Ambiente e Natura

Epicrisi 311. Ineludibilmente Natale

di Sandro Russo

 .

C’è poco da zazzare – dicono a Roma. Questa settimana sul sito sono stati pubblicati (da domenica a sabato) trentadue articoli – bella media …più di cinque al giorno – di cui quattordici hanno riguardato direttamente il Natale; per altri sette di essi la ricorrenza appena trascorsa non è stata il tema centrale, ma c’è comunque entrata. Quindi per forza di cose – anche per evitare i severi censori del fuori tema… fuori tema..! – è del Natale che bisognerà scrivere!


Abbiamo letto tanto, della diversità di questo Natale rispetto a quelli di sempre.
Da laico mi sono appuntato qualche concetto importante:
“I dodici giorni che vanno dal 24 dicembre al 6 gennaio, dalla sera della Vigilia alla notte dell’Epifania, sono quel che resta degli antichi riti del solstizio d’inverno, quando le giornate ricominciano ad allungarsi. In quel periodo i pagani onoravano il dio solare Mitra. Il cristianesimo trasforma il trionfo della luce sull’oscurità in una celebrazione del suo sole infante, nella Natività del dio bambino, che viene al mondo in una grotta per liberare l’umanità dalla tenebra del peccato originale”.

Ne scrive Marino Niola su la Repubblica dello scorso 24 dicembre:
“…la nostra maratona natalizia è l’effetto di una stratificazione di simboli fitta come una geologia. Che ci lascia eredi di uno straordinario giacimento di consuetudini famigliari, di comportamenti millenari, di funzioni religiose e di ritualità laiche”.
E da antropologo – per spiegare il senso di frustrazione, di vuoto che è derivato dal diversamente Natale di quest’anno – conclude l’articolo: “Ma una cosa il Covid ce l’ha insegnata. Che senza riti la collettività entra davvero in sofferenza. Perché in realtà non è la società a fare il rito, ma il rito a fare la società”.

Luminarie ridotte e vicoli deserti

Per qualche verso si è anche fatto di necessità virtù. Nei messaggi, vignette, brevi video via whatsapp che in queste feste riempiono le giornate, ho notato una certa tendenza alla riproposizione di cose già viste e lette negli anni scorsi, come questa immagine del Presepio che aveva tenuto banco (dopo un discorso del papa) in occasione del Natale 2019 (link a un articolo di Famiglia Cristiana).

O anche – più volte riciclato – un evergreen: la famosa tregua di Natale del 1914, “quella serie di “cessate il fuoco” spontanei, non ufficiali anzi fortemente osteggiati dai comandi, avvenuti nei giorni attorno al Natale del 1914 in varie zone del fronte occidentale della prima guerra mondiale: qui sul sito il 24 dicembre 1917.

Ricordarlo non può fare male: Joyeux Noël – Una verità dimenticata dalla storia (Joyeux noel) dal film francese del 2005 scritto e diretto da Christian Carion sulla Tregua di Natale della Prima Guerra Mondiale, nel dicembre 1914, fra soldati di trincea tedeschi, francesi e britannici.

E il San Giuseppe mostrato sopra prima ci porta dritti dritti al primo degli articoli della settimana: La buona novella, la scelta davvero felice di Sandro Vitiello per “Canzone per la domenica” nella settimana natalizia.

L’album di Fabrizio De André – notevole dal punto di vista sia musicale che letterario – è tratto dai Vangeli “apocrifi” (dal termine greco, per indicare «ciò che è tenuto nascosto», «lontano dall’uso)», non inclusi nell’elenco dei libri sacri della Bibbia in quanto ritenuti portatori di tradizioni errate o contrastanti con quelle accettate dalla “dottrina”; in sostanza perché davano una rappresentazione troppo umana dei personaggi sacri.
Tra i vari brani, a differenza della preferenza di Sandrone per “Il testamento di Tito”, io ho sempre prediletto “Il sogno di Maria”, in pezzo in cui più si dispiega la vena lirica di De André – immagini rese in musica e parole con leggerezza assoluta -, fino a culminare nella carezza di accettazione e perdono del vecchio alla giovane sposa, ritrovata incinta al ritorno da un lungo viaggio (…come non comprenderlo!)
Per chi gradisse un second look, qui Il sogno di Maria, live dal Teatro Brancaccio di Roma del 1998 (due concerti storici, il 13 e il 14 febbraio del 1998. Fabrizio sarebbe morto meno di un anno dopo, l’11 gennaio 1999).

E di carezza in carezza – è stata una settimana molto carezzevole – arriviamo al primo dei due scritti di Maurizio Maggiani; il secondo essendo la nostalgica rievocazione della nonna (…o della bisnonna? Lui dice la matriarca e del rito dei ravioli della vigilia al tempo della sua infanzia).  L’ho scelto perché mi ha aperto gli occhi sul comportamento di un mio amico che propone con pervicace e amorosa ossessione (peraltro mal sopportata e compresa dai familiari-commensali) le sue cucinelle rituali: è un dono di sé, ecco cos’è, una specie di eucaristìa laica!

Di tavola un tavola, ecco ancora la polenta di Nazzareno Tomassini, il nostro corrispondente da Bourges, il centro geometrico della Francia.

Siamo sempre dalle parti delle icone del Natale… e chi ci sta meglio di un Angelo? – Da Passa ll’angelo e dice ammen, di Franco De Luca, a Annunciazione! Annunciazione” di Troisi. E’ una citazione estemporanea, non ha fatto parte dei pezzi della settimana, ma è d’obbligo!

Poiché sempre di anime si parla, godetevi anche le anime pezzentelle dalla tradizione napoletana, neanche troppo antica.

Mentre il 21 dicembre ha fatto la sua apparizione – succede ogni 800 anni -, la stella-cometa di Natale.

Natale. Auguri per il Natale… tanti, sia in pubblico che in privato, da collaboratori e amici del sito (Dante Taddia e Maria Conte e Pasquale Scarpati), oltre che dalla Ride-Aps), e anche proposti in traduzione da Silverio Lamonica da Théophile Gautier e D.H Lawrence (un po’ alla lontana e cupamente, quest’ultimo; forse più nelle intenzioni di Silverio che di Lawrence).

Ed è ancora atmosfera di Natale con Carosello, dalla Posta dei Lettori e Ungaretti proposto da Silveria Aroma.

Per un Natale che si rispetti non possono mancare:
Una piccola mostra natalizia: eccola, con i dipinti di Silverio Gabresù;
Il presepio, qui raccontati quelli “belli e perduti” di Gennaro Di Giovanni (Jerry);
Un vero racconto di Natale (1), in tre puntate: qui (2) e (3), raccontato da nonno Emilio Iodice accanto al fuoco ai suoi nipotini.

Poi c’è l’interazione del Natale, il nostro tema dominante, con la preoccupazione prevalente di questi ultimi mesi.
Abbiamo riportato una Cronaca del Covid-19 dalla montagna di un altro scrittore, Paolo Cognetti e le affabulazioni dal suo esilio domiciliare di un altro nonno in pectore con le sembianze del Generale Inverno: Tano Pirrone in Scavando s’impara.
A fine giornata una nota su la via cubana al vaccino.

Dal fronte natalizio è tutto… è un panorama ben completo!
…A voi studio

Post Scriptum
A parte il Natale e il Covid -19 succedono anche altre cose nel mondo (e tracimano nel piccolo del nostro sito). Le citiamo per completezza epicritica, ma i nostri animi sono tutti, spasmodicamente puntati all’attesa dei doni dei re Magi:

Appendice:

Servizio civile a Ventotene: riguarda anche Ponza a cura della Redazione

Rassegna Stampa & Meteo (267). La settimana da lunedì 21 dicembre 2020 a cura delle Redazione, dove comunque notizie sul Natale sono riportate ad ogni pagina

Ursula von der Leyen in maggio a Ventotene per il Premio “La chiave d’Europa” , segnalato da Silveria Lamonica

L’amarezza e la beffa dopo l’incontro con Pertini di Tonino Impagliazzo

A malombra di Franco De Luca

Adele Scotti, cento più uno… a colori di Luisa Guarino

Internet ultraveloce anche a Ponza e Ventotene a cura della Redazione

La politica e la collera di Giuseppe Mazzella di Rurillo, da Ischia

Internet per fibra a Ponza: altri pareri, a cura della Redazione, con uno scritto di Danilo D’Amico

Idealità e attualità di Franco De Luca

 

Buon Natale fatto e buon Anno Nuovo


ULTIM’ORA – Una glassa bianca sulla torta del Natale

Riceviamo comunicazione di una importante grandinata a Ponza – dalle ore 21,45 alle 22,30 – soprattutto zona Porto, Scotti, Parata, Santa Maria, I Conti, I Guarini… Strada Provinciale interrotta in località Tre Venti per oltre 50 cm. di ghiaccio. Mai vista né sentita una cosa del genere sull’isola!
Alcune foto:



1 Comment

1 Comment

  1. Tano Pirrone

    27 Dicembre 2020 at 10:56

    I disastri non vengono mai da soli: sono preceduti da eventi, che, a saperli leggere, ci darebbero giuste indicazioni a pararcene almeno un po’. Due eventi premonitori: l’uno la trasposizione filmica del capolavoro di Eduardo (Natale a casa Cupiello) e l’altro il commento di Vincenzo, al quale non faccio seguito, avendo il buon Sandro Russo detto tutto quello che è possibile dire senza scadere nel pecoreccio. Che ogni tanto però ci vuole. Del primo evento, col permesso della Redazione vorrei dilungarmi. Del secondo preferisco tacer!

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