, Consigliere per la Sicurezza Henry Kissinger] e quindi nel sostenere l’orribile, sanguinaria dittatura che ne seguì. Figuriamoci se ci viene mai in mente di apprezzare (o difendere) la Cia.

    Tano chiede a Vincenzo di rilassarsi ogni tanto e di affrontare i problemi che conosce meglio (…ce ne sono anche di più vicini a noi!) dal momento che prendere l’elmo e la spada – a botte di link – contro tutti i mali e le ingiustizie che affliggono la nostra sciagurata umanità può essere defatigante, ma soprattutto è inutile!

  7. vincenzo

    12 Gennaio 2021 at 19:21

    Non è così, caro Sandro. Tra me e Tano ci sono due modi opposti di vedere il mondo.
    Infatti “da dove guardi il mondo tutto dipende”.
    Poi non capisco, Sandro, che cosa devi mediare, dovresti essere contento che ci sia un minimo di dibattito.

    Perché, pur non avendo “mai mangiato nello stesso piatto”, cioè pur avendo avuto crescite diverse, credo siamo entrambi capaci di sostenere una dialettica civile.
    Saluti, Sandro

  8. Sandro Russo

    12 Gennaio 2021 at 20:27

    – Va ffa’ bbene a puorch’ – dicette chille.
    Nel mio linguaggio, “mediare” significa trovare il meglio e dei punti comuni nelle posizioni dei due contendenti.
    Se poi si ama vedere l’alterco fine a se stesso, come nella “sgarbologia” che fa scuola in tv e ognuno resta con le proprie opinioni di partenza – anzi peggio perché nel frattempo ci si è anche fatto il sangue amaro -, che senso ha il “dibattito”?

  9. Tano Pirrone

    13 Gennaio 2021 at 14:35

    Ho fatto politica attiva per decenni e sindacato nei posti dove i sindacati e quelli della parte mia spesso scomparivano o saltavano in aria. Membro dell’esecutivo in fabbriche controllate o tenute d’occhio dalla mafia e con me, insignificante anonimo operaio c’era, come rappresentante della Uilm, il tizio che premette il detonatore che fece saltare in aria un pezzo d’autostrada con Falcone, la moglie e la scorta. E frequentavamo gli stessi ambiti politici, a Palermo, insieme con Giovanni Impastato. Decenni di alternanza, studio, lettura, prassi politica: la fiamma non s’acqueta, ma si spostano le ottiche. Non sempre serve salire sulle scalinate e pensare che lassù qualcuno ci odia. Serve, come diceva Gramsci, costruire una coscienza rivoluzionaria (che non significa armata di “scuppetta” e molotov) ma capace di comprendere i termini delle contraddizioni massime. Alzarsi con la bandiera in mano ad ogni piè sospinto per scalare la barricata è un gesto romantico, che ci fa voler bene (noi a noi) ma costruisce poco o nulla.
    Detto questo ringrazio Sandro per il suo intervento, che gli avrei sconsigliato se fossi stato a conoscenza dell’intenzione, dando per scontato l’esito. La risposta di Vincenzo è chiara, incontrovertibile e definitiva.

  10. vincenzo

    13 Gennaio 2021 at 16:09

    Io veramente non capisco di cosa stiamo parlando. Non capisco perché Sandro si senta in dovere di mediare. Che cosa c’è da mediare? Non capisco perché Tano si debba sentire in dovere di raccontare le sue cose. Io rispetto tutti, soprattutto chi è capace di stimolare in me nuove passioni. Nuove letture per esempio.

    Se uno pensa che le cose in questo mondo siano le migliori possibili; se uno pensa che gli USA siano il gendarme della democrazia nel mondo; se uno pensa che questa Europa faccia gli interessi dei cittadini europei; se uno pensa che questo sistema economico mondiale sia giusto e definitivo; se uno pensa che bisogna fidarsi di tutto quello che propina questo sistema tecno-capitalista compreso questo vaccino…
    …E qualcun altro pensa all’opposto, mi chiedo: dove sta il problema?
    Sono semplicemente diverse visioni di presente e futuro.

    C’è in questo mondo attuale un problema di “pensiero unico”. Chi la pensa diversamente diventa un complottista, un negazionista o quando gli va bene un sovranista o un populista.
    Questo sì che è un modo vecchio di inquadrare le persone.

    Io ho delle idee e rispetto le idee degli altri, tanto che non mi permetto di dire a nessuno: “ti consiglio di calmarti” oppure: “rilassati” “scommetto 5 euro che risponderà”.
    Io non mi permetto di dire: “ho un sacco di cose da fare” “il mio tempo” “non ho ricevuto la rassegna stampa”.
    Io semplicemente esprimo le mie idee.
    Se le mie idee non piacciono non ci posso fare niente.
    Ci riempiamo la bocca della parola democrazia e poi ci offendiamo perché qualcuno non la pensa come la pensiamo noi?

    A scuola un giorno un prof. di diritto mi disse: “Ma ti rendi conto che cosa si sono permessi di dire i ragazzi? Che loro non fumano a scuola se anche noi non fumiamo? Ti rendi conto?”
    Il povero collega – di diritto tra l’altro – non ammetteva che alla base della educazione non c’era solo la norma, ma contava anche l’esempio dell’istitutore”
    Io invece sono contento, trovo stimolante chi la pensa diversamente da me.

    Viva la diversità di idee! Abbasso il pensiero unico!

  11. Emilio Iodice sul New York Times (in inglese, con traduzione)

    14 Gennaio 2021 at 10:45

    Gentile redazione di Ponzaracconta
    The New York Times ha appena pubblicato questo mio commento:

    New York Times, January 14th, 2021 10:26 AM

    The parallels to Italy in the early 1920s are frightening.

    In an essay I wrote for the Journal of Values-Based Leadership: Lessons from History, The Startling Rise to Power of Benito Mussolini, I chronicle how he went from Deputy to Prime Minister in 19 months. Conditions included a divided nation, social unrest, and economic collapse following World War I.

    I explained how it happened in a country where it seemed impossible to snuff out democracy and replace it with tyranny. In my latest book, The Commander in Chief, The Qualities needed of Leaders of Democracies in the 21st Century, I explain how American Presidents have exercised leadership by making tough decisions in a climate of freedom.

    Now is the time to reinforce our sense of democracy at all levels, from the classroom to the Congress. We need to teach the difference between patriotism and nationalism, where the love of country is one thing and hatred of all things that do not pertain to us is something else.

    We must show that words matter, especially from those in power. Gestures matter and actions matter because in democracies the way we do things is just as important as what we do.

    President Biden and our leaders have an arduous task ahead of them to strengthen our republic by assuring fairness in the press, fairness in social media, and fairness in the economy and society.

    If not, we will see other, more skillful, tyrants present themselves and even rule.
    It is a nightmare and tragedy we can avoid.
    Emilio Iodice

    Traduzione dal N.Y. Times (a cura della Redazione)

    Le analogie (della situazione americana) con l’Italia di primi anni ’20 sono spaventose.
    Ho scritto in un saggio, per il Journal of Values-Based Leadership: “Lezioni dalla Storia, l’ascesa al potere di Benito Mussolini”; ho fatto la cronaca di come egli è passato da Deputato a Primo Ministro nel giro di 19 mesi. Le condizioni predisponenti erano una nazione divisa, instabilità sociale e il collasso economico conseguente alla Prima Guerra Mondiale.
    Ho spiegato come è stato possibile in un Paese dove sembrava impossibile affossare la democrazia e sostituirla con una tirannia. Nel mio ultimo libro The Commander in Chief, le qualità richieste ad un leader delle Democrazie nel XXI sec. analizzo come i presidenti americani hanno esercitato la leadership prendendo decisioni difficili in un clima di libertà.
    Ora è il momento di rinforzare il senso della democrazia tutti i livelli, dalla scuola fino al Congresso. Abbiamo bisogno di insegnare la differenza tra il patriottismo e il nazionalismo, dove l’amore per il proprio Paese è una cosa e l’odio per tutte le cose che non ci riguardano è qualcos’altro.
    Dobbiamo far capire che le parole sono importanti, specialmente quando vengono da persone al potere. I gesti sono importanti e le azioni sono importanti perché in democrazia il modo in cui facciamo le cose è altrettanto importante di quello che facciamo.
    Il presidente Biden e i nostri leader hanno un arduo compito davanti a loro; di rinforzare la nostra repubblica, assicurando equità nella stampa e nei social media; equità nell’economia e nella società.
    Se ciò non accade, vedremo altri, anche più abili tiranni presentarsi sulla scena e perfino governare
    È un incubo e una tragedia che possiamo evitare
    Emilio Iodice

  12. Enzo Di Giovanni

    14 Gennaio 2021 at 12:23

    Caro Vincenzo, ti rispondo con le parole di un campione della democrazia, non di un teorico del totalitarismo di destra o di sinistra. Karl Popper, autore di un famoso paradosso: una società aperta, tollerante, deve imporre un limite alla sua stessa tolleranza. “La tolleranza illimitata infatti porta alla scomparsa della tolleranza. Se estendiamo l’illimitata tolleranza anche a coloro che sono intolleranti, se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro gli attacchi degli intolleranti, allora i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi”.
    Il problema, a mio avviso, è non riconoscere una fortissima componente di intolleranza nei tanti gruppi di complottisti, che non è una categoria astratta se è vero, come è vero, che esponenti del movimento Qanon sono stati eletti alla Camera dei Rappresentanti, e se è vero, come è vero, che bandiere di Qanon si espongono anche ai comizi della Lega in Italia. La galassia di negazionisti, sovranisti, suprematisti, che compongono l’humus dell’elettorato di Trump sono i portatori di ideologie fortemente intolleranti, o per parlar diretto, neonaziste, e non sono certo artifici lessicali o dissertazioni filosofiche sul concetto di democrazia a mutarle. Come giustamente scrive Emilio Iodice, nel suo pezzo pubblicato sul New York Times: “dobbiamo insegnare la differenza tra patriottismo e nazionalismo, dove l’amore per la patria è una cosa e l’odio per tutte le cose che non ci riguardano è un’altra”. Da anni il complottismo sguazza e si nutre di questi “equivoci”: ma questa è una debolezza della democrazia, che va corretta, non certo il tentativo di imporre il pensiero unico, che scritti come i tuoi vorrebbero far intendere.

  13. vincenzo

    14 Gennaio 2021 at 15:36

    Che facciamo, sospendiamo la democrazia perché ci sono delle minoranze che hanno smesso di stare zitte e si organizzano?
    La differenza di una società aperta e democratica rispetto a una totalitaria e chiusa è proprio questa. Nella prima è concepita la libertà di espressione.

    Ma qui il problema è un altro. Quando un cittadino vota un senatore o un deputato che garanzie ha? Quell’onorevole, quel partito, rispetteranno il programma elettorale o il vincolo di mandato?
    La democrazia è il potere del popolo che si esprime con il voto. Ma dopo il voto che potere ha il popolo? Nessuno!

    Il politico una volta eletto fa quello che è piu utile alla sua carriera.

    Questo come lo chiamiamo? Tradimento della democrazia!

    C’è un altro aspetto della “democrazia” moderna, la quale non è al servizio dei cittadini ma dei poteri economico-finanziari. Sono loro a dettare le agende ai politici.

    Renzi ha prodotto questa crisi di governo: sta facendo gli interessi del popolo o di qualcuno che a noi non è dato sapere?

    I governi tecnici non eletti chi hanno servito: il popolo o i poteri economico-finanziari?

    Il cittadino che può fare? Stare zitto, leggere i giornali di regime, aspettare il prossimo voto? Aspettare il prossimo tradimento?

    In America una volta c’era la classe media che assorbiva tutte le contraddizioni di una super potenza imperialista, ma l’avidità di pochi ha intaccato le certezze di questa classe che vede scivolare verso il basso la sua qualità della vita.

    La povertà per la maggior parte dei cittadini aumenta, al contrario aumenta la ricchezza di pochi. Questo è diventata la democrazia occidentale, non serve il popolo serve le oligarchie.

    Emilio fa pubblicità ai suoi libri e quindi continua a parlare dei suoi libri. Parla di leader nel mondo che hanno saputo prendere le decisioni, ma quando io gli chiedo di smentire quell’ex uomo della Cia che dimostra al contrario che i presidenti gestiscono la forma del potere negli Usa ma la sostanza la producono le organizzazioni finanziare ed economiche militari, Emilio non risponde.

    Nessuno si scandalizza che facebook, che è una potenza economica, decide chi può parlare e chi no.

    Gli allineati che si autodefiniscono “democratici” sono contenti che i cosiddetti complottisti non possano esprimere le loro opinioni.

    Questo tradimento continuo ai principi base della vera democrazia sta facendo incazzare la gente.

    Chi ha il potere in mano deve rispondere delle sue malefatte, non certo chi sta all’opposizione.

    Un vero democratico è chi si batte contro al potere fine a sé stesso che ha da tempo tradito la sua funzione.
    Per salvare la Democrazia bisogna ripensare da dove si è partiti alla fine del 1700, non tentare di salvare dove siamo arrivati nel 2020.

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