Ambiente e Natura

Dissalatore mobile marino, una proposta per Ponza

Riceviamo in Redazione da Idroambiente s.r.l  e pubblichiamo


Il riferimento è ai seguenti articoli pubblicati sul sito: “Lettera aperta a Veolia e Acqualatina” del  3 dic. di
Emilio Iodice e alla relativa risposta: “Acqualatina risponde a Emilio Iodice” del 10 dic. 2020.

La nave-dissalatore. Idroambiente s.r.l., società del gruppo Marnavi s.p.a pronta per l’impiego nelle isole Eolie

Gentile Dott. Emilio Iodice
Spett.Ie Redazione di Ponza Racconta
E p.c.
Spett.le Comune di Ponza (Lt)
Spett.le Acqualatina s.p.a.
Spett.le Ministero dell’Ambiente
Spett.le A.t.o. 4 – Latina
Spett.le Regione Lazio

Oggetto: impianto di dissalazione a Ponza, località “Cala dell’Acqua”.

Abbiamo letto con interesse lo scambio epistolare con il Gestore del Servizio Idrico pubblicato sul sito di Ponza Racconta nei giorni scorsi, ed all’uopo riteniamo sia utile al confronto inviare alla Vostra gentile attenzione la presente, per fornire agli utenti del servizio idrico dell’isola di Ponza, ed alle Amministrazioni che cl leggono In copia, alcuni elementi sull’approvvigionamento di acqua potabile mediante dissalazione.
La Società scrivente, come già noto agli Enti in indirizzo ed alla redazione di Ponza Racconta (cfr. articolo del 9.10.2020), è parte del gruppo Marnavi S.p.a., che ha ultimato a seguito di approfondite ricerche con esperti universitari e tecnici del settore, la realizzazione del suo primo Dissalatore mobile marino: il tutto sulla base di un progetto che, per le sue caratteristiche di eco-sostenibilità ed innovazione tecnologica, è stato approvato dal Ministero dello Sviluppo Economico in seno al programma europeo “Horizon 2020”, a seguito di istruttoria demandata a personale del CNR.

Il Dissalatore mobile marino costituisce quindi il più innovativo traguardo tecnologico ed ambientale in tema di produzione d’acqua da dissalazione, poiché senza danneggiare l’equilibrio ecologico marino-costiero, è capace di rifornire i territori insulari o costieri, anche in condivisione tra loro, dei quantitativi idro-potabili adeguati ai reali fabbisogni delle comunità.
Nella fattispecie, l’approvazione del Ministero dello Sviluppo Economico, ha avvalorato, tra l’ altro, che “la dissalazione in movimento consentirebbe di limitare alcuni impatti tipici degli impianti posti sulla terraferma. Essi sono legati allo smaltimento delle frazioni concentrate (salamoia), che nelle configurazioni tradizionali insiste sulla zona ove l ‘impianto è collocato causando potenziali ripercussioni ambientali legate a fenomeni di accumulo in porzioni limitate del territorio delle frazioni ad elevate concentrazione salina” e rilevato “l’ottimizzazione dei consumi energetici dei processi di dissalazione”.
I vantaggi dell’iniziativa, sì come già sintetizzati in precedenza con nostre missive inviate fin dal settembre 2018 al Gestore del Servizio Idrico, ai Comuni, alla Regione ed all’Ente di Governo dell’Ambito Territoriale di Latina, a tutt’oggi prive di riscontro, sono:

a) L’eco-sostenibilità del processo produttivo. L’impianto produce acqua destinata al consumo umano e rilascia il refluo iper-salino (salamoia) in movimento, lontano dalle coste, senza alcun impatto sul biota marino costiero, e senza alterare l’equilibrio paesaggistico ed ecologico delle isole, a differenza dei dissalatori a terra, o “fissi”, i cui impatti negativi sull’ambiente sono ormai noti, come da ampia bibliografia scientifica internazionale;
b) L’efficienza e l’economicità della soluzione. La produzione dell’acqua viene calibrata in base alle effettive esigenze delle comunità servite (maggiore produzione nei mesi estivi e minore nei mesi invernali); inoltre, l’ impianto può essere condiviso, ad esempio, dalle
comunità delle isole di Ponza e di Ventotene, con la conseguente riduzione dei costi della fornitura, rispetto all’ipotesi della costruzione e gestione di due diversi dissalatori fissi sulle rispettive isole;
c) La limitazione del rischio di carenza idrica. A differenza dei dissalatori a terra, in ipotesi di malfunzionamento dell’impianto, il Dissalatore mobile marino assicura alle isole comunque un’adeguata fornitura idrica, grazie alla capacità di stoccaggio delle cisterne ed in virtù dell’autorizzazione rilasciata dalla competente P.A. al trasporto dell’acqua potabile.
d) Gli aspetti sanitari. La nostra Capogruppo ha stipulato con l’Istituto Superiore di Sanità un protocollo per la definizione delle linea guida relative ai piani di sicurezza sulla potabilità dell’acqua; inoltre, ci avvaliamo delle competenze e della professionalità del nostro
laboratorio di analisi chimiche e batteriologiche che con continuità verifica la conformità dell’acqua ai parametri di cui al dlgs. 31/2001.
e) La modularità e la rapidità di realizzazione dell’iniziativa. Gli impianti mobili possono essere prontamente realizzati della taglia produttiva adatta ai fabbisogni, ed in tempi ed iter significativamente più rapidi rispetto all’edificazione di un impianto di dissalazione a terra sulle isole.

Riteniamo tutt’ora che per le isole minori italiane, non ultime quelle pontine, l’approvvigionamento idrico non debba avvenire a discapito delle ricchezze del mare costiero e del paesaggio, per cui la nostra soluzione tecnologica di dissalare in movimento ci sembra quella più appropriata sotto il profilo ambientale, economica, efficiente, rapida, sicura, ed innovativa; di contro, i dissalatori a terra potrebbero rivelarsi scelte anacronistiche e datate.
Siamo disponibili comunque a fornire ulteriori dettagli, e grati dell’attenzione che vorrete mostrare, porgiamo distinti saluti.

L’allegato in file .pdf inviato in redazione: Idroambiente srl. Il dissalatore mobile marino, una proposta per Ponza

 

A cura della Redazione: notizie aggiuntive al seguente link: www.notiziarioeolie.it del 6 ottobre 2020

3 Comments

3 Comments

  1. Sandro Russo

    17 Dicembre 2020 at 22:49

    Per la seconda volta leggo sul sito un articolo su una nave col dissalatore a bordo e di nuovo ho la sensazione di non aver capito qualcosa.
    Sono evidenti i vantaggi della dissalazione mobile, in termini di minor inquinamento e risparmi di gestione a vari livelli; quel che non mi è chiaro è un altro punto…
    Una nave con il dissalatore sopra non costa enormemente di più di qualunque dissalatore montato a terra?
    Allora bisogna considerare i costi di affitto della nave!?
    Ma in entrambi gli articoli non si parla mai dei costi!
    Quindi – a parte le considerazioni ambientali che teniamo per il momento fuori dal discorso -, la mia domanda “in soldoni” è: quanto costano, per dire, 1000 litri d’acqua prodotti da un dissalatore costiero e quanto una equivalente quantità prodotta dal dissalatore mobile navigante?

  2. Filippo Luzi

    18 Dicembre 2020 at 17:48

    A me sembra più uno spot che una lettera. Siamo sicuri che sia vantaggioso?
    Le navi come si muovono? Con un combustibile fossile, quindi inquinano come inquinano ora le bettoline. Nessun miglioramento in vista.
    La salamoia? È la stessa del dissalatore su terra, nel migliore dei casi. Quindi anche qui non vedo migliorie.
    E poi quando c’è brutto tempo? Sempre di nave in mare stiamo parlando, quindi la nave non arriva alle condotte come non arrivano oggi le bettoline… e la mancanza d’acqua per maltempo rimane. Zero migliorie anche qui.
    Da turista preferisco di gran lunga il dissalatore a terra, basta che non rovini la bellezza dell’isola.
    Ma la domanda base è… Siamo sicuri che non ci prendano tutti in giro per interessi personali?

  3. Tonino Impagliazzo

    23 Dicembre 2020 at 16:00

    Condivido l’utilizzo di un dissalatore marino mobile in luogo di uno fisso principalmente per due ragioni.
    La prima è che i dissalatori fissi scaricano sotto costa il refluo iper-salino (salamoia) che, associato alle sostanze tossiche nocive provenienti dal lavaggio delle membrane, dei filtri e quelle provenienti dal pretrattamento dell’acqua di mare destinata alla dissalazione, distrugge inesorabilmente tutto il biota marino del sotto-costa.
    La seconda, collegata ai costi di produzione e di gestione dell’impianto, trova idonea risposta al punto b) della lettera della società Idroambiente dove si parla di efficienza ed economicità “con la conseguente riduzione dei costi di gestione e della fornitura del liquido rispetto a quelli attuali dei dissalatori fissi sulle isole“

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