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Idealità e attualità

di Francesco De Luca

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Ideali, idealismo, idealità sono termini derivati dal sostantivo da cui sono scaturiti, ovvero idea.
Cosa è l’idea? È un parto della mente umana che configura un fatto, un evento, un proposito, dotati di un significato.

L’uomo genera le idee perché ha bisogno di strutturare la realtà in modo razionale. Al fine di allontanare l’imprevisto, il disordine. Agogna ciò che lo rassicuri, lo renda forte per affrontare la realtà fattuale (per sua natura assolutamente priva di ragione, indifferente ad essa). Perché la natura delle cose è priva di senso. La realtà è, e basta.
Ma in questa realtà l’uomo non riesce a vivere, bisognoso com’è di verità, di sicurezza, di stabilità. Il senso, ovvero il significato, agli eventi lo attribuisce l’uomo. Perché la sua conformazione biologica segue queste connaturate condizioni: l’aspirazione alla razionalità e alla verità.

Razionalità e verità che, in quanto appartenenti all’uomo, sono caduche, improvvisate, per nulla fondate in modo definitivo. Eppure sono esse che ispirano la sua condotta e il suo agire. Attraverso le idee. Le quali, divenute prioritarie e fondamentali, assumono forme di idealità: ovvero principi del proprio pensare e agire.
Viste nell’importanza della vita degli esseri umani, nella loro plurimillenaria storia, queste idealità si concretizzano in categorie: quella politica, quella religiosa, quella artistica, quella economica.
La storia è strapiena di esempi in cui l’idealità politica ha dato forma ad imperi, a stati, a poteri, così come l’idealità religiosa ha modellato chiese e quella economica ha generato mercati.

Idealità ferree, totalitarie, indiscutibili, idealità dotate di attrattiva, di cinismo, di violenza. Oppure di fluidità, come accade attualmente.
Di fluidità, giacché esse non si incarnano in categorie sociali, né in categorie di genere, né di colore della pelle, e nemmeno di credi religiosi. Le idealità oggi sono considerate fardelli per l’uomo che vuol vivere la sua parata esistenziale privo di condizionamenti.

Pur tuttavia e in contrasto, l’uomo contemporaneo è subordinato alla legge biologica che lo vuole inserito in un contesto razionale (pur se sfuggevole, precario, contingente). Soprattutto in una razionalità, come si desidera oggi, priva di coerenza. Pensa di fare a meno della profondità, della condivisione, della stabilità. Si accontenta della momentaneità, dell’appagamento subitaneo, della soddisfazione immediata. Così alla religione si aderisce senza partecipazione, la politica si segue senza impegno etico, con l’economia si gioca a dadi. La vita appare soggetta in modo sfrenato al caso. Lasciando debole il fianco all’altra forza che determina la vita sulla terra, ovvero la necessità. Nulla si consolida che non sia avvolta dalla necessità, e nulla si modifica che non sia agitata dal caso.

E dunque… quale direzione seguirà la nostra vita, priva ormai di idealità? È difficile fare previsioni perché è lo stesso campo previsionale ad essere surrettizio, e dunque conviene riflettere sui segnali che la realtà fattuale invia.

Abbandonata la sicurezza del porto della ‘fede’ la nostra natura umana fluttua nel mare della caducità, puntando a cogliere segnali di stabilità. Un appiglio su cui si può contare è certamente la voce della scienza. Essa procede per passi confortati dalla verifica (anche se confutabile). Essa non è priva di certezze. Ad esempio defunge i credi religiosi, quelli della consuetudine, quelli delle mode. La scienza non segue il colore della pelle né il conto in banca. La scienza esige rispetto verso gli uomini e verso l’ambiente.

Un’altra sicurezza la offrono le garanzie della democrazia. Anch’essa è perfettibile e non perfetta. Anch’essa è in sviluppo e non bloccata. Mira ad espandere il campo dei diritti civili e della condivisione. Essa è ostile ad ogni privilegio e ad ogni determinismo sociale.

Questo discorso sembra calato dall’alto e perciò estraneo alla realtà dell’isola di riferimento: Ponza. E invece vorrei che fosse letto dai miei concittadini con spirito critico.
Con tanti amici coetanei ho condiviso idealità religiose, sociali e politiche. Le abbiamo viste infrante e, in alcuni, oggi le vedo dileggiate.

Ognuno fa le proprie scelte e il rispetto per esse è garanzia di correttezza. Rivedere però i propri schemi mentali, le propensioni, le proprie rappresentazioni ideali, gli sviluppi dei propri impegni non può che far bene. A tutti.

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