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Epicrisi 307. Tra conoscenza, memoria e sogno

di Luisa Guarino

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Ci eravamo lasciati domenica scorsa tra musica e teatro, con le note e le parole di Cyrano di Francesco Guccini, ma il risveglio a inizio settimana è stato subito durissimo, per la morte del giovane ponzese Iacopo Di Scala, alla quale ha fatto tragicamente eco quella di Michele Balzano ‘Arcangelo.
Entrambe hanno lasciato attoniti e addolorati gli abitanti di Ponza, che si sono stretti alle loro famiglie.

Successivamente, con il ritmo naturale imposto dal tempo anche alle pagine virtuali del nostro sito, argomenti e spunti di genere diverso hanno impresso il loro segno. A cominciare dallo scritto di Enzo Di Fazio “Coltivare la conoscenza, per il quale ha tratto ispirazione da un articolo di Tonino Impagliazzo per i venti anni della scomparsa del sindaco di Ventotene, Beniamino Verde, per costruire una bellissima pagina non solo di storia, proprio quella a noi più vicina nel tempo e nello spazio, ma anche di sentimenti semplici e profondi. Vi si parla infatti di terre date in affitto ai confinati per essere coltivate materialmente, ma il verbo ‘coltivare’ assume un significato molto più ampio e universalmente valido.

Di tutt’altro genere il secondo scritto dello stesso autore, in cui Enzo racconta “La notte che Maradona non mi fece dormire. Della scomparsa del ‘pibe de oro’ non si fa neanche cenno: la notizia è talmente enorme e risuona nel mondo da giorni, che sottende alla realtà di questi giorni in maniera totalizzante, e neanche serve ricordarla. L’autore ci regala una pagina di vita vissuta, una sorta di “notte prima degli esami” in età adulta, quella del 30 giugno 1984.


Gli avvenimenti internazionali incalzano, seppure in contesti diversi: sempre in Argentina, a Bahìa Blanca, proprio oggi la comunità ponzese festeggerà la ricorrenza di San Silverio, rendendo omaggio a Josè Egidio Conte, scomparso un mese fa, e scoprendo una targa in suo onore. C’è anche un bel video che lo ricorda a chi non lo conosceva.

Parla invece degli Stati Uniti alla luce delle recenti elezioni presidenziali la bella e interessante intervista di Fabio Camillacci al nostro Emilio Iodice, in qualità di esperto di affari internazionali ed ex diplomatico, per Cusano Italia Tv, dell’Università telematica Niccolò Cusano. Docente di Leadership all’Università Luiss, Iodice, proprio nel giorno del Ringraziamento, affronta il tema “Gli Stati Uniti, da Trump a Biden: passato presente futuro dopo le presidenziali 2020”.

Un altro avvenimento che coinvolge tutto il mondo è la Giornata contro la violenza alle donne, che il sito ricorda con alcune iniziative in ambito provinciale e parlando del recente film “Artemisia Gentileschi, pittrice guerriera” dedicato alla grande artista del ‘500, che lottò per affermare il proprio talento, e fu vittima di violenza.


Tonino Impagliazzo scrive la seconda parte di “Arriva ‘u vapore” e continua con passione e cognizione di causa a suggerire cambiamenti possibili, servizi per gli abitanti, pianificazione territoriale, per chi vuole restare sull’isola anche d’inverno, mezzi di trasporto di qualità migliore e di velocità maggiore: parla di Ventotene, ma i criteri sono applicabili e auspicabili anche per Ponza. Nel frattempo proprio a Ponza in questi giorni torna a farsi sentire la preoccupazione (del resto mai venuta meno) degli abitanti di Le Forna in vista dell’inizio dei lavori per il dissalatore a Cala dell’Acqua da parte di Acqualatina. Ancora una volta il sindaco è caldamente invitato a intervenire.
Tra attualità, storia, arte e letteratura si collocano gli scritti di Rosanna Conte “Boris Pahor, 107 anni: un grande vecchio”, e “L’attenzione di Fabio Lambertucci per Milo Manara” proposto da Sandro Russo.
Rosanna prende spunto dallo scritto “Boris Pahor, lo scrittore che visse due pandemie” di Antonio Iovane apparso alcuni giorni fa su la Repubblica per ricordare la vita dell’autore triestino/sloveno, che ha conosciuto nel 2008 a Napoli in occasione della presentazione del suo libro “Necropoli”, presso il cimitero delle Fontanelle. Un segmento cinematografico di “Viaggio in Italia” di Roberto Rossellini ci porta in quel cimitero, accrescendo la magia del racconto. E a proposito di magie, lo scritto che più mi ha colpito questa settimana è il secondo che ho citato, “L’attenzione di Lambertucci per Milo Manara”.


Proposto da Sandro Russo, l’articolo è un affascinante gioco di scatole cinesi: Lambertucci viene citato per un suo servizio su Focus Storia in cui parla del genio visionario di Giovanni Battista Piranesi, che a suo parere ha influenzato Milo Manara. Da Manara a Fellini il passo è breve, entrambi definiti “geni del sogno” da Sandro, che giustamente considera la lettura “virus moltiplicatore”: ecco allora Manara che disegna Ponza, almeno così sembra. Ma la conosceva? Arriva il commento chiarificatore di Bucarelli: “Certo che la conosceva. E la frequentava. La calzolaia di Giancos aveva una sua foto con dedica”. A partire da Piranesi, Ponza sempre al centro del mondo.

Restando in tema letterario, segnaliamo con piacere l’uscita del nuovo libro del collega e amico Paolo Iannuccelli “Paolo a canestro”, con il racconto dei suoi sessant’anni nel mondo del basket.
Ed è di ieri la pubblicazione di uno scritto ispirato al ritorno alla vita in campagna e in particolare alla dicotomia esistente tra essa e la città: s’intitola “La natura ci salverà se noi la salveremo”, è di Michele Serra e fa parte di un tris di articoli usciti sul supplemento Robinson de la Repubblica della scorsa settimana. L’introduzione è curata da Sandro Russo, che come forse molti sanno vive in un casale in campagna vicino Roma, con missioni “forzate” nella Capitale: chi meglio di lui?



Cominciata in maniera triste per la perdita di persone care, la settimana si conclude nel peggiore dei modi. Proprio ieri infatti è venuta a mancare la signora Sara D’Andrea (Maria Rosaria Petracca), moglie dell’architetto Pino. Non era nata a Ponza, ma così come tutta la famiglia, era come se lo fosse: ha sempre trascorso le estati qui e per molti anni ha abitato sulla loggia all’inizio della scalinata della Dragonara, per poi trasferirsi a Sant’Antonio. Ed è lì che vogliamo continuare a ricordarla, sorridente.

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