Ambiente e Natura

L’attenzione di Lambertucci per Milo Manara

Proposto da Sandro Russo

.

È sempre con piacere che registriamo sul sito i successi o anche gli interessi dei nostri abituali collaboratori. In questo caso una comunicazione personale di Fabio Lambertucci di una sua nota accettata su Focus Storia (n° 170, di dicembre 2020 – Mondadori Scienza).

Scrive Fabio:

Piranesi e Milo Manara
A proposito dell’articolo “Genio visionario” di Massimiliano Griner dedicato al grande incisore Giovanni Battista Piranesi (1720-1778), pubblicato su Focus Storia n° 168, all’elenco degli artisti che sono stati influenzati dal Piranesi (Walpole, Ejzenstejn ed Escher) vorrei aggiungere il nome del grande fumettista italiano Milo Manara (1945) che nella sua magnifica opera del 2015 dedicata a Caravaggio, Caravaggio – La tavolozza e la spada (Panini Comics), si ispira per le scenografie della Roma di fine ‘500 (le due in basso di Giuseppe Vasi) proprio alle incisioni romane del Piranesi (la prima in alto).
[Fabio Lambertucci, Roma]

Giuseppe Vasi. Ponte Salario sul fiume Aniene

Giuseppe Vasi. Porta Nevia o Porta Maggiore a Roma

La lettura, si sa, è un virus moltiplicatore, per cui il breve scritto di Fabio mi ha stimolato diverse associazioni:

Milo Manara mi è sempre piaciuto. Le sue tavole onirico erotiche dal segno nitidissimo sono impareggiabili. Sospetto che abbia disegnato anche Ponza: questa immagine comparsa sulla copertina di un opuscolo dell’EPT di Latina, anni fa lo ricorda molto (anche se non riesco a trovare la sua firma-logo)…

E quindi – un’associazione tira l’altra – ho subito ordinato in rete tre suoi volumi, i due su Caravaggio e quello su Fellini.

Perché Fellini?
Due geni del sogno (se erotico non guasta), non potevano non incontrarsi; non dimentichiamo che Fellini inizia la sua avventura romana (da Rimini, sua città d’origine) come disegnatore satirico (insieme a Ettore Scola) alla rivista Marc’Aurelio negli anni dal ’39 in poi, e da questa esperienza molte cose nasceranno…
La graphic novel di Milo Manara nasce da una stretta collaborazione con Fellini e il suo “giro”…

Viaggio a Tulum, da un soggetto di Federico Fellini, per un film da fare è un fumetto ideato da Federico Fellini e disegnato da Milo Manara sulla base della sceneggiatura di Fellini e Tullio Pinelli; pubblicato sul Corriere della Sera in sei puntate consecutive, nel maggio 1986, e mai ristampato. E’ stato poi pubblicato anche sulla rivista Corto Maltese, a partire da luglio del 1989

E a proposito di associazioni di idee, non potevo non riportare questa pagina e relativa foto, da Lt Oggi di ieri l’altro (Zapping, pagine culturali):
LT Oggi 22.11.2020. Amarcort. Manara Fellini. p. 42

Credo che di Milo Manara (e Fellini?) ci sarà ancora da dire, appena mi arriveranno i volumi ordinati…

 

Appendice al commento di Fabio Lambertucci  (cfr.)

Manifesto disegnato da Milo Manara nel 2009 per l’“Etruscomix” a Napoli, iniziativa che fu fatta per avvicinare i giovani attraverso il fumetto al mondo etrusco. Ispirato al celebre “Sarcofago degli Sposi” di Villa Giulia, il manifesto venne giudicato troppo sensuale ma l’artista rispose: “Dai banchetti dipinti nei loro sepolcri ho capito che gli Etruschi sapevano godersi la vita. Avrebbero apprezzato i miei disegni, credo”.

2 Comments

2 Comments

  1. Filippo Bucarelli

    24 Novembre 2020 at 15:09

    Ci si chiede se Milo Manara disegnava da Ponza.
    Penso proprio di sì. Frequentava Ponza con la barca.
    Una sua foto con dedica era dalla calzolaia che stava a Giancos. Era suo amico e lei ne parlava con affetto e ammirazione

  2. Fabio Lambertucci

    25 Novembre 2020 at 18:31

    Caro Sandro, grazie di cuore. Un articolo come “L’attenzione di Lambertucci per Milo Manara” proprio non me lo aspettavo!
    Visto che apprezzi Manara, ti invio questo suo manifesto disegnato nel 2009 per l’“Etruscomix” a Napoli, iniziativa che fu fatta per avvicinare i giovani attraverso il fumetto al mondo etrusco. Ispirato al celebre “Sarcofago degli Sposi” di Villa Giulia, il manifesto venne giudicato troppo sensuale ma l’artista rispose: “dai banchetti dipinti nei loro sepolcri ho capito che gli Etruschi sapevano godersi la vita. Avrebbero apprezzato i miei disegni, credo”.
    Dall’Etruria meridionale con stima.
    Fabio

    Nota. Il manifesto di Manara nell’articolo di base

È necessario effettuare il Login per commentare: Login

Leave a Reply

To Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: