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Enrico Caruso. Il romanzo della sua vita

di Tano Pirrone

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E’ fresco di stampa nelle librerie Mondadori, il più recente libro di Renato Ribaud:  ‘Enrico Caruso. Il romanzo della sua vita’Edizioni del Delfino, Napoli.

Mi onoro della palese, e ancor fresca, amicizia di Renato Ribaud, napoletano integrale, indenne da tormenti del tempo e delle lontananze. Esploratore indomabile dei ricordi personali e collettivi per raccontare dello stralucente prisma dalle cento facce, che indiscutibilmente è la sua Napoli.
Prelevati in un coacervo sterminato e districati in una lingua semplice, comprensibile, ma nobile e immaginifica, i suoi ricordi si fanno parole e noi svolazziamo nei sui tanti libri fra proverbi, musica, pizze, sfogliatelle, figurine di presepi umili e principeschi, donne fiere e indimenticate, teatri, attori, dive, case, chiese, vicoli, il mare, le regate: tutte tessere di storia e di costume, appunto, che come in un puzzle compongono la bellezza stupefacente e inquieta della città partenopea.

Questa volta la sua cura è dedicata ad un eroe napoletano, conosciuto in tutto il mondo e venerato per le sue qualità artistiche e umane: l’immortale Enrico Caruso.

L’affascinante e coinvolgente storia di un bambino dalla ‘vucella d’angelo’, che, entrato a far parte del coro della parrocchia d’uno tra i più popolari quartieri della città, col suo costante impegno nell’appassionato studio del canto classico, assurse agli onori dei più famosi palcoscenici del mondo, divenendo efficace protagonista delle maggiori opere di Verdi, di Puccini, di Donizetti, di Leoncavallo e di altri egregi compositori.

Enrico Caruso si portava la sua Napoli nella mente e nel cuore e così, al Metropolitan di New York come altrove, poneva sempre un ‘fuori programma’ dedicato alle più accorate canzoni della città che l’aveva visto nascere.

Ed ecco che qui le pagine del libro diventano palcoscenico e la storia viene simpaticamente narrata da quanti ebbero modo di conoscere e frequentare il più geniale artista lirico di tutti i tempi.
Renato Ribaud non dimentica la sua origine di commediografo e trasferisce quindi la pagina scritta nella realtà vissuta. Ad apparire subito sull’incandescente scena del quartiere partenopeo è così Enrico Caruso. Le sue ansie, i suoi entusiasmi echeggiano subito tra la gente umile che lo circonda e gli si affeziona. Il guaglione prima di raggiungere la notorietà, avrà modo di frequentare quello scapigliato ambiente artistico partenopeo che portò splendidamente il nome di Napoli nel mondo.
Ed ecco allora evidenziarsi in una tavolozza di colorito e chiassoso ambiente le recite delle filodrammatiche e gli incontri con i posteggiatori, i trattenimenti delle periodiche e le serate del caffè concerto. Una Napoli che Caruso si porterà sempre gelosamente appresso, quando varcherà l’oceano, facendosi apprezzare al Metropolitan di NewYork per poi andarsene in tournée tra Parigi, Londra, Pietroburgo e le altre capitali della lirica, che il famoso tenore, nella sua breve ma intensa esistenza, continuerà a conservare con orgoglio nel profondo dell’anima.

Il suo corrispondere con poeti e compositori del tempo si farà allora fittissimo e tante saranno le melodie che in privato canterà magari riservandole agli amici più intimi, o agli emigrati che all’inizio formeranno il suo più fedele pubblico. I documenti di questa storia a volte sono autentici ed altre immaginari. Ma era necessario far ciò per dare tessuto di continuità ad una meravigliosa vicenda, dedicata ad un tanto stupendo personaggio.
L’autore ha dopotutto fatto dire a Caruso ciò che gli sembrava naturale ed umano dicesse nel momento in cui si verificavano certe situazioni. Quasi l’avesse frequentato da giovane al quartiere di San Giovanniello, ricevendo il privilegio di restarne Amico.

Non il rimpianto di un’epoca passata, soltanto la cronaca sorniona e spumeggiante d’una città che rivive nel fantasioso racconto dei suoi protagonisti.

Sul sito, da ascoltare, Caruso, di Lucio Dalla: Leggi e ascolta qui

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